Adhd sta per “attention deficit hyperactivity disorder”; in italiano viene tradotto con Ddai: “disturbo da deficit di attenzione e iperattività”.

Questo tipo di disturbo è caratterizzato da difficoltà di concentrazione, ad eccezione di quei casi in cui c’è un importante interessamento verso qualcosa.

Ci si annoia facilmente e non si riesce a completare qualcosa che si inizia; piuttosto si tende a passare da una cosa all’altra, senza mai portarne a termine una.

Il disturbo adhd si può riscontrare anche nella sfera lavorativa, quando si hanno delle difficoltà a mantenere ordine.

Sulla propria postazione di lavoro, sul fatto di essere puntuali; anche con le proprie cose, come tenere in ordine la propria auto.

Tra gli altri sintomi c’è anche quello del poco controllo dei propri impulsi; le manifestazioni più comuni sono inserirsi in conversazioni degli altri interrompendoli.

Anche gli acquisti compulsivi e le dipendenza di ogni genere; nelle donne si manifesta con difficoltà a rimanere fermi e stato di agitazione perenne.

Non si tratta sempre di un disturbo ereditario, quanto piuttosto da un problema derivante dallo stress prolungato.

Tuttavia in alcuni casi, circa un terzo dei figli di chi soffre di adhd, ne soffre a sua volta; il fattore genetico quindi conta.

Cosi come il fattore ambientale, che può influenzare in modo negativo il soggetto e provocare questo disturbo.

Ambiente sociale ed educazione sono altri fattori importanti che possono provocare questo disturbo comportamentale.


Il trattamento dell’adhd dipende sicuramente da una risoluzione delle difficoltà nell’ambito della famiglia di appartenenza.

Tra gli altri fattori importanti c’è lo stile di vita e il fatto di prendersi curà di se attraverso l’alimentazione e l’attività fisica.

Bisogna anche considerare il fattore del riposo notturno, che non è affatto secondario e l’importanza di passare del tempo all’aria aperta.

Deficit di attenzione da curare con la meditazione

la meditazione rappresenta sicuramente una valida tecnica per gestire questo disturbo; si stimola la mente.

È un percorso lungo ma può portare delle soddisfazioni se ci si impegna in maniera adeguata.

Il fattore ambientale si può contrastare con la forza della meditazione che ha anche un potere calmante è ha un effetto benefico sul fattore dell’iperattività.

I primi segni di questo disturbo si possono avere anche dall’età infantile e viene influenzato dalle relazioni sociali e dai tratti psicologici.

Il cervello interagisce continuamente con l’ambiente esterno e ci sono fattori che lo possono influenzare in maniera positiva o negativa.

Nell’educazione dei bambini è importante favorire degli ambienti esterni positivi per il soggetto, a partire dalla riduzione delle occasioni di stress.

Le relazioni che il bambino percepisce e vive devono essere il più possibile positive e non traumatiche.

Un ambiente famigliare sano e virtuoso può influenzare in maniera positiva il bambino e alleviare i sintomi del disturbo legato al deficit di attenzione e al fattore dell’iperattività.

I bambini che soffrono di questo disturbo sono molto sensibili e per questo motivo tendono a portare con loro questo problema per molto tempo.

Sono anche più sensibili se qualcosa nelle relazioni famigliari non va; tendono a reagire più bruscamente.

In un primo momento non è sicuramente facile affrontare questo tipo di problema, ma è necessario farlo per non peggiorare la situazione.

Cambiando i fattori esterni che influenzano il soggetto si migliorerà anche la situazione generale.

Spesso infatti l’ambiente famigliare nasconde delle situazioni stressanti per il soggetto interessato.

In molti casi non ci si rende conto della soglia di stress alla quale viene sottoposto il bambino, che può poi sviluppare questo disturbo anche in età adulta.

Disturbo di iperattività nell’adulto

questo problema investe anche il soggetto adulto, che spesso non si rende conto di quanto sia stressato.

Principalmente perchè ormai è assuefatto a questa condizione e pensa che sia una cosa normale.

Questo fattore è molto importante se si considera che investe la maggior parte delle persone.

Specialmente con la vita moderna e stressante che si fa al giorno d’oggi e con i ritmi di lavoro anomali.

Questo tipo di disturbo, nel soggetto adulto si può definire come uno squilibrio generale, che può essere trattato modificando il proprio stile di vita.

Il soggetto affetto dall’adhd non sempre viene compreso dalle persone che non hanno di questi problemi.

Spesso occorre lavorare per regolare fattori come la spontaneità e l’eccitabilità; non si tratta infatti di una malattia, quanto più di un disturbo.

In molti casi il problema del Ddai, in italiano, può portare del disordine nella vita del soggetto coinvolto.

Se il disturbo non reca disordine nella vita del soggetto, in quel caso non ci sono problemi, nel senso che l’equilibrio generale non è scalfito.

Se al contrario ci sono delle conseguenze che si ripercuotono in maniera abbastanza frequente e regolare, ci possono essere dei problemi.

In questo ultimo caso, bisogna rivolgersi a un medico, che vi può indirizzare al meglio verso degli specialisti in materia.

Bisogna lavorare sui problemi provocati dal deficit di attenzione e iperattività; la sensibilità del soggetto interessato non deve essere eliminata.

Al contrario ci si può lavorare per governarla; per esempio, nel caso degli artisti questa caratteristica può essere incanalata in maniera positiva.

Il Ddai è sicuramente un problema quantomai attuale e che investe molte persone; caratterizzato da una maggiore frequenza negli ultimi anni.

L’approccio iniziale alla gestione del problema dell’iperattività ad esempio, deve essere quello della gestione del problema e non dell’eliminazione immediata.

Se si riesce ad attenuare questo tipo di disturbo, diventerà più gestibile e allo stesso modo si potranno gestire gli effetti indesiderati, come ad esempio l’impulsività.

Il fatto di essere impazienti, l’interruzione delle conversazioni degli altri, il fatto di perdere facilmente la memoria di quello che si deve fare.

La disattenzione e la disorganizzazione sono tutti fattori che aumentano nel caso in cui si sviluppa questo disturbo.

Il cervello deve sviluppare ancora la propria maturità e questi disturbi devono essere affrontati fin dall’età infantile.

Questo per evitare problemi più gravi in età adulta; anche la fase della creatività va gestita al meglio per essere espressa in tutto il suo potenziale.

Una volta gestito il problema diventa più facile affrontare la vita quotidiana ed essere più organizzati con i propri impegni quotidiani.

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