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Reddito di inclusione, si amplia la platea

Dal primo luglio 2018, così come ha stabilito la legge di bilancio, aumenteranno le famiglie che potranno usufruire del reddito di inclusione. 

 Si passerà infatti da 500 a circa 700 famiglie. Dal 1° giugno è già possibile presentare la domanda, e per fare ciò è necessario solo il requisito del reddito. Vengono invece aboliti tutti gli altri requisiti legati alla composizione familiare che inizialmente erano stati previsti. 

È lo stesso presidente dell’INPS Tito Boeri a spiegare come sia stata raggiunta una platea molto più ampia di quello che si sperava. Il presidente però ci tiene a sottolineare anche che sono ancora poche le persone che possono beneficiare del reddito di inclusione, rispetto ai 4,5 milioni di individui in povertà. 

Reddito di inclusione requisiti

Da giugno quindi per ottenere il reddito non sarà più indispensabile che in famiglia ci sia un minorenne; un disabile; una donna incinta o un over 55 disoccupato. Ora il beneficio potrà essere richiesto anche da chi è solo, oppure da chi è sposato ma senza figli. 

Per usufruire del reddito, bisogna però essere cittadini italiani o stranieri con cittadinanza in uno dei Paesi UE. Possono beneficiare del reddito anche i familiari di cittadini italiani o comunitari, non aventi la cittadinanza in uno Stato membro titolari del diritto di soggiorno o diritto di soggiorno permanente; i cittadini extra comunitari con il permesso di soggiorno CE ed anche i e titolari di protezione internazionale che risiedono in Italia da almeno 2 anni.

Possono presentare domanda tutte le persone che hanno un ISEE fino a 6 mila euro, oppure un un Isre fino a 3 mila euro o altri specifici requisiti economici, indipendentemente dalla composizione familiare.

Bisogna anche avere un patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione che non superi i 20 mila euro.  Possono dunque accedere al reddito anche i proprietari di prima casa che vivono in condizione di povertà.

Il patrimonio mobiliare, quindi conti correnti, depositi ecc, non deve essere superiore a 10 mila euro. Somma che si riduce a 8 mila per 2 persone e 6 mila per una persona sola.

Per poter accedere al REI, invece è necessario che ciascun componente del nucleo familiare non percepisca già già prestazioni di assicurazione sociale per l’impiego (NASpI) o altri ammortizzatori sociali di sostegno al reddito in caso di disoccupazione involontaria.

È necessario pure che non possegga autoveicoli  o motoveicoli immatricolati la prima volta nei 24 mesi antecedenti la richiesta; e che non possegga neppure imbarcazioni da diporto. 

Come funziona il REI

Il REI è formato da 2 parti. La prima parte è un beneficio economico che viene elargito mensilmente per mezzo della Carta REI, una carta di pagamento elettronica. La seconda parte è invece un progetto personalizzato di di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa che mira a far superare al cittadino la condizione di povertà. 

Il reddito sarò concesso per un periodo di massimo 18 mesi; passati i quali non potrà più essere rinnovato se non sono trascorsi almeno 6 mesi. 

L’INPS ha pubblicato il nuovo modello di domanda che include tutte le novità introdotte dalla legge di bilancio 2018. Tutte le famiglie che hanno i requisiti necessari, devono presentare il nuovo documento al proprio comune di residenza. Quest’ultimo una volta che avrà ricevuto tutto l’incarto, verificherà che tutti i dati siano corretti e lo trasmetterà all’INPS. 

L’istituto avrà poi il compito di controllare il possesso dei requisiti, e se tutto sarà in regola invierà il permesso a Poste Italiane per l’erogazione dell’importo. Se invece l’esito risulterà negativo comunicherà al cittadino il motivo del rifiuto, assieme alle istruzioni per presentare un ipotetico ricorso. 

 

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