E’ uno dei giochi on line più ricercati di tutti i tempi, e ha raccolto utenti dagli Stati Uniti alla Cina. Si chiama 2048 ed è un puzzle game ideato da Gabriele Cirulli, un comune ragazzo di 19 anni di Gorizia che si è diplomato l’anno scorso all’Istituto Tecnico. Il ragazzo non frequenta l’università e non ha nemmeno delle conoscenze specifiche in ambito informatico, ha raggiunto il successo grazie al suo gioco, che in appena 2 settimane è diventato uno dei rompicapi più cliccati della rete.

Il ragazzo dichiara “Due settimane fa su twitter avevo 100 follower, ora ne ho più di 8 mila. In tanti mi scrivono, soprattutto dalla Cina e dalla Russia per ringraziarmi di aver creato il gioco. Mi mandano gli screenshot dei punteggi raggiunti e mi seguono sui socail network. Ho messo online il gioco il 9 marzo e la pagina ha subito ricevuto 9 milioni di visitatori che hanno giocato circa 100 milioni di partite”. Nonostante persino il Wall Street Journal stia parlando di Gabriele, il ragazzo si è dimostrato molto riservato nei confronti dei media e soprattutto molto restìo nel rilasciare interviste o dichiarazioni  a tv e radio locali.

2048 è un gioco che si basa su multipli di due che vanno spostati attraverso una griglia composta da 16 caselle: quando due numeri uguali finiscono vicini si possono sommare. L’obiettivo è quello di arrivare a 2048, ma è molto difficile, solo l’1% delle partite finisce con la vittoria e lo stesso Gabriele non ha mai sfiorato il traguardo. Tra gli utilizzatori più assidui del puzzle game troviamo gli americani (7 milioni di visite dagli USA), seguiti dai cinesi (4 milioni) e brasiliani (2 milioni). L’Italia si posiziona al 17° posto, con appena 299mila visite.

Gabriele è già una piccola star del Web, anche se tutte queste attenzioni sembrano non interessargli, “sono difficili da gestire” afferma. Più facili da gestire saranno invece le numerose proproste di lavoro, che già si sono susseguite a centinaia e che il ragazzo sta valutando. La sua prima pagina web la creò tra i banchi di scuola elementare, spulciando tra gli appunti di informatica della mamma, per poi passare alla creazione di videogiochi e lo sviluppo di altri progetti web. Non male per questo giovane nerd di Gorizia che ha deciso di escludere l’università dal suo percorso per buttarsi subito nel mondo del lavoro. E visti i risultati si può dire che la scelta è stata quella giusta.

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