CONDIVIDI

FOCUS ON: MICROBIOTA E SCLEROSI MULTIPLA

Negli anni passati diversi studi hanno dimostrato l’influenza di specie microbiche sull’insorgenza di Encefalomielite autoimmune in modelli animali evidenziando come un alterato microbiota intestinale sia da porre in relazione con l’insorgenza della Sclerosi multipla, anche se l’esatto meccanismo patogenetico ancora non è del tutto chiarito.

Una recente revisione della letteratura sulla regolazione da parte dei nostri ospiti intestinali di neurotrasmettitori come serotonina (o 5-idrossitriptamina:5-HT), acido gamma amino butirrico (γ- GABA) e dopamina, ha cercato di sottolineare le evidenze di questa interazione.
I neurotrasmettitori, secreti dalle cellule neurosecretorie e neuroendocrine del sistema nervoso centrale e periferico, sono dei mediatori del segnale neuronale che intervengono in tutte le funzioni fisiologiche dal controllo del movimento al controllo della fame, dal controllo sensoriale a quello dell’immunità. La comunità dei batteri intestinali è in grado di influenzare i livelli dei metaboliti necessari alla produzione dei neurotrasmettitori da parte dell’ospite Uomo, oltre che produrre essa stessa serotonina e γ- GABA regolandone così i loro livelli periferici.

Circa il 90% della serotonina umana (la cui azione a livello intestinale è quella, ad esempio, di controllare la peristalsi e la secrezione) è prodotta dalle cellule enterocromaffini dell’intestino con un processo modulato dalla Flora batterica intestinale: comparando i livelli di serotonina a livello fecale e sierico di topini Germ Free (senza germi intestinali) con quelli dei topini con microbiota umanizzato si è visto che il 64% della serotonina intestinale ed il 49% di quello sierica sono di provenienza batterica e che metaboliti batterici come gli acidi grassi a catena corta promuovono la trascrizione della triptofano idrossilasi 1, enzima chiave nella biosintesi della serotonina.

Il microbiota intestinale ha anche azione sul sistema serotoninergico centrale che, originato nei nuclei del rafe irradia praticamente a tutto il cervello e principalmente al sistema limbico. Si è visto che il microbiota modula non solo i livelli di serotonina, ma anche i livelli dei suoi recettori a livello centrale: ad esempio grandi quantità di Bifidobacterium intestinali sono stai correlati con una riduzione dei recettori per la serotonina di tipo 2A a livello della corteccia frontale di topini; si è anche visto che una carenza di microbiota nei giovani topini era legata ad un aumento di serotonina e del suo maggiore metabolita (l’acido 5-idrossi-indolacetico) nell’ippocampo oltre che ad un aumento del triptofano (suo precursore) nella circolazione; inoltre, un aumento di Lactobacillus brevis e di Lactobacillus rhamnosus sembrerebbero aumentare la produzione di GABA a livello periferico e centrale.

Che un’alterazione del sistema serotoninergico sia correlato con l’insorgenza della sclerosi multipla è stato evidenziato in uno studio mediante l’uso della tomografia ad emissioni di positroni, con la quale si è rilevata una diminuzione dei trasportatori di membrana per la serotonina nella regione limbica e paralimbica di pazienti affetti da tale patologia oltre che dall’evidenza che la depressione, patologia caratterizzata da bassi livelli di serotonina, abbia una prevalenza maggiore nei soggetti affetti da patologia demielinizzante (com’è la SM) rispetto ai soggetti sani.

Queste ricerche effettuate su modelli animali devono necessariamente essere traslate nella clinica, ma evidenziano come il microbiota, essenziale nella regolazione del sistema serotoninergico, possa essere implicato anche in una sua alterazione, come la SM; gli autori della revisione ritengono che soprattutto uno squilibrio del microbiota durante i primi anni di vita, anni in cui prende forma il sistema serotoninergico sia centrale che periferico, o una sua alterazione più avanti nel tempo che determini una modulazione dei livelli periferici di serotonina che, se bassi, fanno deviare macrofagi e cellule T verso fenotipi autoimmuni (generando neuroinfiammazione), sia, in base ai dati disponibili, strettamente in relazione con l’insorgenza di malattie demielinizzanti.

Angela Ruta

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here