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Ecco un’interessante opinione scitta da una persona affetta (su un gruppo facebook dedicato) da tiroidite di hashimoto

” La prima cosa che succede nel nostro organismo è che il sistema immunitario comincia a fare una cosa sbagliata e cioè produrre degli anticorpi che attaccano alcune parti della tiroide. Sì chiamano perciò autoanticorpi e quelli più frequenti nella malattia sono gli antitireoperossidasi (da qui TPO) che attaccano questo enzima, la tireoperossidasi, che la tiroide produce e usa per creare il suo ormone.

La seconda cosa quindi è il continuo bombardamento di autoanticorpi che colpisce in continuazione la tiroide. Questa reagisce allargandosi, infiammandosi e producendo meno ormone (a volte capita che delle cellule della tiroide muoiano tutte assieme e quindi rilascino di colpo gli ormoni causando un transitorio stato di ipertiroidismo). Producendo la tiroide meno ormone il nostro organismo comincia a soffrire metabolicamente, a livello di ossa, muscoli, energia delle cellule e ritenzione idrica. Stanchezza, debolezza, gonfiore, sono i sintomi più classici da scompenso tiroideo.

A quel punto si fanno analisi del sangue dove si scopre che la tiroide produce meno T4. Si misura anche il T3 che è l’ormone creato dalle cellule dell’organismo dal T4 ed è l’ormone attivo veramente. Sì misura il TSH che è l’ormone rilasciato dall’ipofisi quando vede che T3 e/o T4 sono carenti. E infine si misurano gli anticorpi.

Visto lo stato più o meno alterato della tiroide si decide di aiutarla ingerendo dosi di T4 che la ghiandola sotto attacco non riesce a produrre più come prima.
Se l’organismo è anche incapace di convertire abbastanza T4 in T3 (cosa piuttosto rara e non legata alla malattia di Hashimoto) si prende anche o solo la T3 per bocca.

Dopo di che se si riesce a trovare la dose giusta la stanchezza muscolare e mentale e la ritenzione idrica passano.

Ma l’infiammazione continua! Questo perché gli anticorpi continuano a bombardare la tiroide, che reagisce. E quindi questa infiammazione causa come qualsiasi infiammazione dolori e disturbi agli organi colpiti. Deglutizione dolorosa, raucedine, sono tipicamente causati dall’infiammazione del tessuto adiacente alla tiroide.

Ma non c’è attualmente una cura verificata che possa fare diminuire o cessare la produzione di autoanticorpi.

Speriamo nel futuro.

Inoltre attualmente, anche se si trovasse una cura per la produzione degli autoanticorpi dannosi, il danno preesistente alla ghiandola non è reversibile. La tiroide è naturalmente capace di funzionare anche se più del 90% del tessuto è danneggiato, comunque, quindi sarebbe una buona cosa stoppare gli autoanticorpi.

Questa sarebbe la fine della vicenda.

Ma tutti noi malati siamo solo nella fase compensativa, prendiamo l’ormone che la tiroide non produce più a sufficienza. Oppure aspettiamo che la tiroide cominci a perdere colpi, per poi prendere l’ormone.

Nessuno di noi può entrare nella fase di sopressione dell’attacco antitiroide perché non c’è nulla di disponibile. Su Internet si trovano sitarelli che permettono cose mirabolanti ma è tutta roba più fantasiosa che reale. Ognuno è libero di scegliere. Ma chi sceglie la scienza medica deve purtroppo rassegnarsi a aspettare che essa cerchi e scopra una cura per la soppressione dell’autoattacco. E una cura per la tiroide danneggiata.

A questo fine mi chiedevo come mai non si parli su internet della risoluzione di questi due aspetti della malattia, la produzione di dannosi autoanticorpi e l’infiammazione conseguente della tiroide.
Esistono associazioni di malati tiroidei ma in nessuna ho trovato discorsi su questo.

Forse sarebbe ora di metterci insieme e pubblicizzare la necessità di studiare questi due aspetti della malattia, perché per tanti, me compreso, la sola assunzione compensativa di T4 non è abbastanza per stare bene.”

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