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Sorella di Corrado e Caterina, figlia del giornalista Paolo (ex parlamentare di Forza Italia e del Popolo della Libertà), Sabina Guzzanti è il pezzo da novanta della comicità satirica italiana.

Solo Benigni, in Italia, esercita un tale dominio su una folla adorante” ha ammesso Masolino D’Amico riferendosi alla Guzzanti che, senza peli sulla lingua come sempre, di se stessa ha detto “Sono molto più stronza di come mi dipingete”.

Per lei  “il satirico è come le cozze, sta meglio quando l’acqua è sporca”.

Pratica il Buddismo da vent’anni e tutto quello che c’è di bello e di importante nella sua vita è legato al Buddismo, come lei stessa ha dichiarato.

Bene, le premesse ci sono tutte, scopriamo più da vicino la vita e le ‘opere’ della Guzzanti.

 

Guzzanti esordio in Tv

Nasce a Roma il 25 luglio 1963, l’attrice, comica, regista, cantante e blogger italiana Sabina Guzzanti.

Dopo la maturità classica al liceo Orazio di Roma, studia chitarra al Conservatorio e, nel 1985, si diploma all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico.

L’anno 1987 segna il suo esordio in Tv nel programma di Enzo Trapani Proffimamente non stop; nel 1988, partecipa a Matrioska – L’araba fenice di Antonio Ricci ed alla Sit com Ovidio con Maurizio Costanzo (1989).

Sabina Guzzanti diventa popolare con il programma La TV delle ragazze (1989-1990) ed altre trasmissioni satiriche condotte da Serena Dandini come Scusate l’interruzione, Tunnel (1993-1994), Avanzi (1991-1993): in questi programmi trasmessi su Rai 3 ricordiamo la Guzzanti imitatrice di Moana Pozzi, Massimo D’Alema e Silvio Berlusconi.

Per Rai 2, parteciperà in seguito a Pippo Chennedy Show (1997), La posta del cuore (1998) e L’ottavo nano (2001).

Nel 1995, con il brano Troppo sole, Sabina Guzzanti canta al Festival di Sanremo con la Riserva Indiana (gruppo formato da personaggi della politica e della Tv come Mario Capanna, Antonio Ricci, Nichi Vendola, David Riondino, Milo Manara, Sandro Curzi).

 

Dal caso Raiot a TG Porco

Dopo le esperienze televisive con Serena Dandini, nel 2003 torna su Rai 3 con Raiot – Armi di distrazione di massa, programma destinato a durare poco: alla prima puntata Sabina Guzzanti viene querelata da Mediaset per “gravissime menzogne ed insinuazioni” ed il programma viene sospeso.

La magistratura giudica infondate le accuse di Mediaset (i fatti presentati dalla Guzzanti, tra cui la legge Gasparri sul riordino delle Tv, sono veri) e la querela viene archiviata ma il programma si ferma, comunque, perché non vengono accettate da parte della società di produzione di Raiot le nuove condizioni ovvero consegnare le registrazioni con 7 giorni in anticipo per i controlli legali richiesti.

Dopo questa vicenda, Sabina Guzzanti si allontana sempre più dalla televisione: sceglie il cinema, il teatro ed altri mezzi per esprimersi liberamente.

Nel 2008, fa un’apparizione a sorpresa nel programma Anno Zero di Michele Santoro.

Torna in Tv su LA7 nel 2012 col programma Un due tre stella proseguendo nella stessa rete con TG Porco, nel 2016, la rubrica satirica da lei ideata nel 2015 e già nota sul web come Tg Porco Informazione e Vendetta attraverso cui imita ed interpreta diversi personaggi simbolo della decadenza nel mondo dell’informazione italiana.

Tra i personaggi più rappresentativi di Tg Porco ritroviamo la giornalista Venezia Cartolani, Mara Ventura l’inviata aggratis, la sindacalista Zzazzetti dell’ULA (Unione Lavoratori Aggratis), l’agente della CIA Madison alternati ad imitazioni ad hoc di Maria Elana Boschi, Giorgia Meloni, Massimo D’alema, Matteo Salvini, Debora Serracchiani.

