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Il solstizio d’estate, si celebra ogni anno il 21 giugno, data in cui arriva ufficialmente la bella stagione. Questo giorno, è anche famoso per essere il più lungo dell’anno; vi sono, infatti, più ore di luce. 

Cos’è esattamente il solstizio d’estate

La parola “solstizio“, è composta dalle parole latine Sol, ovvero sole, e sistere, che invece vuol dire fermarsi

Astronomicamente parlando, il solstizio d’ estate è il momento in cui il sole, raggiunge il punto di declinazione massima, nella corsa annuale nei nostri cieli. Il suo viaggio culmina, infatti, quando raggiunge lo Zenit, ovvero il punto più alto nel cielo. 

Durante questo particolare giorno, tra il tra il circolo polare artico e il polo Nord il sole non tramonta; creando così un giorno lungo 24 ore. Al contrario, al circolo polare Antartico, il sole non sorge mai, creando, così 24 ore di buio totale

Già dal giorno dopo il solstizio d’estate, il sole inizierà la sua inesorabile discesa, e le giornate andranno pian piano ad accorciarsi, fino a culminare nel solstizio invernale, che è, invece il giorno più corto dell’anno.

Il 21 giugno, però corrisponde al solstizio d’estate solo nell’emisfero boreale, perché nell’emisfero Australe, questa data corrisponde, invece al solstizio d’inverno

I temi legati a questo giorno

In passato, il solstizio d’estate, era considerato da moltissime civiltà antiche un giorno molto importante. Era, infatti collegato al ciclo dell’agricoltura e della natura. 

Il periodo tra il 21 ed il 24 giugno, era infatti il migliore per raccogliere erbe e piante officinali

Si pensa poi, che tra le ragioni che hanno portato alla costruzione del circolo di pietre di Stonehenge vi fosse proprio quella di rendere omaggio ai solstizi e agli equinozi. 

si crede, inoltre, che le pietre siano state predisposte per allinearsi con il primo sole nel giorno del solstizio d’estate.

La festa di mezza estate

il solstizio d’estate, è anche visto come un giorno di festa. In passato, numerose civiltà in tutto il mondo, celebravano con particolari riti l’arrivo di questo giorno. 

 I Celti, per esempio, davano vita a cerimoniali, in cui il fuoco, simbolo del Sole, era l’elemento fondamentale. Nella notte del solstizio, il popolo accendeva, infatti, fuochi sulle colline e raccoglieva erbe, come Vischio e Artemisia, che erano in grado proteggere e allontanare gli spiriti maligni.

I cacciatori celti, in questo giorno, offrivano ad Diana, dea della caccia un sacrificio. E per secoli, in molte zone dell’Inghilterra la sera del solstizio, si è continuato a simulare una caccia fantasma in onore di Diana.

 Per gli Inca il Sole rappresentava la divinità Inti, sovrana della Terra. Questo popolo, attento per le sue precise osservazioni astronomiche, ha elaborato anche un complesso sistema di torri chiamate Mojones.

Esse servivano a stabilire con relativa certezza l’arrivo di solstizi ed equinozi. Alcune sono giunte fino ai giorni nostri, e si possono ammirare sia nei pressi di Cuzco che a Macchu Picchu.

Oggi, questa, è ancora una festività molto importante in diversi paesi del mondo come: come la Svezia (dove si è pensato in passato di trasformarla ufficialmente nella festa della nazione), la Romania, la Polonia, l’Ucraina, Il Regno Unito, la Spagna, il Portogallo e la Grecia.

La festa di San Giovanni

Sempre durante il solstizio, per la precisione il 24 giugno, ha luogo la cosiddetta notte di San Giovanni Battista. 

Si pensa che la festa possa essere stata istituita proprio durante questo periodo dell’anno, perché con l’affermarsi dei c, le feste pagane non erano più bene accette

Non potendo, però essere del tutto soppresse, la Chiesa ha pensato bene di sostituirle, celebrando la vita (o la morte) di santi importanti

Riti e tradizioni in Italia

Anche il nostro Paese, è ricco di tradizioni e leggende che riguardano il solstizio d’estate

In Valnerina, ad esempio, fino a qualche anno fa la sera del 23 giugno, si raccoglievano fiori ed erbe profumate che venivano immersi nell’acqua di un recipiente.

Quest’acqua profumata veniva resa “magica” dagli influssi lunari di questa speciale notte di San Giovanni. Essa, veniva poi utilizzata per lavarsi la mattina della festa con lo scopo di preservare il corpo dalle malattie.

In un piccolo paesino in provincia di Perugia, invece le ragazze si sfidavano a conquistare il “Fiore dell’acqua”. 

Chi subito dopo la mezzanotte, fosse riuscita per prima a bere dalla cannella della fontana della piazza cittadine, avrebbe posto come segnale della conquista un piccolo sasso sopra al rubinetto e avrebbe conquistato per tutto l’anno il titolo di  ragazza del fiore dell’acqua.

A Sellano, invece, durante la notte di San Giovanni, si leggevano pronostici e si esprimevano desideri

Le fanciulle in età da marito, infatti, mettevano fuori dalla finestra una bottiglia di vetro trasparente con dentro una miscela di acqua e albume delle uova. 

La mattina dopo , la forma assunta dagli albumi avrebbe rivelato il mestiere del futuro fidanzato

 

 

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