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BENEFICI DEL MAGNESIO

Il magnesio è un minerale importantissimo per il nostro organismo, infatti, partecipa come cofattore a più di 300 reazioni enzimatiche, è coinvolto nella sintesi degli acidi grassi e delle proteine, nell’attivazione degli amminoacidi, è importante per la salute dell’osso e per il mantenimento dei livelli intracellulari di potassio e di calcio.

Nei pazienti con fibromialgia è stata riscontrata la diminuzione delle concentrazioni di magnesio, di conseguenza tutto ciò incide sulle funzioni che esso svolge. Diversi studi hanno esaminato gli effetti dell’integrazione di magnesio nei pazienti con fibromialgia. Uno studio, ad esempio, al quale hanno partecipato 60 donne con fibromialgia in premenopausa, ha dimostrato che nelle donne (n. 20) alle quali sono stati somministrati 300 mg al giorno di magnesio citrato per 8 settimane vi è una diminuzione dei tender points (punti dolorosi). Questo ci permette di capire che l’integrazione di magnesio nei pazienti con fibromialgia potrebbe apportare notevoli benefici.

Gli integratori di magnesio presenti in commercio sono diversi. Nonostante si tratti di integratori e non di farmaci la loro assunzione deve essere valutata da un professionista in quanto è fondamentale prendere in considerazione lo stato di salute generale del paziente, soprattutto se sussistono patologie.

LA PERMEABILITA’ INTESTINALE TRA LE CAUSE DELLA FIBROMIALGIA

Le malattie autoimmuni sono caratterizzate da una risposta immunitaria rivolta a specifici organi con conseguenti danni tissutali e perdita di funzione dei tessuti stessi. Lo studio di Fasano A. è incentrato sul ruolo della funzione della barriera intestinale compromessa nelle patologie autoimmuni. Insieme al tessuto linfoide associato all’intestino e alla rete neuroendocrina, la barriera epiteliale intestinale, con le sue giunzioni strette intercellulari, controlla l’equilibrio tra tolleranza e immunità ai non autoantigeni. La Zonulina è l’unico modulatore fisiologico delle giunzioni strette intercellulari che è coinvolto nella regolazione del passaggio di macromolecole attraverso la barriera intestinale e, quindi, nell’equilibrio della tolleranza/risposta immunitaria. Quando la funzione della Zonulina viene alterata, in individui geneticamente suscettibili, possono verificarsi disturbi autoimmuni. In particolare se l’organismo è esposto ad una quantità eccessiva di glutine oppure se vi sono batteri nell’intestino tenue, continua ad affluire Zonulina e le giunzioni strette che reggono le pareti cellulari rimangono aperte. Con l’intestino permeabile il cibo non digerito, le tossine, i microbi ed altre sostanze, attraverso il flusso ematico, raggiungono i vari distretti del corpo causando così una risposta immunitaria nei confronti dei propri tessuti.
Questo nuovo paradigma che vede come protagonista la Zonulina sconvolge le teorie tradizionali e suggerisce che questi processi possano essere arrestati se si previene l’interazione tra i geni e gli agenti ambientali reintegrando la funzione della barriera intestinale dipendente dalla Zonulina. Sia i modelli animali che le recenti testimonianze cliniche supportano questo nuovo paradigma.

Francesco Garritano – Biologo Nutrizionista

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