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L’IPERTENSIONE NON VA SOTTOVALUTATA

L’ipertensione arteriosa è una patologia che coinvolge una buona percentuale di persone, circa 15 milioni solo in Italia, sia uomini che donne; questi per essere definiti ipertesi devono avere una pressione sistolica uguale o maggiore a 140 mmHg (massima) e diastolica uguale o maggiore a 90 mmHg (minima).

Perché la pressione aumenta?

Le cause possono essere differenti, si può trattare di ipertensione essenziale, primaria, causata da fattori che riguardano solo l’apparato cardiovascolare, oppure secondaria, causata da altre patologie riguardanti diversi distretti corporei.

I fattori che possono causare l’ipertensione sono diversi, ma tutti contribuiscono nell’aumentare la gittata cardiaca e le resistenze totali periferiche: l’assunzione di sale in abbondanza, lo stress, l’obesità, ma anche la componente genetica, che tramite l’alterazione della membrana cellulare del cuore, causa iperattività dello stesso ed aumento di contrattilità.

In realtà, questa patologia non interessa soltanto il sistema cardiovascolare, ma le conseguenze si manifestano anche in distretti come il rene, la retina, le arterie, ecc.; nel primo caso, l’ipertensione causa un danno renale progressivo e cronico, fino a far perdere la capacità funzionale del rene e ricorrere alla dialisi; a livello della retina l’aumento di costrizione dei capillari può causare emorragie e compromettere le capacità visive; infine, a livello vascolare potrebbe instaurarsi il fenomeno dell’aterosclerosi, quindi la formazione di placche che riducono il lume dei vasi e, quindi, non consentono una buona circolazione ed irrorazione dei tessuti.

Cosa fare per prevenire o curare l’ipertensione?

Bisognerebbe apportare delle modifiche allo stile di vita, innanzitutto perdere chili di grasso, aumentare l’attività fisica, eliminare il fumo di sigaretta e cambiare alimentazione: ridurre l’uso del sale, insaporendo i cibi con le spezie, eliminare il consumo di zuccheri e farine raffinate, eliminare il consumo di bevande gassate ed alcoliche.

Dopo aver applicato queste poche regole la buona salute del cuore sarà dietro l’angolo.

SODIO E POTASSIO: AZIONE COMBINATA PER MANTENERE LA PRESSIONE BASSA

Un’elevata pressione sanguigna viene sempre associata ad un aumento del consumo di sale e quindi di sodio. È vero che di sale se ne abusa però diversi studi dimostrano come il sodio non sia il solo fattore ad essere coinvolto nell’aumento della pressione sanguigna.
Questo è quanto dimostrato da uno studio condotto su 2.632 uomini e donne di età compresa tra i 30 e i 64 anni per 16 anni.

Da questo studio è emerso che consumare meno sodio non ha effetti a lungo termine sulla pressione sanguigna. I partecipanti all’inizio dello studio avevano la pressione sanguigna normale.

Tuttavia, trascorsi i 16 anni gli scienziati hanno evidenziato come le persone che hanno assunto meno di 2,500 mg di sodio al giorno hanno una pressione sanguigna superiore rispetto ai partecipanti che hanno assunto quantità superiori di sodio.

Analizzando ulteriormente i dati è emerso che le persone che hanno assunto quantità elevate di potassio, calcio e magnesio hanno valori di pressione sanguigna più bassi, da qui l’ipotesi che il sodio e il potassio potessero svolgere un’azione combinata nel mantenimento di una bassa pressione sanguigna, infatti, nelle persone che hanno assunto una maggiore quantità di sodio (3,717 mg in media al giorno) e di potassio (3,211 mg in media al giorno) è stata evidenziata una pressione sanguigna più bassa.

Alla base di ciò è possibile affermare che per mantenere entro valori normali la pressione sanguigna bisognerebbe non soltanto diminuire l’introito di sale, che non è solo quello che aggiungiamo volontariamente ai cibi ma una quota vi è naturalmente presente, ma anche aumentare l’assunzione di alimenti ricchi in potassio.

Inoltre, è fondamentale ricordare l’importanza del sale in quanto attraverso la sua assunzione in particolare, riusciamo a fornire al nostro organismo la quantità ottimale di iodio necessaria per il buon funzionamento della tiroide.

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