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Percentuale obesità Italia

Lobesità è una condizione che ormai dilaga nel mondo occidentale. Sono sempre di più infatti le persone che mangiando in modo scorretto accumulano chili e chili superflui, e questo è davvero un controsenso se solo pensiamo che metà del mondo soffre per la mancanza di cibo e l’altra metà invece presenta dei problemi legati al troppo cibo.

Basti pensare che negli Stati Uniti, il 70% degli americani risulta essere in sovrappeso o obeso, e in Italia la situazione non è certo più incoraggiante. Si è stimato infatti che circa un terzo della popolazione adulta, vale a dire il 35,3% è in sovrappeso. Mentre una persona su dieci risulta essere obesa.

Complessivamente in Italia il 45% delle persone di età uguale o superiore ai 18 anni risulta essere sia in sovrappeso che obesa. Le regioni in cui le persone risultano essere maggiormente obese sono: Molise 14,1%, Abruzzo 12,7% e Puglia 12,3%. Mentre le regioni che presentano un maggior numero di abitanti in sovrappeso sono: Basilicata 39,9%, Campania 39,3% e Sicilia 38,7%.

La fascia di età in cui si registra un alto livello di persone in eccesso di peso è quella compresa tra i 65 ed i 74 anni, sia per quanto riguarda gli uomini che le donne. Ma purtroppo anche i bambini sono a rischio obesità. Infatti da alcune indagini è emerso che i bambini italiani sono i più obesi d’Europa. Di fatti il 38% delle bambine è obesa o in sovrappeso, e non va bene neanche per i maschietti la cui percentuale si aggira intorno 42%.

Obesità come risultato di una vita troppo sedentaria

Ma come mai l’obesità si sta rivelando essere la malattia del secolo? Sicuramente a causa di un’alimentazione sbagliata. Spesso infatti per mancanza di tempo o voglia non ci è possibile cucinare e dunque ci ritroviamo a consumare spesso e volentieri quello che dagli esperti viene definito “cibo spazzatura”.

Pizze, patatine fritte panini dei fast food, e via dicendo sono tutti alimenti molto calorici che contribuiscono all’aumento delle calorie e di conseguenza all’obesità. Un’alimentazione sana al contrario, ci dona il giusto quantitativo calorico giornaliero di cui abbiamo bisogno, senza quindi sfociare negli eccessi. Inoltre consumare meno cibo spazzatura ci aiuterà anche ad accumulare meno colesterolo nel sangue e quindi a migliorare in modo sostanziale la nostra qualità di vita.

Un altro fattore che determina l’insorgere dell’obesità è sicuramente quello di adottare una vita troppo sedentaria. Oggi i ragazzini passano troppo tempo davanti alla TV e ai videogiochi invece di fare sport o giocare fuori come si faceva un tempo; mentre gli adulti, occupano gran parte della loro giornata a svolgere un lavoro sedentario, magari dietro ad una scrivania.

La mancanza di attività fisica, non fa altro che peggiorare la condizione di chi magari si trova già in sovrappeso. Fare movimento, infatti, non solo aiuta a migliorare l’umore, ma vi da la possibilità di smaltire le calorie in eccesso che magari si assumono con un’alimentazione corretta.

Fare regolarmente attività fisica inoltre tonifica i muscoli del nostro corpo e migliora anche la circolazione sanguigna. Tutti lati positivi quindi che ci aiutano sia a smaltire i chili in eccesso che a prenderci cura di tutto il nostro corpo. Infatti lo sport fa molto bene anche al cuore, perché aiuta a ridurre lo sviluppo di malattie cardiache. Tutto il contrario quindi della vita sedentaria che invece aumenta il rischio di danni al cuore, e di diabete.

Obesità come disturbo alimentare

Le cause che portano all’obesità, non sono però legate solo ad uno stile di vita sedentario e ad una cattiva alimentazione. L’obesità, infatti, a volte può essere connessa a dei particolari disturbi nel comportamento alimentare.

Con il termine Disturbo del Comportamento Alimentare (DCA), si intende un rapporto alterato che la persona ha con il cibo e con il proprio corpo. In questi casi, all’alimentazione sono correlate delle caratteristiche disordinate, ossessive e ritualistiche.

A seconda del problema, infatti il cibo può essere negato oppure al contrario essere ingerito in quantità eccessiva. Esso spesso diventa un anestetico, un aiuto contro un disagio emotivo. Nei casi in cui si parla di un disturbo del comportamento alimentare, la persona che ne è affetta percepisce il proprio corpo in modo del tutto alterato. Spesso ci si vede brutti, socialmente non accettabili e ciò influenza l’autostima e la capacità di accettarsi.

Chi soffre di questo tipo di disturbo, ha bisogno di qualcuno che l’aiuti a ritrovare un corpo che non sia più testimone di emozioni inespresse. Solo in questo modo l’autostima salirà e si raggiungerà un livello di auto accettazione accettabile.

Spesso chi ha un disturbo alimentare si ritrova a digiunare completamente, o al contrario ad abbuffarsi in modo esagerato, ed è proprio in questo caso che ovviamente insorge l’obesità. Per ritornare quindi ad un peso normale, per prima cosa è necessario risolvere i problemi che hanno portato ad avere un cattivo rapporto con il cibo.

