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E’ stato lanciato ieri, in Italia, il progetto internazionale Inspiring Girls di Valore D rivolto alle studentesse italiane (ma anche agli studenti) allo scopo di lanciare un messaggio forte e chiaro: realizzate i vostri sogni, scegliete i vostri obiettivi andando contro gli stereotipi.

In termini di parità di genere o di pari opportunità, su un totale di 142 Paesi l’Italia risulta al 69esimo posto.

Ancor oggi, alle ragazze, alle studentesse italiane pare non sia concesso neanche di sognare.

Ad affermarlo è Valore D, un’associazione composta da 160 imprese impegnate a promuovere non solo il talento ma la leadership femminile.

 

Quante studentesse italiane sanno che…?

Le future donne, le studentesse italiane, forse non lo sanno, almeno coscientemente, ma gli stessi sociologi ammettono che la causa di tutto questo derivi dagli ‘stereotipi di genere inconsapevoli’.

Le ragazzine sono alla moda, tecnologicamente aggiornate, con lo smartphone e Internet che sembrano dire loro “Avete il mondo in mano”, ma in realtà, senza volerlo o esserne coscienti, seguono la scia di vecchi stereotipi già nel periodo dell’infanzia, con mamma, papà, parenti e amici o insegnanti che inculcano nella loro mente ciò che possono fare loro e ciò che va bene per i maschi.

Non è polemica, è il risultato di test e ricerche, sondaggi, in base ai quali le risposte dei bambini, già a 6 anni, sono: il capo è il maschio, l’infermiera è la femmina, il poliziotto è maschio e via dicendo.

Pregiudizi che si tramandano di madre (o padre) in figlia (o figlio).

E’ una realtà: 6 ragazze su 10 sono influenzate, nelle loro scelte per il futuro, dagli stereotipi di genere.

 

Inspiring Girls punta su 200 scuole italiane

Ieri, il progetto Inspiring Girls promosso in Italia da Valore D è stato lanciato alla Fabbrica del Vapore di Milano in tandem con Eni e Intesa San Paolo.

Il progetto originale è nato in Inghilterra da un’avvocatessa spagnola, Miriam Gonzales Durantez e, da lì, è stato lanciato anche in Spagna e Serbia e si estenderà prossimamente ad altri 10 Paesi, inclusi gli Stati Uniti.

Valore D vuole penetrare all’interno di 200 scuole medie e raggiungere 25 mila alunni in 3 anni (studentesse italiane e studenti) attraverso incontri pubblici che presenteranno donne che sono riuscite a superare gli stereotipi.

E’ con gli esempi reali (donne che hanno fatto carriera in settori maschili ingaggiate come testimonial dalla stessa Miriam nei suoi incontri) che le ragazzine di oggi possono meglio capire un concetto semplice: si può sognare qualcosa di diverso dal diventare attrice, cantante, modella e quant’altro.

La stesse ragazzine potrebbero rivelare il loro talento nelle materie scientifiche e, magari, neanche lo sanno. Le opportunità ci sono, se vogliono.

 

L’obiettivo di Inspiring Girls

A dimostrare la totale mancanza di pregiudizi di questa iniziativa è il fatto che questo progetto non attira a sé soltanto studentesse italiane giovanissime ma anche gli studenti perché entrambi sono coinvolti negli stereotipi di genere e tutti hanno il diritto di scegliere la strada naturale da percorrere.

L’obiettivo è spostare le attenzioni dei ragazzi dagli stereotipi ai modelli, in particolare a quelle donne che ce l’hanno fatta ad essere se stesse (comandante, allenatrice di calcio, ricercatrice sui robot, ecc.) ed hanno avuto successo. Un obiettivo ambizioso ma necessario per dare l’opportunità ai ragazzi di liberarsi dai fardelli, dai cliché che limitano, condizionano le scelte e il futuro, oltre a soffocare l’autostima e il talento.

Sono tante le ragazze ed i ragazzi che non conoscono, ad esempio, quali sono le professioni utili nell’attuale mondo del lavoro.

Nell’evento di lancio, gli studenti e le studentesse italiane a Milano si sono trovati di fronte a donne del calibro di Anna Polico (Capitano dell’Esercito Italiano) e Patrizia Panico (Assistente tecnico della Nazionale di calcio italiana).

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