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Nuovo test per tumore ovarico

L’Istituto Nazionale Tumori di Milano ha messo a punto un test in grado di individuare precocemente i casi da sottoporre a un trattamento più aggressivo contro il tumore dell’ovaio. Si chiama MiROvaR (Risk of Ovarian Cancer Relapse or progression).

Realizzato in collaborazione con diversi centri di ginecologia oncologica italiani, si basa sull’analisi di 35 micro-RNA. Questo test è capace di distinguere, tra le donne affette da tumore dell’ovaio in fase avanzata, quelle ad alto rischio di recidiva o progressione di malattia da quelle in cui il pericolo è più basso. Ciò consente di capire, precocemente, dove è il caso di agire in maniera più aggressiva sul cancro.

Gli studiosi hanno analizzato l’espressione di una serie di micro-Rna su quasi 900 campioni di tumore ovarico, al fine di valutare quali micro-Rna siano correlabili alla prognosi di queste pazienti. I risultati, pubblicati sul Lancet Oncology, hanno visto l’individuazione di 35 micro-Rna strettamente collegati al rischio di progressione o di recidiva di tumore dell’ovaio, utilizzati per mettere a punto il test MiROvaR.

Le pazienti sono state così classificate in due gruppi di rischio: alto, con una media di 18 mesi di sopravvivenza libera da malattia; basso: con una media di 38 mesi di sopravvivenza libera da malattia.

Lo studio è stato finanziato dall’Airc (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) e dalla Fondazione Cariplo.

Si tratta del primo test che conta un numero di campioni così alto e che permette di evidenziare il possibile ruolo dei micro-RNA nella progressione del tumore ovarico. Un traguardo tutto italiano, una speranza internazionale. Ma siamo solo agli inizi. A questo studio seguiranno ulteriori ricerche e approfondimenti.

tumore ovarico

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