CONDIVIDI

Le ricerche su internet sulla minaccia di una terza guerra mondiale decollano nel mondo e c’è chi tenta di ‘leggere’ il significato delle quartine scritte da Nostradamus per cercare una risposta.

In un’eventuale guerra tra Stati Uniti e Corea del Nord, in realtà, “non ci possono essere vincitori”.

E’ quanto ha dichiarato nelle ultime ore il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, che promette il supporto della Cina a qualunque dialogo tra le parti.

In una conferenza stampa con il collega francese Jean-Marc Avraul, Wang Yi ha esortato le parti a “smettere di provocare e minacciarsi a vicenda e a non permettere che la situazione diventi irreparabile, fuori controllo”.

 

Voli da Pechino sospesi da lunedì

Il saggio tentativo di placare gli animi per favorire un dialogo tra Corea del Nord e USA tenta di smorzare la tensione mondiale derivante dall’eventualità di una terza guerra mondiale.

Il regime di Pyongyang potrebbe sfidare di nuovo la comunità internazionale lanciando altri missili test.

Intanto, da lunedì prossimo, la Air Cina sospenderà i voli da Pechino alla capitale nordcoreana mentre il Giappone pianifica il rimpatrio tempestivo di 60 mila cittadini giapponesi che si trovano in Corea del Sud.

Mai prima d’ora il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha esternato un livello così elevato di preoccupazione: “Se davvero una guerra comincia, nessuno potrà uscirne vincitore, perciò chiediamo alle parti di cessare ogni provocazione, a parole o con azioni”.

 

Terza guerra mondiale: Cina e Russia preoccupati

La terza guerra mondiale potrebbe scoppiare ogni momento ed il monito del ministro cinese arriva come getti di acqua fresca su un tizzone ardente: “tutte le parti interessate dovrebbero mantenere alta la vigilanza”.

Anche Mosca non nasconde la preoccupazione temendo un punto di non ritorno tra nordcoreani ed americani ed è il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ad esprimerla: “Mosca guarda a questo aumento di tensione nella penisola coreana con grande preoccupazione. Invitiamo tutti i Paesi a dar prova di moderazione, ammoniamo contro qualsiasi azione provocatoria”.

Risposta del Segretario statunitense alla difesa Jim Mattis: “è la Corea del Nord a dover cambiare atteggiamento”.

Il 15 aprile la Corea del Nord festeggerà il 105° anniversario della nascita di Kim II Sung, capostipite dei Kim, il Presidente eterno: in passato, la celebrazione di questa festa si è svolta attraverso test militari. Rispetto al passato, però, stavolta si sta dirigendo verso la penisola coreana una portaerei statunitense. 

 

USA e Corea del Nord: cosa succederà?

Le forza armate nordcoreane si dichiarano pronte a prendere le contromisure più ‘dure’ contro gli USA e i loro ‘vassalli’ senza pietà se continueranno a provocare tanto da “non permettere all’aggressore di sopravvivere”.

L’ha annunciato un portavoce del Comando generale di Pyongyang all’agenzia ufficiale Kcna.

Rivolto a Trump, il viceministro degli Esteri nordcoreano Han Ryol ha dichiarato che, dinanzi ad un attacco preventivo americano, la risposta sarà un test nucleare (un potente deterrente nucleare).

La Corea del Nord andrà in guerra se “gli USA lo sceglieranno”. La politica di Trump è più violenta ed aggressiva di quella di Obama.

Il Pentagono non commenta su un eventuale attacco contro un eventuale test nucleare nordcoreano previsto per il fine settimana.

Fonti dell’intelligence hanno riferito a Nbc il posizionamento di 2 cacciatorpediniere americani con missili Tomahawk nelle vicinanze della Corea del Nord.

Il ministero di Pechino rivolgendosi implicitamente a Trump, è stato molto chiaro: “Chi provocherà una guerra in Corea dovrà assumersi una responsabilità storica e pagarne il prezzo”.

Se gli Stati Uniti dovessero passare all’attacco, le conseguenze con la Cina sarebbero imprevedibili.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO