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Look motociclisti : chiodo di pelle, stivali e jeans

Sin dagli anni’50, i motociclisti, con le giacche di pelle nera e i grossi stivali, hanno incarnato uno stile di vita svincolato dalle regole, autoproclamandosi fuori legge. Abbigliamento,stile e iconografa dei biker americani sono stati associati negativamente alla ribellione e a comportamenti asociali, ma anche alla libertà, all’ autodeterminazione e all’evasione la vita sulla strada come vagabondaggio su due ruote.

Il look dei motociclisti che si sviluppò dopo la Seconda guerra mondiale adottava jeans arrotolati e pesanti stivali con le fibbie, t-shirt e giacche di jeans, tutti capi robusti tipici della classe operaia, che distinguevano chi li indossava dagli uomini in giacca e cravatta della classe media americana.

Stile da motociclista significato

Naturalmente, il capo più tipico era il chiodo in pelle nera, creato dal produttore americano Schott su richiesta di un concessionario Harley Davidson. La pelle nera aveva anche ovvie connotazioni feticiste e non fasciste che sottolineavano ulteriormente il rifiuto delle regole. Molti motociclisti americani cucivano sui giubbotti un patch con la “1%er”, che proclamava la loro appartenenza all'”1%”, La toppa faceva riferimento al fine settimana de14 luglio 1947, quando nella cittadina di Hollister, in California, si era svolto un raduno di 4000 motociclisti. La stampa locale e nazionale amplificò con intenti sensazionalistici il caos di quei giorni, definendolo“la rivolta di Hollister“. L’American Motorcycle Association, contattata in merito, rispose che il 99% dei motociclisti rispettava la legge, lasciando intendere che restava un 1% di fuorilegge (L’ AMA in seguito negò di avere rilasciato una simile dichiarazione che, però, entrò di diritto nella mitologia dei centauri).

Inevitabilmente in molti, tra cui gli ex soldati in cerca di una nuova forma di cameratismo e di una vita emozionante, si identificarono in quell’1%. Il loro abbigliamento, in modo consapevole e compiaciuto,divenne un segnale di pericolo per chi si identificava nelle regole sociali. Gli accesori da motociclista trasmettevano un‘immagine dura e cattiva, ma non necessariamente rispondente alla realtà

Motociclisti anni ’60

In alcuni casi, tuttavia, si formarono vere e proprie bande. Ia più famosa era quella degli Hell’s Angels che, nonostante le frequenti smentite dei suoi membri che attribuivano la propria cattiva reputazione a uno stereotipo pareva operare iliegalmente, cultura popolare ritraeva i biker come inaffidabili e antisociali, in particolare nel 1953, con il film n selvaggio, in cui Marlon Brando interpretava il capo frustrato di una banda contro cosa ti sta impigliando, Johnny?”gli veniva chiesto. Tu cosa proponi?”fu la risposta).

Da quel momento i motociclisti divennero i cowboy del XX secolo, sempre contrapposti allo sceìiffo di turno, creando il mito dell’antiero e americano. Gli anni’60 registrarono un’ondata di film sui biker, da quel Savages a EanRider (del 1969). L’immagine di Brando nel ” il selvaggio con bastone”, giacca di pelle e beretto inclinato resta ancora oggi un’icona.

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