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Gli zuccheri svelano l’insorgere del cancro

Il cancro è da sempre una delle ombre più scure e spaventose della vita di un uomo. L’University College of London ha svelato che lo zucchero ed il cioccolato serviranno presto a individuare in un organismo l’eventuale presenza di un tumore.

Gli studiosi, infatti, hanno raffinato una tecnica che permette di individuare il cancro attraverso il maggiore assorbimento di zuccheri e glucosio che i tumori maligni assumono se presenti.

Hanno dunque scoperto che gli organi affetti da tumore avevano una colorazione più brillante, dopo aver assunto degli zuccheri.

Se messo a punto, questo risulterebbe un metodo davvero poco invasivo, di gran lunga migliore all’utilizzo di radiografie, vietate in gravidanza e sui bambini.

Non ci resta che sperare dunque che questa metodologia venga messa in atto. Fino ad ora i risultati sono assolutamente positivi.

Il diabete 2 riduce il volume del cervello

Uno studio condotto dall’Istituto Garvan di Sydney ha scoperto il legame diretto tra il diabete di tipo 2 e la riduzione delle funzioni cerebrali, gli scienziati sono quindi giunti alla conclusione che mangiare troppo fa male al cervello. Il diabete di tipo 2, caratteristico dell’età matura, si sviluppa infatti quando una persona geneticamente predisposta va in sovrappeso: le cellule hanno bisogno di zucchero per vivere, tanto maggiore è il numero di cellule da alimentare tanto maggiore sarà il fabbisogno di insulina.

La ricerca ha riguardato oltre 1000 persone tra i 70 e i 90 anni e ha evidenziato come chi soffre di diabete, anche nelle prime fasi della malattia, sia maggiormente soggetto a una riduzione delle funzioni cerebrali e di contrazione del cervello nel giro di due anni. Mantenere stabile il livello di zuccheri nel sangue riduce però questo rischio.

“Consumare troppo cibo, anche se sano, produce un eccesso di ossidanti mentre viene metabolizzato”, ha spiegato Katherine Samaras, responsabile del progetto. Il diabete, così come tutti gli altri disturbi legati al glucosio, è responsabile del declino del volume cerebrale.

Prima di dormire un pasto a basso indice glicemico

A cena meglio  stare leggeri non solo per la linea ma anche per preservare la salute dei nostri denti.

Un’indagine italiana sulle concentrazioni di glucosio nella saliva dopo i pasti, presentata a Roma durante l’ultimo congresso del Collegio nazionale dei docenti di Odontoiatria, sostiene che una cena troppo pesante e ricca di zuccheri può favorire la comparsa di carie, anche se laviamo i denti prima di andare a dormire.

 Lo studio, fatto dai dentisti delle Università La Sapienza di Roma e Statale di Milano, è stato svolto su alcuni volontari.

La loro saliva è stata raccolta al mattino, (prima di colazione e dopo il lavaggio dei denti), a un’ora e mezza, a due e a tre ore dal pasto.

Il risultato è stato che che nella saliva  prima della colazione la concentrazione del glucosio risultava elevata, diminuiva dopo l’igiene orale del mattino, ma poi risaliva.

«Il glucosio si accumula nella notte quando il flusso di saliva è ridotto, per cui lo zucchero si concentra moltissimo nel poco fluido presente — sostiene Antonella Polimeni, dell’Università La Sapienza di Roma, presidente del Collegio dei Docenti di Odontoiatria —. Il glucosio naturalmente scende dopo il lavaggio dei denti mattutino, ma solo temporaneamente perché risale in coincidenza dell’innalzamento della glicemia che si ha dopo la colazione. Anche dopo cena succede lo stesso: al crescere del glucosio nel sangue aumenta pure quello nella saliva, che però dopo il pasto serale resta a contatto con i denti per tutta la notte. Questo contatto si riduce, ma solo per breve tempo, dopo il lavaggio serale dei denti».

Il punto debole però è  che i dati sono stati raccolti su volontari scelti fra dentisti e studenti di medicina, dunque tra persone che si suppone siano molto attente all’igiene orale.

Peggiore però potrebbe essere la situazione se altri, non molto coscienziosi, eseguissero lo stesso test.

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