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Quando abbiamo la fortuna di diventare mamme, il mondo ci cambia e cambiamo anche noi. La nostra meraviglia che aspettavamo da mesi è finalmente tra le nostre braccia e il suo sguardo ci sciogle come burro. Ma qual è il linguaggio del neonato?

Bambino sviluppa tatto e olfatto

Nelle sue prime settimane il neonato sembra tutto tatto e olfatto, ma ben presto sembra svegliarsi, oltre che alle forme e i colori, anche ai suoni soprattutto quelli legati alla voce della madre. Senza parole dalla nascita, il bambino una sensibilità uditiva eccezionale, pronto a cogliere in modo speciale  le voci, una sensibilità presente già prima di venire al mondo.

Non è un caso: Per imparare a parlare e gli ha bisogno di un continuo “bagno di parole” . Immerso nelle fasi affettuose dei genitori, nelle filastrocche, nelle ninna Nanne, il neonato fissa nella memoria nomi verbi aggettivi avverbi. Un lavoro incredibile per molti mesi, di cui appare nulla l’esterno, ma incredibilmente indispensabile per arrivare a parlare.

Parlare al bambino è importante

Ma se manca il bagno di parole attenzione linguaggio non si costruisce. Questo può avvenire se il bambino o sente male o non sente del tutto  anche se privato di quel dialogo affettuoso e costante con cui ogni madre accompagna le proprie paure al quale il vicino risponde con sorrisi, movimenti, pianti: il preludio del linguaggio.  Immerso nelle fasi affettuose dei genitori, nelle filastrocche, nelle ninna Nanne, il neonato immagazzina  nomi, verbi, aggettivi, avverbi.

Un lavoro incredibile per molti mesi, di cui appare nulla l’esterno, ma incredibilmente indispensabile per arrivare a parlare. Ma se manca il bagno di parole attenzione linguaggio non si costruisce.

Questo può avvenire se il bambino sente male o non sente del tutto ma anche se privato di quel dialogo affettuoso e costante con cui ogni madre accompagna le proprie paure al quale il vicino risponde con sorrisi, movimenti, pianti: il preludio del linguaggio

Come parlare ad un neonato

Parlare con il vostro bambino è piacevolissimo. Parlategli quanto volete: lui tenterà di rispondervi! Ci vorrà del tempo prima che possa discutere comprensibilmente con voi, ma si sta preparando ogni giorno a questo grande momento. Il bimbo è attratto dai suoni, vorrebbe riprodurli, ma anche sentire come sono pronunciati. Guarda la bocca che si muove parlando, cerca persino di afferrarla come a voler catturare qualcosa di affascinante che ne esce fuori. Tenta di ripetere i suoni fino al giorno in cui riuscirai a riprodurli. Parlategli anche molto, ma non esagerate. Ascoltatelo. Valorizzato il silenzio. Se in casa c’è sempre musica  (radio, tv sempre accesa)  il bambino si abitua a vivere in un continuo frastuono e questo non giova alla sua crescita !Spegnete tutto e parlategli dolcemente.

Parole e frasi chiare

Nella conversazione con il piccolo noi siamo troppo tentati di usare troppi diminutivi e non dobbiamo abusarne . Cerchiamo di giocare con il linguaggio particolare dei bambini più piccoli e ogni tanto pronunciare delle parole che non hanno alcun significato perchè ciò che conta è il tono. Il linguaggio del piccino va usato entro certi limiti , lo aiuteremo di più pronunciando fino da ora le parole giuste, le frasi complete dette in modo chiaro e attento.

Se siete bilingue (se mamma e papà sono di madrelingua diversa) non c’è alcuna difficoltà per il bambino. Egli abbina la persona che ti parla alla lingua con la quale questa si esprime. Ricordatevi però di usare sempre la stessa lingua  parlandoli nel modo più spontaneo. 

Dopo il primo anno di vita il bambino inizia a camminare e a parlare. A questo punto prende il via una specializzazione nell’acquisizione delle varie capacità: alcuni bambini camminano a nove mesi, a un anno sono in grado di correre liberamente, ma non dicono una parola prima dei 18 o 20 mesi. Altri a 15 mesi stanno seduti tranquillamente senza saper scherzare ma in compenso pronunciano già una ventina di parole. Tre bambini più “attivi” e i bambini “intellettuali” sono possibili tutte le sfumature intermedie. I genitori osservano molto spesso tempi alternati di sviluppo: il bambino comincia parlare; nel giro di due settimane dice con facilità papà e mamma, poi sembra dimenticarsene completamente. Mentre i genitori si chiedono perché mai non parli più, il piccolo il piccolo inizia spostarsi a quattro zampe oggi alzarsi in piedi.

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