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Quali sono gli ospedali migliori in Italia? Per fare un intervento cardio chirurgico di bypass è preferibile andare al San Raffaele di Milano, mentre chi vuole evitare un cesareo non necessario deve rivolgersi a Carate Brianza. Sono questi alcuni dei dati che emergono dall’agenzia sanitaria delle Regioni italiane (Agenas), che da oggi mette online l’edizione 2016 del Programma nazionale esiti (Pne), strumento che permette di stilare una base della qualità dell’attività sanitaria attraverso una serie di indicatori. Dalle informazioni raccolte il primo dato che emerge è che chi lavora di più lo fa perché affronta un maggior numero di casi e generalmente lavora anche meglio. A supporto di ciò viene spiegato che la mortalità per infarto è molto più alta negli ospedali che fanno meno di 100 interventi su tale patologia all’anno per cui se tutti i pazienti l’anno scorso fossero stati trasportati negli ospedali da più di 100 interventi, in Italia ci sarebbero stati 834 morti in meno per infarto. 

Luca Coletto, presidente dell’Agenzia, ha sottolineato che: “la qualità delle cure è in costate miglioramento, meno percepibile in alcune arre del Sud e la cultura della qualità di cura va garantita a tutti senza disparità”. Francesco Bevere, direttore generale, ha invece spiegato che il Pne “comporterà una maggiore consapevolezza dei cittadini, rinsaldando il rapporto di fiducia verso il servizio sanitario nazionale, nonché la promozione e diffusione anche tra i cittadini della cultura della qualità delle cure e della sua valutazione”.

Per quel che riguarda gli indicatori, uno tradizionalmente considerato fondamentale è quello che valuta la rapidità dell’intervento per la frattura del collo del femore. Va fatto il prima possibile, ovvero entro 2 giorni dall’arrivo al pronto soccorso, in modo da evitare che l’anziano, che più di frequente va incontro a questo problema, subisca conseguenze più gravi. Nel 2010 in Italia solo il 31% di chi arrivava in ospedale con questa frattura veniva operato entro 48 ore. Lo scorso anno si è saliti al 55%. Le Regioni che se la cavano peggio in questo settore sono Abruzzo, Molise, Campania e Calabria mentre nelle varie classifiche primeggiano quasi sempre gli ospedali situati nelle regione Lombardia.

 

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