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La nuova inchiesta firmata Le Iene Show, in onda su Italia 1 ieri 19 marzo, è stata un viaggio al centro del fenomeno Microdosing attraverso il servizio realizzato da Liza Boschin.

Il fenomeno Microdosing circola in California da un po’ di tempo tra i professionisti della Silicon Valley, soprattutto tra chi lavora (o studia) nel settore tecnologico caratterizzato da ritmi frenetici e forte senso della competizione.

Che cos’è?

Consiste nell’assumere una dose minima di LSD, un decimo di una dose normale assunto 2-3 volte alla settimana per favorire ed aumentare la produttività in ambito lavorativo e per stimolare idee nuove.

In teoria, ad una quantità minima (di molto inferiore a quella necessaria per il vero trip), l’LSD dovrebbe dare una leggera spintarella alla creatività, all’energia e all’umore.

 

Liza Boschin de Le Iene indaga…

Questa moda pericolosa e fuorilegge è arrivata anche in Europa, soprattutto a Zurigo (in Svizzera) e viene usata per essere più attivi, svegli, produttivi, per togliere la stanchezza.

E’ una sostanza psicoattiva che ti fa lavorare” ha confidato uno dei professionisti interpellati da Liza Boschin de Le Iene, che si è recata proprio in Svizzera per incontrare ed intervistare abituali consumatori di microdosing di LSD.

C’è chi non la considera una droga ma una sostanza che ti fa lavorare bene e chi dice “dipende da come stai… se hai un equilibrio precario, dei mostri dentro, il rischio è quello di partire verso mondi che non sai più gestire, può salire un’ansia che può portare al suicidio, si rischia di impazzire…”.

Si passa da intense ondate di concentrazione fuori dal tempo ad un estremo sonno e stanchezza, perdita di coscienza e di autocontrollo, si fanno anche pensieri di morte.

Tutto questo, ovviamente, in caso di assunzione di una dose normale. Anche Steve Jobs ha dichiarato di aver usato l’LSD “per aprire la mente e stimolare la fantasia”.

Se si parla invece di micro dose – dicono gli abituali consumatori – la realtà non viene alterata in modo eccessivo: toglie il sonno, stimola la creatività, rende produttivi.

 

Dove trovano l’LSD questi professionisti?

Nel Deep Web tramite collegamento (e pagamento) anonimo all’interno del lato più oscuro del web, dove si trova tutto ciò che è illegale, dalle armi alla droga.

Le microdosing vengono ordinate, arrivano dentro una normale busta per lettera, sotto forma di francobolli imbevuti di liquido LSD.

Dopo aver intervistato i consumatori abituali, Liza Boschin inviata de Le Iene ha fatto qualche domanda al professor Fabrizio Schifano, specializzato in riabilitazione da alcol e sostanze stupefacenti, che ha descritto i potenziali rischi per la salute e gli effetti dannosi nell’assumere anche minime quantità di LSD, una sostanza stupefacente che non perdona.

Chi, però, si attiene alle dosi minime cosa rischia?

Secondo quanto afferma (da sempre) il professor Fabrizio Schifano “Non esistono droghe leggere” e lo ribadisce anche rivolgendosi ai sostenitori del microdosing che non si ritengono affatto tossicodipendenti.

 

Quali sono gli effetti del microdosing? Risponde il dott. Fabrizio Schifano

Per lui è “uno scossone per l’equilibrio psicologico e neurobiologico, si possono vedere mostri, subire alterazioni della realtà, alterazioni delle percezioni talmente intense che un soggetto potrebbe avere degli effetti di natura psicotica (disturbi depressivi, disturbi d’ansia, attacchi di panico). Non credo che avere delle allucinazioni possa aiutare a risolvere problemi… nessuno conosce la propria vulnerabilità psico-biologica… Quelli che avete incontrato sono professionisti di successo, ben strutturati dal punto di vista psicologico… C’è un solo modo per mantenere alti i tuoi livelli di concentrazione e di intelligenza e questa cosa si chiama studiare, non si chiama LSD”.

Negli anni ’90 si pensava che i cannabinoidi, allucinogeni e cocaina facessero parte delle droghe leggere, che portano ad una dipendenza mentale e non fisica (come l’eroina). In realtà, le conseguenze fisiche si verificano ugualmente, seppure siano meno visibili rispetto all’invecchiamento e alla degenerazione fisica causata dall’uso di eroina.

Il dott. Schifano fa un netto confronto tra il ‘perché’ si usava la droga negli anni ’70 e ‘perché’ si usa adesso: “Negli anni ’70, si usavano le droghe come segno di ribellione, per andare contro il sistema. Oggi, queste sostanze non rappresentano più la protesta, bensì l’accettazione, l’integrazione con il sistema.. mettendo a disposizione del sistema non solo la produttività ma l’integrità del proprio sistema nervoso centrale”.

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