Obesità come si calcola

Esistono tre livelli di obesità: obesità di primo grado, di secondo grado e di terzo grado. Il modo più comune per calcolare il livello di obesità è l’indice di massa corporea (IMC). Per calcolare l’indice di massa corporea, ci vuole una piccola formula matematica. Dovete infatti moltiplicare il vostro peso corporeo per 1,5. Il risultato che otterrete, poi dovrà essere diviso per la vostra altezza ed infine elevato a 2,5.

Se il vostro IMC risulta compreso tra i 30-34.9 con un’eccedenza ponderale del 20-40%, allora la vostra sarà un’obesità di primo grado.

Se invece avete un IMC che va dai 35-39.9, con un’eccedenza ponderale 41-100% allora siete degli obesi di secondo grado.

Infine se avete un IMC che è maggiore di 40 con un eccedenza ponderale oltre il 100% allora la vostra è un’obesità di terzo grado.

L’obesità viene poi classificata in altre forme, in base alla zona del corpo dove vi è la maggiore concentrazione di grasso. Possiamo distinguere infatti tra:

  • obesità addominale. Essa è caratterizzata da una distribuzione del grasso corporeo proprio sulla zona addominale, e questo tipo di obesità conferisce la classica forma fisica detta a mela.
  • Obesità periferica. Questa si verifica quando il grasso si deposita in prevalenza al livello sottocutaneo in particolar modo nei glutei e nella parte posteriore del tronco; anche al livello delle cosce e della zona al di sotto dell’ombelico nell’addome. Questo tipo di obesità definisce la forma fisica detta a pera.
  • Obesità diffusa o mista. È la forma di obesità più diffusa, e consiste in un aumento omogeneo del tessuto adiposo in tutto il corpo.
 Obesità come perdere peso

L’obesità è una patologia che con un po’ di impegno si più assolutamente combattere. La prima cosa da fare se si vuole perdere peso è modificare le proprie abitudini alimentari. Come detto pocanzi un’alimentazione più sana e un po’ di attività fisica in più possono aiutarvi molto nella lotta ai chili di troppo.

Chiedere aiuto a dei professionisti, come ad esempio dietrologi o nutrizionisti. Loro vi faranno tutti gli esami clinici necessari, studieranno il vostro caso e realizzeranno una dieta personalizzata che vi aiuterà a dimagrire.

Obesità grave come combatterla

Nei casi di obesità grave, dove la dieta da sola non basta, il medico potrebbe decidere di prescrivervi anche farmaci dimagranti. In questo caso però avrete bisogno di un attento monitoraggio medico durante l’assunzione del farmaco. Inoltre, tenete presente che i farmaci dimagranti potrebbero anche non funzionare per tutti; inoltre gli effetti potrebbero calare nel tempo. Quando interrompete l’assunzione del farmaco dimagrante, c’è puoi il rischio di recuperare gran parte o addirittura tutto il peso che avete perso.

Bypass gastrico

L’obesità grave, che è dunque anche un serio rischio per la salute del paziente stesso, può poi anche venire curata attraverso un intervento chirurgico di bypass gastrico.

Durante questa procedura, il chirurgo crea una piccola sacca nella parte superiore dello stomaco. L’intestino tenue viene quindi tagliato a breve distanza sotto lo stomaco principale e collegato alla nuova sacca. Cibo e liquidi fluiscono direttamente dalla sacca in questa parte dell’intestino, bypassando la maggior parte dello stomaco.

 Questo intervento serve a limitare la quantità di cibo che è possibile mangiare, e/o diminuire l’assorbimento delle calorie assunte durante i pasti.

Indubbiamente il bypass gastrico offre una maggiore possibilità di riuscire a perdere più peso di quanto la sola dieta non faccia, però può comportare anche gravi rischi. Il successo della perdita di peso dopo l’intervento chirurgico dipende soprattutto dall’impegno che il paziente metterà nel modificare le sue abitudini alimentari. Inoltre dovrà anche cominciare a praticare un po’ di attività fisica.

L’intervento inoltre no garantisce la perdita dell’intero peso corporeo in eccesso, e neanche che si riuscirà a mantenere questa perdita costante nel tempo. Affinché il bypass gastrico abbia successo, bisogna mantenere per tutta la vita uno stile di vita il più sano possibile, rinunciare agli eccessivi peccati di gola e mantenersi costantemente in esercizio.

Bendaggio gastrico

Un altro intervento chirurgico che può aiutare gli obesi gravi è il bendaggio gastrico. Questo è un intervento che viene effettuato per via laparoscopica. Si tratta dunque di un’operazione poco invasiva che è anche reversibile. Durante l’intervento di bendaggio gastrico, il chirurgo crea una tasca gastrica e la va a separare dal resto dello stomaco grazie a tagli e suture.

Verrà poi posizionata una fascetta di polipropilene che avrà il compito di alterare l’anatomia dello stomaco. In questo modo la perdita di peso dovrebbe avvenire con una certa rapidità. Bisogna però che dopo l’intervento il paziente segua un regime dietetico appropriato.

Come abbiamo visto, dunque l’obesità è una malattia perfettamente curabile. Basta soltanto seguire alcune regole e anche solo grazie alla dieta, si possono ottenere risultati sorprendenti.

 

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