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Look dei ragazzi anni 60

Cinema per adolescenti

Estetica giovanile sul grande schermo n cmema inizio a ritrarre la vita dei ragazzi ben prima che l’ idea Cin Cin (1936) e Lhmore trova Andy Hardy (1938) contribuirono

la seconda guerra mondiale, tilni come Giglio irwanto (1919), all’ascesa di attrici come Lillian Gish e Mary pickford i cui drammi adolescenziali furono tra i primi a rispecchiare quelli del pubblico. Analogamente, I film sulle“flapper”degli anni’20 incitavano alla ribellione e alla sperimentazione delle droghe, anticipando I film anni’50, periodo in cui di solito si colloca l’ inizio del“cinema per adolescenti”.

Senza dubbio fu nel dopoguerra che I film iniziarono non solo a riflettere la vita dei ragazzi ma anche a deanirla, in termini sia di atteggiamenti sia di stile. il selvaggio (1953), Gioventii bruciata (1955), incentrat sulla delinquenza giovanile, il seme della violenza (1955) e Operazione swta (1958) contribuirono tutti a formare un’estetica giovanile, dalla giacca di pelle di Marlon Brando al giubbotto rosso e ai jeans di James Dean, mentre Gidget (1958) portava in scena altora nascente cultura surf. Tra I tanti altri film adolescenziali famosi : gli”hot-rod” come La giostra dell’amore (1958) e quelli

Più sessualmente caratterizzati, come Dai, Tohnny, dai! (1959). A questo punto, i produttori erano ben consapevoli del potenziale del pubblico adolescente. Di fatto, il passaggio all’ età adulta è stato il tema di molti film durante tutto il Novecento, e in particolare negli anni’80. Fuori di testa (1982), un compleanno da ricordare (1984), Breakjast Club (1985), St. Elmo’s Fire (1985) e Bella in rosa (1986) non solo resero I loro attori degli idoli adolescenziali, ma lo stile del cosiddetto “brat pack”influenzò l’ abbigliamento dei ragazzi, creando un’elegante fusione fra yuppie e preppy.

Giacchini da baseball, guanti senza dita, tweed, capelli cotonati, colletti rialzati e cravatte sulle magliette (una sorta di bizzarria prehipster) passarono direttamente dallo schermo alla strada. Grazie a Fuori di testa, le sneaker Vans a scacchi fecero la fortuna dell’ azienda produttrice. Il  drivein, lugo tipicarnente americano qui siamo vicino a Flora, Minois, nel 1960-era un occasione sfa per socializzare e sjoggfare ntacchine e vestiti, sia pervedelz it proprfo beniamino in azionesut grande schenno. sotto il cinema per adolescenti continuò ad influenzare lo stile gfovanilejino agli anni BO e al cosiddetto %raf pack’di St. Elmo’s Fire (] 985), con Andrew Mccarthy, Emilio Estevez, Judd Nelson e lidolo Rob Lowe.

CAFFÈ

Quarant’anni prima che le caffetterie multinazionali come Starbucks rivoluzionassero 1’aspetto di molte metropoli, 1’interesse per dolci e caffè, e persino le abitudini lavorative e sociali, trasformandosi in un luogo dove”lavorare da casa”o dove fermarsi a leggere un libro, il caffè era un punto fermo della cultura gi ovanile. In Gran Bretagna, I bar riproposero la cultura già radicata in altri paesi, soprattutto l’Italia, trasformandosi in veri e propri centri di interazione giovanile, luoghi dove gli adolescenti potevano vivere la propria Mta fuori di casa. Come diceva un ragazzo nel corto inglese Il the Age ofthe Teenager girato nel bar il macabre di Soho nel 1958 e prodotto da Pathé :”Questi siamo noi, vedi, noi siamo il presente. E se non ci capisci, levati di torno e mettiti in un angolo con tutti gli altri sligati”.

Un atteggiamento di questo tipo si sarebbe diffuso nei luoghi di ritrovo a livello internazionale nei decenni successivi dai caffè parigini della Rive Gauche ai lucali di North Beach della Beat Generation americana. Posti del genere erano pervasi da un fascino molto simile : erano accessibili a tutti perché economici, ben illuminati, adatti anche alle donne e, per lo meno in Gran Bretagna, non servivano alcolici.

Inoltre, erano aperti fino a tardi e si ponevano come luoghi indipendenti e individualisti (talvolta persino poco professionati) in un’epoca in cui, in Gran Bretagna, molti luoghi di incontro per i giovani dipendevano dalle scuole o dalle associazioni religiose. Grazie a1 installazione delle nuove macchine per espresso d’importazione .Gaggia e agli arredi nroderni, questi caffè offrivano un atmosfera continentali alla moda. proponendosi come una nuova versione delle sale da tè prebelliche e un colorato antidoto alla tetraggine del dopoguerra. E. cosa fondamentale. Di solito erano forniti di un jukebox, che li rendeva il posto giusto per ballare, oltre che per bere qualcosa. Nei caffè nascevano e si palesavano le mode, si riunivano le sottoculture (dai teddy boy, ai mod, ai rocker e ai beatnik, anche se in periodi diversi) e quivenivano scoperte le band che in seguitoavrebbero plasmato le tendenze dello street style. Fu nel caffè londinese Fantasie, ad esempio, che Mary Qpant progettò Taper ·tura del suo primo negozio.

Di fatto, si può affermare che I caffurono la culta del rock and roll britannico. A Liverpool, nell’ Inghilterra nord-occidentale, I Beatles si incontravano in un bar in seguito noto come Jacaranda Club, di proprietà del primo manager del gruppo. Cliff Richard, Marty Wilde eT ommy Steele erano tra i giovani artistiche si esibirono al 2i, al Cat’s Whisker, al Moka (aperto dalla”bomba sexy · GinaLollobrigida) o in altri bar sorti a Soho trala Gne degli anni’5o e gli anni’6o. Sembra che il cat’s wwsker abbia ospitato uno deiprimi jukebox delY intera Gran Bretagna e che il  sia nato il handjive, il ballo perfetto per una stanza troppo affollata in cui risul

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