CONDIVIDI

Riviste di tendenza degli anni 80

LE RIVISTE DI TENDENZA

Nella Gran Bretagna del 1980, con il lancio della rivista di moda, musica e stile The Face, il suo fondatore Nickhgan mirava a ridurre l’ enfasi sulla musica tipica delle pubblicazioni rivolte a un pubblico giovane, puntando drittoal cuore stesso dello stile. Ma non solo.

“Io sono un entusiasta e so cosa si prova a sentirsi coinvolti in qualcosa di nuovo” dichiarò Logan al momento del lancio della sua nuova pubblicazione, che prese il nome dal termine mod che definiva un trend setter.”Ho bisogno di una rivista. Mi piace avere il polso della situazione. È fin troppo facile restare indietro. Quello che fa The Face è combinare testi audaci con tante fotografie : la gente sottovaluta il potere di una bella immagine”.

L’ex direttore delle riviste musicali NME e Smash Hits offrì alla cultura giovanile una voce fino a quel momento relegata alle fanzine di nicchia, una voce che, in anticipo sulle tv giovanili, su internet e sui social network, avrebbe catturato la nuova energia del mondo degli adolescenti e dei ventenni. The Face avrebbe anche ispirato innumerevoli imitazioni, sia a livello nazionale che internazionale. Questo contribuì anche a spianare la via a periodici si miti ma rivolti a un pubblico più maturo come Arena in Gran Bretagna. Senza dubbio, la rivista alimentò bolenti controversie giovanili : nel 1992 fu citata in giudizio dall’ attore e cantante Jaso Donovan per avere espresso dubbi sulla sua sessualità ; nel 1996, il servizio fotografico “Usual Suspects” fu additato come origine dello stile”heroin chic”; e l’ impronta progressista della sua direzione artistica,curata dal grecco Neville Brody, fu accusata di diffondere fra i giovani il culto degli stilisti e dei marchi.

Ciò che più conta, tuttavia, è che The Face creò un nuovo genere di rivista capace di documentare e, a sua volta, influenzare la moda di strada come nessun’altra prima. Non solo identificò per prima nuove tendenze di stile, come iì neoromanticismo, ma ne creò di proprie : ad esempio latribiì antimoda Buffalo, breve ma influente, Plasmata dallo stylist di The Face RayPetri e dalla fotografa Jamie Morgan nei primi anni’80.

Moda casual origini inglesi

Sulle sue origini ancora si discute : alcuni dicono Londra, altri le grandi città del nordest dell’ Inghilterra. Certo è che il casual, movimento inglese vivo tra la seconda metà degli anni’70 e i primi anni’80, rivoluzionò la moda introducendo l’abbigliamento sportivo nella vita quotidianain anticipo sull’hip hop americano.

Nel tentativo di trovare uno stile che la rappresentasse, la classe operaia inglese adottò nuovi ed esotici marchi sportivi stranieri, gli stessi da poco diventati abbordabili per i giovani tifosi, che ora viaggiavano all’estero per seguire le squadre in trasferta. Proprio come I mod prima di loro, sempre in cerca di novità, i casual avrebbero trasformato le gradinate degli stadi in passerelle settimanali dove sfoggiare i nuovi acquisti. Ma, per quanto i modi e altre sottoculture siano più noti, il casual contribuì maggiormente a modellare lo stile dei cittadini britannici di sesso maschile per i decenni seguenti.

Moda casual grandi marche

Ogni sport venne passato in rassegna per appropriarsi dei suoi capi più vistosi, sfacciati, colorati e pittoreschi, tutte caratteristiche aliene al normale abbigliamento maschile delT epoca. I casual presero dal golf i marchi Pringle e Lyle & Scott, dal tennis 51azenger, Ellesse e Fila, dalla vela Henri Lloyd, dalle attività all’aria aperta Berghaus e Timberland. Lo stile riscopri anche alcuni marchi storici ormai caduti nell’indifferenza generale o da tempo accantonati perché troppo antiquati (Farah Burberry, Aquascutum), e scoprì per primi stilisti internazionali in seguito diventati di culto, come gli italiani Armani, Cerruti e Valentino. Le trasfer te calcistiche fornivano anche l’occasione per compiere piccoli furti nei negozi, finché le autorità locali non collegarono questi eventi alle partite del sabato. ll popolo casual si preoccupò di ostentare i loghi giusti prima che r identità delmarchio diventasse centrale nell’ industria della moda : I marchi esercitavano un fascino passeggero, fortemente legato alla prupria zona, poiché i tifosi di altre squadreindossavano altri marchi.

