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Il kebab è un cibo turco che piace in tutto il mondo.

Il döner – kebab nasce a Bursa, località nelle vicinanze di Istanbul e la locanda in cui fu inventato è a tutt’ oggi aperta e se ne può serenamente gustare una porzione.
Riproduzioni interessanti e qualitativamente elevate di döner – kebab le troviamo in slovenia, bosnia, montenegro e serbia, particolarmente scadenti invece il giros greco ed i prodotti indio/paki, quest’ ultimi presenti massicciamente nell’ offerta gastronomica nei mercati europei unitamente alle falafel ed agli hamburgher e patatine fritte, ma assente nella storia della loro cucina in patria.
I turchi unitamente alle loro migrazioni dal paese d’ origine, lo esportarono in europa e principalmente in germania dove risiedeva una enorme comunità turca a cavallo degli anni 80/90/00.

I tratti distintivi caratterizzarono subito una modifica nel composito delle carni, mitigandone l’ origine estremamente grassa e meno raffinata della carne offerta in patria, rendendola più appettibile e gradita ai palati europei da qui anche
l’ alternativa del tavuk (pollo).

Fu un successo incredibile, il mix di finissima carne gustosa e croccante accompagnata dalle tradizionali verdure fresche tagliate “alla turca”, l’olio piccante il gustosissimo yogurt speziato tradizionale turco, in versione crema o stagionato, crearono un “must” esplosivo ed irresistibile e diedero inizio ad un mito.
Le sensazioni gustative generate si potevano tranquillamente paragonare alla piacevole sensazione di mangiare la miglior pizza si possa trovare in circolazione o ad un vero gelato
d’ autore.

In Italia come molte altre cose il piattò arrivò circa 20 anni dopo il successo e la presenza in altri paesi europei, complice il fatto di non vantare alcuna comunità turca sul territorio ma solo qualche sparuto gruppetto di curdi.
Il vero döner in Italia non è mai arrivato veramente e a partire dai 2000
l’ opportunità economica fu colta da altre etnie.
Ringrazio chi ha usato la cortesia di leggermi e sopportarmi fin qui nel mio testo e tengo a condannare chi paragona una piadina e qualche sfilaccio di pollo con verdure e dello yogurt del super mercato prfparato in casa ad un piatto con tanta energia e storia alle sue spalle.

 

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