Pacchetto svuota-carceri

Espulsione dei detenuti extracomunitari, utilizzo dei braccialetti elettronici, percorsi di reinserimento per i tossicodipendenti, sconti di pena per reati minori.
Sono solo alcune delle misure previste nel pacchetto svuota-carceri (targato Annamaria Cancellieri) che approderà oggi al consiglio dei ministri.

Il provvedimento prevede l’uscita di 3.000 detenuti che, sommati ai 4.000 già fuori dal carcere grazie alle misure degli anni passati, porterà ad un alleggerimento totale di 7.000 unità.
Il pacchetto arriva dopo i continui appelli da parte della società civile e del presidente della Repubblica sulle condizioni disumane in cui versano le carceri italiane.
Anche la Corte di Strasburgo ha bacchettato il nostro Paese per le condizioni carcerarie (l’Italia è al terzo posto, dopo Serbia e Grecia, per la pessima gestione degli istituti penitenziari).
Il problema principale è legato alla presenza di un numero di unità carcerarie di gran lunga maggiore rispetto a quelle previste (per ogni 100 posti ci sono 147 detenuti).

Tra le “novità” del pacchetto, quindi, ci sono: la liberazione anticipata per buona condotta (da 45 a 75 giorni ogni sei mesi di detenzione) che avrà valore retroattivo dal 2010.
Anche chi dovrà scontare una pena pari a 4 anni di detenzione potrà godere dell’affidamento in prova (misura prevista oggi solo per chi è condannato ad una pena di tre anni).
Novità anche sul fronte delle misure di espulsione dei detenuti extracomunitari che saranno rispediti nel loro Paese, dopo aver scontato la pena.

Buone notizie anche per i detenuti tossicodipendenti che potranno essere inseriti in programmi di recupero anche se recidivi. E’ previsto, inoltre, un alleggerimento di pena per i casi di spaccio lieve.
L’utilizzo dei braccialetti elettronici verrà esteso non solo a chi si trova agli arresti domiciliari ma anche a chi è in affidamento in prova, previo consenso del detenuto.
Quella dei braccialetti elettronici (che avrebbe garantito l’uscita di numerosi detenuti) è una questione che si trascina da tempo. In base ad un accordo Stato-Telecom (dal 2001 al 2011) era previsto lo stanziamento di 80 mln di euro per la fornitura di 400 braccialetti. In realtà, in questi anni, solo 14 detenuti hanno goduto dei vantaggi del braccialetto. Annamaria Cancellieri, nelle vesti di ex ministro degli Interni, appena entrata in carica, si affrettò a rinnovare la convenzione con Telecom (dove peraltro lavora il figlio, Piergiorgio Peluso) che sarà in vigore dal 2012 al 2018.

L’elemento di novità del pacchetto consiste nella figura del garante nazionale dei detenuti che si occupa della tutela extra-giudiziale dei diritti dei carcerati.
Sul versante penale, invece, sono previste misure che dovrebbero limitare i ricorsi in Cassazione da parte degli imputati ed il patteggiamento in sede di Appello.