Dopo le prime 8 puntate ‘sperimentali’, le successive 10 puntate sono state finanziate dagli utenti attraverso un’operazione di raccolta fondi che ha registrato versamenti di 21.000 euro in soli 90 giorni ed un co-finanziamento per 6 puntate da parte del gruppo editoriale Fan Page.

 

Attrice, autrice e regista nel circuito cinematografico

Il suo primo ruolo di attrice è nel film I ragazzi di via Panisperna di Gianni Amelio (1988).

Lo stesso anno, la vediamo protagonista del film I cammelli di Giuseppe Bertolucci che la vorrà di nuovo, nel 1994, nel film Troppo sole (in cui la Guzzanti interpreta 13 personaggi differenti).

Dopo Night Club di Sergio Corbucci (1989), Affetti speciali di Felice Farina (1989) e La cattedra di Michele Sordillo (1991), seguirà la sua partecipazione nel film Cuba Libre – Velocipedi ai tropici di David Riondino (1997).

Nel 2002, Sabina Guzzanti diventa autrice e regista cinematografica con il cortometraggio Donna selvaggia e lo stesso anno la regista realizza il suo primo lungometraggio per Medusa Film intitolato Bimba – E’ clonata una stella.

Con il film documentario Viva Zapatero! (2005) presentato a Venezia, attraverso cui denuncia la scarsa libertà d’informazione in Italia, la Guzzanti vince la 28° edizione del Festival italiano del cinema di Villerupt.

E’ autrice e regista anche dei film Le ragioni dell’aragosta (2007) e Draquila – L’Italia che trema (2010), del documentario Franca, la prima (2011).

Nel 2014, ha presentato il film-documentario La trattativa alla 71° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

 

Il teatro di Sabina Guzzanti

Il cinema non la distrae certamente dal teatro satirico attraverso cui imita con bravura e senza mezzi termini personaggi dello spettacolo e della politica.

E’ impegnata sul palco teatrale come regista dal 1987, a partire da Il tempo restringe, cui sono seguiti gli spettacoli Il fidanzato di bronzo, I mondi bassi, Con fervido zelo, Recital, Vilipendio Tour.

Sale sul palco teatrale con Reperto RaiOt (2004-2005) e Come ne venimmo fuori (2015-2016) entrambi diretti da Giorgio Gallione.

Reperto RaiOt, Viva Zapatero!, Le ragioni dell’aragosta e Vilipendio sono usciti anche in formato DVD per BUR Rizzoli.

Sabina Guzzanti ha pubblicato due libri: Mi consenta una riflessione con CD (1995, Baldini & Castoldi) e Il diario di Sabna GuzzUna ragazza terra e sapone con VHS (Einaudi, 2003).

 

Tra impegno politico e denunce

Sabina Guzzanti ha sostenuto la raccolta di firme per la proposta di legge d’iniziativa popolare ideata da Tana De Zulueta, Verdi allo scopo di sostenere e garantire il pluralismo dell’informazione secondo gli articoli 2, 3 e 21 della Costituzione Italiana: hanno sostenuto la proposta di legge personaggi come Enzo Biagi, Dario Fo, Dacia Maraini, Angela Finocchiaro, Elio Veltri, Giovanni Valentini.

L’abbiamo vista in prima fila, l’8 luglio 2008 a Piazza Navona, insieme a Marco Travaglio, Umberto Eco, Andrea Camilleri, Paolo Flores d’Arcais, Rita Borsellino, Beppe Grillo e tanti altri per partecipare a No Cav Day manifestando contro i provvedimenti in materia di giustizia del governo Berlusconi IV.

La sua polemica a tinte forti sul ruolo della Chiesa cattolica in Italia, sull’operato di Silvio Berlusconi come Primo Ministro e sulla nomina a Ministro da parte di Berlusconi di Mara Carfagna alzeranno non pochi polveroni.

