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Visioni MistichePer molti è già una santa e lo dicono soprattutto quelli che l’hanno conosciuta quando era ancora viva oltre a chi ne venera il ricordo adesso. Ma presto Natuzza Evolo potrebbe diventare beata, il primo passo verso la canonizzazione definitiva per entrare anche nell’elenco dei Santi che la Chiesa riconosce ufficialmente.
Si è concluso, come è stato confermato anche a Pomeriggio Cinque con uno dei figli come ospite, il percorso di beatificazione della donna calabrese che ha cambiato la vita a molte persone e presto finalmente potrebbero arrivare le notizie che tutti i fedeli attendono.

Natuzza evolo i primi segnali dalla nascita


Ma chi era Natuzza? All’anagrafe si chiamava il realtà Fortunata Evolo ed è nata nel 1924 a Paravati, una frazione di Mileto nell’attuale provincia di Vibo Valentia. Il padre, per cercare di mantenere la famiglia, partì per l’Argentina alla sua nascita senza mai fare ritorno in Italia e per questo l’infanzia di Natuzza, come era conosciuta da tutti, fu segnata dalla povertà e dalle difficoltà, con la sola madre che doveva mantenere tutti i figli.
Ma Natuzza era speciale e l’ha capito fin da piccola. Quando aveva 6 anni cominciò ad avere alcune visioni e entrò in quella dimensione mistica che avrebbe poi caratterizzato tutto il resto della sua vita. Le apparve una donna, che poi solo un seguito lei stessa avrebbe capito essere la Madonna ed ebbe altre visioni.
Il primo segno inspiegabile sul corpo di Natuzza Evolo fu quando fece la Prima Comunione: la bocca improvvisamente le si riempì di sangue senza nessuna spiegazione reale, ma per qualche tempo poi tutto si fermò.
I fenomeni tornarono qualche anno dopo, quando prese servizio presso una famiglia della vicina Mileto, presso l’avvocato Silvio Colloca, come collaboratrice domestica e quindi potè anche mantenere la famiglia. In questa casa cominciarono le visioni dei defunti e dei dialoghi con l’Angelo Custode che le affidò messaggi da riferire a tutta la popolazione, impossbili da capire realmente per una come lei che non aveva nemmeno mai iniziato la scuola.
Nel 1938 poi la Madonna le dirà che dovrà fare una morte apparente: in realtà cadrà in un lungo sonno, con una serie di medici attorno pronti a decretarne la morte. Al suo risveglio, in perfetta salute, Natuzza raccontò di essersi trovata in Paradiso davanti a di Gesù che le chiese portare a Lui le anime, amare e compatire, Amare e soffrire.
Non l’unico fenomeno inspiegabile perché nel 1940, ricevendo la Cresima, Natuzza Evolo sentì un brivido profondo su tutto il corpo e gli altri videro che ulla sua camicia era comparso il disegno di una grande croce di sangue.
Il professor Agostino Gemelli, che era medico ma anche frate francescano, consigliò l’isolamento in una casa di cura e così la ragazza venne mandata a Reggio Calabria, rimanendo in osservazione per due mesi. Una volta fuori, decise di sposare Pasquale Nicolace, un falegname dal quale poi ebbe cinque figli, ma i fenomeni sovrannaturali non terminarono.

Natuzza Evolo ha dedicato la sua vita agli altri


Natuzza con il passare degli anni si convinse sempre di più che la sua missione in terra doveva essere quella di aiutare il prossimo e così poco alla volta si prestò in prima persona per far nascere molti centri di assistenza sociale e Cenacoli di Preghiera, prima nella sua diocesi di Mileto-NicoteraTropea, poi nel resto d’Italia e nel mondo perché il suo nome divenne importante e seguitissimo.
Tante le conferme che Natuzza era una persona speciale: nei giorni precedenti la Pasqua, la donna riviveva direttamente sul suo corpo la Passione del Signore, cadendo in uno stato di estasi mentre sulle sue mani comparivano le stimmate, proprio come per Padre Pio al quale è stata spesso accostata.
Inoltre comincia a parlare in lingue diverse, a lei totalmente sconosciute visto che era analfabeta. E sono molti quelli che passano da lei per una benedizione, per farsi guarire e per chiedere di intercedere presso Dio nelle loro intenzioni.
Per anni sono passate dalla sua casa di Paravati migliaia di persone di tutti i ceti e provenienti da tutto il mondo, che lei ha ricevuto donando parole di pace e di speranza, Ma intanto con tutte le donazioni raccolte negli anni sono state realizzate anche opera pubbliche, come la casa di riposo di Paravati che è stata il suo ultimo rifugio prima della morte, a 85 anni, il 1° novembre 2009. E da allora ‘mamma Natuzza’, come era conosciuta da molti, è sepolta nella cappella della Fondazione “Cuore immacolato di Maria Rifugio delle Anime” sempre a Paravati.

Figlio minore parla della mamma Natuzza


Il primo passo per la beatificazione di Natuzza è stato il 17 ottobre 2018 quando la Congregazione delle Cause dei Santi ha concesso il nulla osta per l’avvio della sua causa di beatificazione e canonizzazione. E domenica scorsa, 7 aprile, migliaia di devoti provenienti da tutta l’Italia, hanno assistito alla beatificazione della mistica nella Cattedrale di Mileto officiata da Luigi Renzo, vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea.
Una notizia accolta con gioia anche dai figli. Come Antonio che ne ha parlato direttamente a Barbara d’Urso in collegamento con lo studio di ‘Pomeriggio Cinque’: “Noi vedevamo qualcosa – ha raccontato l’uomo – anche se lei cercava di nascondere tutto perché era molto umile”. E poi ha raccontato anche un aneddoto perosnale: “Aveva un bel rapporto con Padre Pio. Per rompere il ghiaccio una volta, mia madre disse a Padre Pio che aveva cinque figli fantastici, ma uno era un diavoletto. Quello ero io”.
Ma con la vita difficile che ha dovuto affrontare e con tutti gli impegni che le erano richiesti per le visite dei fedeli come faceva anche a gestire una famiglia con cinque figli? “Riusciva a fare tutte le cose con tranquillità, senza mai farsi prendere dall’angoscia. Dava coraggio alle persone, li accoglieva con il cuore e per questo la chiamavano tutti ‘mamma Natuzza’. All’inizio ero anche un po’ geloso, ma piano piano l’abbiamo capito tutti”, ha concluso Antonio.

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