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Il 22 aprile si protesterà contro i tagli alla ricerca ed alle politiche ambientali di Trump con la Marcia per la Scienza.

Gli organizzatori della marcia che chiede giustizia ambientale e scientifica all’attuale governo statunitense vedono, in questa Marcia per la Scienza, il passo iniziale di un “movimento globale in difesa del ruolo vitale che la scienza gioca nella nostra salute e sicurezza, nell’economia e nella democrazia”.

Il ‘palco’ della protesta è il National Mall di Washington su cui si affacciano i musei del centro d’istruzione e ricerca USA (la Smithsonian Institution), lo stesso da cui nel 1963 Martin Luther King aveva lanciato il suo grido di libertà “I have a dream”.

Ricercatori e scienziati, per un giorno, riporranno provette e alambicchi per sostenere i loro cartelli di protesta; usciranno dai laboratori per scendere in piazza.

 

Marcia per la Scienza: il ‘perché’ della protesta

Gli sforzi, le evidenze scientifiche vengono minimizzati, talvolta ignorati, e viene messo a rischio il futuro di una società che ha il diritto di beneficiare di tutto ciò che la scienza ha da offrire.

La data del 22 aprile non è casuale: celebra la Giornata della Terra ed è un ottimo pretesto per fare il punto sullo stato di salute del nostro Pianeta.

Saranno oltre 600 le manifestazioni collaterali programmate in tutto il mondo.

Si svolgeranno lezioni all’aperto con i cittadini al posto dei classici studenti.

Ciò che preoccupa gli scienziati sono i tagli alla ricerca nel budget federale 2018 nonché le politiche anti-ambientaliste del nuovo governo di Trump che ha riaperto le miniere di carbone autorizzando le emissioni dannose per l’ambiente e per l’uomo.

Manca poco alla Marcia per la Scienza, chiaro segno di protesta contro il “negazionismo climatico che minaccia” non solo gli Stati Uniti ma l’intero globo.

 

I tagli alla ricerca scientifica

Ecco, in concreto, perché è stata organizzata la Marcia per la Scienza in segno di protesta.

Sono pesanti i tagli alla ricerca scientifica proposte, nelle scorse settimane, dalla nuova amministrazione USA nel bilancio 2018.

Parallelamente all’aumento di 54 miliardi per le spese militari, i tagli draconiani per la ricerca sul clima e gli oceani Noaa e per l’Epa (agenzia di protezione ambientale) sono stati dimezzati.

Sotto i colpi della scure di Trump anche la ricerca medica del Nih (National Institutes of Health) con stanziamenti ridotti di un quinto e della Nasa.

Tagli enormi che, se verranno attuati, rischieranno di danneggiare seriamente l’impresa scientifica statunitense nel prossimo futuro.

Detto questo, quanti possono ancora credere alle lacrime di coccodrillo di Trump per i ‘bambini belli’ colpiti dalle armi chimiche? La politica di Trump è veleno puro.

 

La Marcia per la Scienza in Italia

La Marcia per la Scienza organizzata negli USA da ricercatori e semplici cittadini preoccupati partirà da Washington: ha raccolto molte adesioni fra i ricercatori di ogni parte del mondo, anche in Italia (a Roma).

Ciò che preoccupa, insieme al futuro del clima e della ricerca scientifica, è il riconoscimento civile e liberatorio della scienza e della ricerca.

E’ guerra d’informazione a tutti i livelli, dalla disinformazione in vari campi – flussi migratori, scie chimiche, politiche energetiche – ai vari attacchi a scienziati, ricercatori, scuola, ricerca.

Tutto questo crea caos, sfiducia, sospetto.

In Italia, al momento, hanno aderito associazioni studentesche e di ricercatori, istituzioni pubbliche come l’Università di Genova, l’Ingv e l’Infn, organizzazioni della Coalizione clima, organizzazioni sindacali e professionali.

Tutti possono unirsi alla Marcia per la Scienza perché difendere il ruolo della scienza è, innanzitutto, difendere libertà e democraticità.

L’appuntamento per la marcia a Roma è il 22 aprile alle ore 16: partirà da Piazza della Rotonda (vicino il Pantheon) fino a Campo dei Fiori dopodiché alle 18 sulla terrazza del Pincio si terrà un dibattito pubblico.

Previste iniziative correlate a Napoli, Caserta e, si spera, a Milano, Firenze e Trieste.

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