L’11 settembre scatta contro di lei l’accusa di vilipendio nei confronti del Papa mentre la ministra alle Pari Opportunità Mara Carfagna cita in giudizio civile Sabina Guzzanti per diffamazione e presunte ingiurie a sfondo sessuale in occasione del No Cav Day durante cui, rivolgendosi a Berlusconi, la Guzzanti aveva esclamato: “Non puoi mettere alle Pari Opportunità una che ti ha succhiato l’uccello”.

La Carfagna chiede un risarcimento di un milione di euro di danni, nel 2012 la Guzzanti viene condannata al risarcimento di 40.000 euro alla ex ministra.

Nel 2014, parallelamente alla presentazione in Parlamento del film-documentario La trattativa, si è dimostrata simpatizzante del M5S, considerando il movimento “l’unica occasione di speranza in Parlamento”.

Sabina Guzzanti senza freni

 

“D’altra parte è giusto, bisogna accettarlo: Berlusconi ha vinto le elezioni, gli italiani le hanno perse”.

 

“La Carfagna chiede niente popo’ di meno che un milione di euro. Bella donna ma che tariffe!”.

 

“Era appena iniziata la primavera nella bella penisola e per Silvio Berlusconi era una giornata di merda come tante altre: la magistratura continuava a stargli alle calcagna, i sondaggi lo davano in caduta libera…e così, quando alle 3:32 del 6 aprile 2009 un terremoto sveglia perfino gli abitanti della casa del Grande Fratello e quando si scopre che un’intera città è stata annientata, per Silvio Berlusconi è come se Dio gli avesse teso ancora una volta la mano”.

 

“Il significato della parola uguaglianza è diventato omologazione”.

 

“Sembra che in Italia vi sia una TV libera. Strano ma apparentemente vero”.

 

“Ratzinger tra vent’anni sarà morto e finirà all’inferno, tormentato da diavoloni frocioni attivissimi e non passivissimi”  (la frase per cui Sabina Guzzanti è stata accusata di vilipendio nei confronti del Papa).

 

 

Sabina Guzzanti strettamente personale

 

“Può un comico ottenere molto più consenso politico di un politico? Può il discorso di un comico essere molto più politico di quello di un politico? I fatti dicono di sì e tocca abbozzare … Le nostre idee sono lì e si possono usare gratuitamente. Approfittatene”.

 

“Noi continueremo a dire quel che ci pare, criticando chi vogliamo e come vogliamo. Questa è la libertà … Io sono un’intellettuale libera, una libera pensatrice: so quello che dico, mi preparo. Volgare è il salotto di Vespa, sono le donne nude a Mediaset, è Mara Carfagna che diventa ministro con l’unico merito di aver fatto sesso orale al premier”.

 

“Avere una bella teoria sul senso della vita non ha mai reso felice nessuno. Siamo tutti uguali di base, siamo fatti della stessa materia dell’universo. Siamo tutti fondamentali anche, non solo utili. Infatti, il modo per rendere le persone impotenti è farle sentire sostituibili. I burocrati sono sostituibili, per questo devono obbedire”.

 

“Se nascondi le cose perdi di vista il problema. Non mi importa di sembrare debole. Siamo tutti fragili. Non devo convincere nessuno, voglio solo andare lontano. Capire il senso della vita con il corpo, con tutta me stessa, non solo in teoria. Per questo ho cominciato a fare l’attrice. Per recitare bene devi imparare l’arte di vivere. Sei obbligato”.

 

“Cosa ci rende unici non è né la condizione di nascita né lo stato sociale né quello che comunemente si ritiene sia il sapere. L’identità è data dal coraggio di essere quello che si è e dal rispetto profondo per la propria vita e dal giusto valore che le diamo. Allo stesso tempo, l’identità è l’unica vera fonte di potere degli esseri umani. Solo se si ha un’identità si può cambiare il mondo, apprezzare la vita, capire cos’è”.

 

 

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