E’ previsto per questa mattina, mercoledì 26 luglio, la conclusione dell’esame e il voto finale in merito agli articoli della legge Richetti in materia di vitalizi. La nuova legge propone di eliminare i vitalizi vecchio stile per gli ex parlamentari a favore di un sistema contributivo per i parlamentari regionali, quelli in attività fino al 2012 e una pensione in conformità a quanto stabilito dalla legge Fornero a partire dalla prossimo legislatura e solo per chi ha portato a termine almeno 5 anni di mandato. Sono questi i punti principali della legge Richetti e l’adeguamento alla legge Fornero determinerà un innalzamento dei requisiti anagrafici richiesti per fruire della pensione.

Cambiamenti anche per le Regioni

Se verrà approvata la nuova legge porterà dei cambiamenti anche per le Regioni che non si adeguano alle nuove norme. Lo stesso relatore del provvedimento sui vitalizi Matteo Richetti (Pd) ricorda che “per chi non si adegua arriverà un taglio del 50% delle somme previste nei bilanci delle regioni per questa voce”.

Oggi il voto

Il gruppo Pd ha annunciato il proprio favore al provvedimento, cos come la Lega: “La Lega voterà a favore del provvedimento che prevede lo stop dei vitalizi ai parlamentari. Da sempre ci battiamo per abolire questo privilegio che altro non fa che allontanare la politica della realtà del Paese. Prova ne è che il nostro gruppo non ha presentato alcun emendamento al testo originario. Riteniamo giusto, infatti, che in un momento particolare come quello attuale si diano risposte concrete ai cittadini”. Sono queste le parole di Cristian Invernizzi, deputato delle Lega. Anche Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, ha espresso il suo favore al provvedimento: “FDI ovviamente voterà si alla proposta di abolizione di vitalizi. Ci dispiace che questa proposta arrivi solo oggi e viene da pensare che questo accada nel tentativo di far finta che si vogliano abolire con una legge che non si farà in tempo ad approvare. Lo dico perché con FDI per primi tre anni fa abbiamo fatto questa proposta, bocciata dal PD e dalla stragfrande maggioranza dei partiti una volta arrivata in commissione”. Siamo veramente a un punto di svolta?

 

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