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L’italia potrebbe essere colpita da Tzunami

Bruttissime notizie per tutti gli italiani. Si è scoperto infatti che potrebbero verificarsi Tsunami anche nel Mediterraneo. Nel nostro paese, poi, ci sono zone dove questo fenomeno potrebbe verificarsi con maggiore probabilità: stiamo parlando della Sicilia, della Calabria ionica, del Golfo di Taranto e del Salento.

Ad indicare ciò è stata la prima mappa di pericolosità degli tsunami generati da terremoti nel Mediterraneo, Atlantico nord-orientale e mari vicini. Essa è stata realizzata durante il progetto europeo TSUMAPS-NEAM; organizzato dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (IGV).

A questo proposito coordinatore del progetto Alberto Basili afferma quanto segue: “In media più del 30% delle coste mappate con il progetto, area Neam di cui l’Italia è solo una piccola parte e tra le più pericolose, possono subire uno tsunami con onde più alte di un metro ogni 2500 anni”.

Il sismologo Alessandro Amato aggiunge poi che comunque si tratta di eventi abbastanza rari ma non impossibili e di forte impatto. 

Le zone più soggette ai terremoti

In Italia sono tre le zone che possono creare dei forti terremoti e di conseguenza anche Tsunami più grandi. Stiamo parlando della zona che va da Cefalonia a Rodi chiamata Arco Ellenico; l’arco di Cipro che arriva fino al Libano e infine l’arco Calabro.

Ma la maggiore pericolosità si registra nella Sicilia Orientale e nello Stretto di Messina. Anche il Salento, la Calabria Ionica e la Basilicata sono zone pericolose. 

Per quanto riguarda il Mediterraneo occidentale troviamo altre zone di livello minore di pericolosità, e sono: Sardegna meridionale, e Mar Ligure. Questo perché vi sono delle faglie attive sulla costa nordafricana. 

Oltre all’Italia, nel Mediterraneo ci sono altre zone a rischio Tsunami come per esempio l’Egitto e la Libia. Queste terre pur non presentando forti tonti sismiche, hanno maggiori probabilità che onde di oltre un metro arrivino sulle loro coste. 

Anche Grecia, Turchia e Cipro sono zone ad alto rischio, in quanto sono più vicine geograficamente alle zone sismiche più attive del Sud Italia. 

Pare infatti che le probabilità che onde più alte di cinque metri arrivino nel nord della Libia, siano 25 volte maggiori di quelle che ha il Sud della Sicilia. 

Comunque l’Italia già dal 2017 ha istituito il Sistema d’Allertamento nazionale per i Maremoti di origine sismica; che viene coordinato dal dal Dipartimento della Protezione Civile nazionale assieme a Ingv e all’stituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

 

 

 

 

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