CONDIVIDI

Svezzare significa letteralmente “togliere un vezzo“, quello cioè di succhiare al seno materno. Oggi questo termine ha assunto un significato decisamente più ampio ovvero quello di lasciare il latte materno come alimento unico sostituendolo gradualmente con tutti gli altri alimenti.
Lo svezzamento è del tutto naturale attraverso il quale il bambino passa, con ragionevole gradualità, ad una dieta via via più ricca di cibi solidi. L’apparente semplicità non deve ingannare perchè per la maggior parte delle mamme è fonte di notevoli preoccupazioni soprattutto quando il bimbo si rifiuta di collaborare. In questo caso, la mamma deve sempre tener a mente che il latte è un alimento meraviglioso e che è in grado di sostituire molte pappe per molto tempo. Uno svezzamento tardivo è infatti consigliato da molti pediatri e nutrizionisti.

Quando iniziare lo svezzamento

La prima cosa da ricordare è che , per lo svezzamento, non esistono regole rigide. La data d’inizio deve essere scelta dal pediatra tenendo conto sia del fatto che ogni bimbo è diverso dagli altri, sia delle eventuali esigenze della mamma. La maggior parte delle persone crede erroneamente che negli alimenti solidi ci siano delle sostanze nutritive che il latte da solo non può fornire al bambino e che, per questa ragione, sia importante iniziare lo svezzamento il prima possibile. I motivi per iniziare ad integrare il latte con altri cii sono invece diversi.
Generalmente lo svezzamento inizia verso il 4 mese e questo perchè:
– Il latte da solo non basta più perchè diventa carente di ferro e proteine rispetto alle esigenze nutritive di un bambino che sta per raddoppiare il peso della nascita. Questo è soprattutto vero per i bimbi allattati con latte artificiale, nel quale il ferro presente è difficilmente assimilabile
L’apparato gastro-intestinale è più maturo e quindi in grado di digerire ed assimilare altri cibi oltre al latte.
– Lo sviluppo neuromuscolare è tale da permettere al bambino di deglutire cibi solidi.
– I reni del bimbo sono ora in grado di filtrare i cibi più “concentrati”, non hanno più bisogno delle notevoli quantità di acqua presenti nel latte insieme alle sostanze nutritive. Questo comporta il vantaggio di fare pasti più voluminosi e meno frequenti.
I cibi solidi spezzano la monotonia dell’alimentazione lattea ed invogliano il bambino a mangiare più volentieri.

Fabbisogno alimentare tabella L.A.R.N

Grazie alle tabelle dei L.A.R.N (livelli di assunzione giornaliera raccomandati di Nutrienti) elaborate da esperti nutrizionisti appositamente per bambini, non solo è possibile sapere la quantità di calorie necessarie ma anche la qualità nutrizionali della dieta, cioè le quote di sostanze nutritive da assumere giornalmente.. Per esempio, nell’arco della giornata il 10-12% delle calorie totali deve essere fornito dalle proteine, il 25-30% dai grassi e il 55-60% dai carboidrati. Non solo ma per avere una dieta equilibrata, deve essere controllata anche la quantità d’acqua, vitamine e sali minerali. Lo svezzamento è una tappa fondamentale nell’evoluzione alimentare del bambino, in quanto gli offre nuovi sapori da sperimentare e tante sostanze nutritive fondamentali per il suo sviluppo. Impostare correttamente la dieta fin dallo svezzamento non solo lo aiuta a crescere bene, ma anche a prevenire le cosidette malattie del benessere come obesità, diabete e malattie cardiovascolari che possono avere radici in una scorretta alimentazione della prima infanzia. Per questo, lo svezzamento rappresenta l’occasione per correggere abitudini alimentari sbagliate e per impostare una dieta nuova e più bilanciata per tutta la famiglia.

Sostanze nutritive nello svezzamento

Anche se i genitori devono sempre far riferimento ai preziosi consigli del pediatra, è tuttavia importante conoscere le caratteristiche peculiari dei diversi elementi. Ciò permetterà alla mamma di dare a suo figlio un’alimentazione bilanciata e di non incorrere nel frequente errore di offrire al bambino certi cibi troppo presto, cosa che potrebbe dar luogo a reazioni allergiche anche gravi. Per prima cosa è necessario chiarire il concetto che , per il nutrimento del bambino, non sono importanti gli alimenti, ma le sostanze nutritive che essi contengono ; inoltre non esiste l’alimento completo (persino il lattte materno, dopo alcuni mesi , divente inefficiente). Durante lo svezzamento è quindi necessario elaborare una dieta equilibrata per il bambino.