Ma anche I modelli degli abiti e il modo in cui venivano indossati erano importanti : I pantaloni di velluto a coste. Ad esempio, potevano avere degli spacchetti a fondo gamba per cadere meglio sui modelli pih ricercati di Adidas, o avere finiture a taglio vivo e sfrangiate, mentre le camicie si portavano con il colletto abbottonato. Ai capi di marca si abbinavano spesso accessori stravaganti : cappellini alla Sherlock Holmes o giacconi da pescatore, ma sempre indossati con l’ atteggiamento giusto. Il look casual poteva infatti essere tanto formale quanto ristretto a pochi iniziati, includendo eleganti blazer e pantaloni stirati (o addirittura stappati).

Moda anni 80 e borghesia parigina

BCBG

Tutto cominciò con due libri : the oHiciaz Preppy Handbook (1980) e Wze Sloane Ranger Handbook (1982), che codificarono scherzosamente l’ abbigliamento della grande e media borghesia, rispettivamente della comunità bianca dellaEast Coast americana e della zona ovest di Londra, contee conEnanti incluse. E poi, nel 1986, arrivò la versione francese: il libro di Thierry Mantoux BCBG Le guide du bon chic bon genre. Come dire : bello stile, buona famiglia. Era Io stile parigino della ricca Rive Droite (niente a che vedere con I’intellettuale e alternativa Rive Gauche), fedele alTele nza, alla buona educazione, alla cura di sé e a un’uniforme di capi classici e lussuosi comuni a pIù generazioni pullover di cashmere e impermeabili, ballerine, borse Birkin di Hermès, foulard di seta, gonne scozzesi e twinset, tracolle, collane di perle e orologi costosi. Questo preppy alla francese-, sebbene più sofisticato e più tipicamente femminile, non ha smesso di influenzare il look sartoriale della capitale

Per tutti gli anni’90. Uno stile oltre la moda perché superiore alla moda. Come il “Preppy”, però, il modo di indossare questi capi basilari indicava Tappartenenza l’aspirazione ad appartenere-a un’élite tanto quanto i capi stessi : se i preppy indossavano le polo con il colletto rialzato. lo stesso facevano le parigine con le loro ramirptte.

ll BCBG attraversava tutti I quartieri residenziali suburbani dove il denaro abbondava : Auteuil. Neuilly. Passy. Del resto, il BCBG divenne anche noto co1 nome di”Seizième-, in riferimento a1 16 ° arrondissement. e “Versailles”, e proprio in queste zone la sua simbologia conservò il potere maggiore. Qui, tra i suoi discepoli, era considerato elegante. Per chi non appaneneva alla cerchia e osservava questo mondo dall’ esterno. però, l’impressione generale era di uno stile datato, di giovani vestiti come vecchi, un nido di prudente conservatorismo, facile bersaglio per la discreta parodia di Mantoux. 

GOTH

Dall’incrocio fra r amore per I film horror e il bondage non ci si aspetterebbe la nascita di una sottocultura di lunga durata.

Invece, superando ogni aspettativa, il goth è diventato uno dei movimenti giovanili più longevi e apprezzati. Nato neglianni’80, deve il nome e l’ispirazione ai romanzi gotici di epoca vittoriana, da Frankenstein di Mary Shelley a n corvo di Edgar Allan Poe, ponendosi in contrasto con r abbigliamentofirmato, raffinato e quasi sempre colorato di quel decennio.

L’oscurità del goth, I toni funerei e un’im-magine quasi comica nella sua assenza di umorismo hanno I’appresentato per stereotipi T angoscia degli adolescenti, il loro disincanto e il desiderio di essere diversi (ma non troppo). Ma il goth (o dark), figliodel periodo post-punk, si è rivelato piilcomplesso, intellettuale e variegato sia della sua cupa estetica vittoriana teatrale e appariscente fatta di corsetti e guantidi pizzo, mantelli e polsini con volant, cappelli a cilindro, redingote e crocitissi,capelli neri, pelle pallida, trucco scuro e smalto (per donne e uomini), sia dei riferimenti, magari suggeriti, al soprannaturale (in particolare al vampirismo),

Acclamate sia negli Stati Uniti, quanto meno nelle metropoli costiere, sia in Inghilterra, band comejoy Division, Bauhaus,

Sisters of Mercy, Fields of the Nephilim,Cure, Siouxsie and the Banshees e Mission ottennero il sostegno di importanti etichette discograGche come Factory Records e Beggars Banquet Records, adottando pro-duzioni e strumentazioni sperimentali.Lo stile gotico si nutrì abbondantemente di riferimenti letterari, citando spesso pio-nieri del genere horror come Edgar AllanPoe e H. P. Lovecraft e il cupo cinema espressionista tedesco degli anni’20 e dei primianni’30, con pietre miliari quali Nosjèratu, n gabinetto dei Donor Calipari. Metronnliq p M

Non meraviglia che questo stile cosìcerebrale, stravagante e apparentementeossessionato dall’oscurità e dalla morte, abbia conquistato i giovani in cerca di sestessi. Né che, come molte sottoculture gio-vanili, sia stato largamente incompreso,e soprattutto associato con troppa leggerezza alla violenza e all’autolesionismo, avolte circondandolo di pregiudizi. 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.