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Aborto interno o ritenuto: informazioni

Quando l’interruzione di gravidanza avviene in maniera naturale e oltre la ventesima settimana di gestazione si parla di aborto spontaneo. Esso rappresenta la causa più frequente di interruzione di gravidanza: la percentuale delle donne colpite oscilla tra il 10 e il 25%.

La maggior parte degli aborti spontanei si verifica entro le prime tredici settimane di gravidanza e può essere suddiviso in varie tipologie, tra queste vi è l’aborto interno o ritenuto.

Si ha questo tipo di aborto spontaneo quando l’embrione è morto ma non viene espulso all’esterno, e per questo motivo ci si può non accorgere dell’interruzione della gravidanza.

L’analisi della morte in utero è di fondamentale importanza per individuare le eventuali anomalie, spesso genetiche, che l’hanno provocata, in modo da impedire che esse possano ostacolare altre future gravidanze.

Le cause di tale aborto, pur non essendo state individuate con assoluta precisione, possono essere divise in due tipologie: problemi legati alla madre o al feto. Nel primo caso troviamo diabete mellito, ipertensione pregravidica o in gravidanza, trombofilia o patologie del connettivo.

Per quanto riguarda i problemi fetali, invece, troviamo: infezioni da parassiti, virus o batteri; problemi del cordone (prolasso o torsione del funicolo, trombosi, nodo vero serrato), malattia emolitica, malformazioni gravi, sindromi genetiche, disturbi della placenta.

Dal momento che questo aborto avviene all’interno e non dà chiare manifestazioni esterne, può non essere semplice individuare i sintomi ad esso connessi. Nonostante ciò, è comunque possibile assistere ad alcuni segnali che necessitano di urgenti accertamenti medici.

L’improvvisa scomparsa dei sintomi di gravidanza rappresenta uno dei segni tipici dell’aborto spontaneo interno, a cui si associano: mal di schiena, presenza di muco bianco/rosato, contrazioni, perdite marroni o rosso vivo, dimagrimento.

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