Glucidi 

I glucidi sono la principale forma di energia per l’organismo. Gli zuccheri sono energia pronta all’uso. L’organismo è infatti in grado di metabolizzarli molto velocemente. Sono sia semplici che complessi. La quantità totale di energia che sviluppano è la medesima (4 Kcal per grammo) ma il tipo è diverso ; quella degli zuccheri semplici è utilizzata più rapidamente di quella degli zuccheri complessi. I carboidrati rappresentano la quota maggiore (50-60%) dell’energia necessaria dell’organismo giornalmente, in quanto servono per svolgere un numero elevatissimo di funzioni come per esempio l’attività fisica del sistema nervoso e dei globuli rossi. L’apporto di zuccheri , per essere equilibrato, deve essere costituito in piccola parte da zuccheri semplici e da zuccheri complessi in una proporzione cinque volte superiore. Nel caso in cui l’alimentazione contenga una quota di glucidi troppo elevata, l’organismo cerca d’immagazzinare energia trasformandola in grassi, creando cioè delle riserve.

Gli zuccheri semplici si trovano nella frutta (fruttosio), nel latte (lattosio) , nel miele e nello zucchero da tavola vi sono gli zuccheri complessi

Svezzamento: Primo alimento da introdurre

L’alimento solido da cui generalmente si inizia lo svezzamento è la frutta che, per il suo sapore dolce, simile a quello del latte, è generalmente accettata volentieri dal bambino ed , inoltre, solo raramente provoca reazioni allergiche. La frutta adatta è quella a polpa, costituita per oltre l’80% da acqua e ricca sia di vitamine che di sali minerali. C’è da dire che comunque introdurre la frutta durante l’allattamento non aggiunge alcuna nutrione in quanto il latte è in grado di coprire tutto il fabbisogno alimentare del bambino fino almeno al sesto mese. Diciamo che può servire per regolaizzare le funzioni intestinali del bimbo e far prendere allo stesso confidenza con il cucchiaino.
Va data frutta omogenizzata o grattugiata e preparata pochi istanti prima della somministrazione, in quanto perde velocemente il valore nutritivo. Inizialmente se ne offrità al bambino mezzo cucchiaino, il giorno seguente uno interno , il terzo giorno due fino a mezzo frutto alla settimana.
La qualità di frutta da cui generalmente si inizia lo svezzamento è la mela, ma nulla vieta di cominciare dalla pera o dalla banana.
Esistono tipi di frutta per i quali va usata cautela e stiamo parlando degli agrumi. La cautela è dunque necessaria per la loro proprietà allergizzante e quindi si sconsiglia fortemente di non introdurli prima dell’ottavo mese.

Svezzamento : verdure

Successivamente alla frutta, si passa alla verdura. Il brodo vegetale sarà infatti la base della prima pappa, alla quale si aggiungeranno crema di riso o di mais o tapioca, un goccio di olio extravergine d’oliva ed un cucchiaino di parmigiano. Il primo brodo deve essere preparato con verdure dal caratteristico sapore dolce come le patate, carote e zucchine. Generalmente si comincia facendo bollire solo due o tre tipi di verdure ed aggiungendo, ogni due giorni, altri sapori come sedano e lattuga. Si inzia dunque con il brodo che contiene sali minerali e vitamine rilasciate durante la cottura, per poi passare al passato di verdura fatto al vapore. Come per la frutta , alcuni tipi di verdure non vanno introdotti troppo presto : i finocchi e la zucca non prima del sesto mese ; e mentre i pomodorini vanno offerti a partire, spinaci e bietole dal sesto mese, vanno evitati cavoli, verza e cipolle che si potranno offrire solo dopo l’anno e oltre.

Svezzamento : cereali e carne

Si aggiungono alla passata di verdure e costituiscono un elemento molto importante in quanto contengono zuccheri comeplessi che forniscono all’organismo l’energia necessaria da utilizzare più lentamente e permettono al bimbo di affrontare intervalli più lunghi tra un pasto e l’altro.
A questo punto, si può far mangiare al nostro piccolo la carne. La carne è un alimento ricco di proteine nobili e di ferro altamente assimilabile, il quale permette di prevenire l’insorgenza di anemia, frequente nei bamnini durante il primo anno di età. Il problema principale della carne è la digeribilità perchè il piccolo non è ancora in grado di assimilarla se le sue fibre non vengono ridotte a dimensioni piccolissime cioè omogenizzate.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here