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Se pensate che l’infarto e le malattie del cuore in generale siano cosa da uomini, vi sbagliate di grosso, perchè pare che ogni 10 minuti c’è un alto rischio di infarto tra le donne. La maggioranza delle donne , infatti, non è assolutamente consapevole del rischio che corre e pare proprio che l’80% degli eventi cardiaci potrebbe essere prevenuto , ma non lo si fa.

Lo ha reso noto Ciro Indolfi, presidente della Società Italiana di Cardiologia (Sic), nell’annunciare l’edizione 2019 della campagna di informazione ‘Vivi con il Cuore’ per riconoscere e prevenire l‘infarto nella donna.
    La Sic ha quindi il fine di tutelare le donne con la prevenzione e diffondere la consapevolezza del rischio cardiovascolare , spingendo sulle strategie terapeutiche. Il messaggio importante che i cardiologi vogliono diffondere riguarda anche la differenza dei sintomi dell’infarto che nelle donne sono spesso atipici.
 
    Da un’indagine di Eikon Strategic Consulting su un campione rappresentativo della popolazione italiana tra i 40 e i 70 anni, emerge che nell’immaginario collettivo, il cuore è considerato una vulnerabilità maschile, mentre il tumore un problema femminile.

Matrimonio riduce le malattie cardiache

Una ricerca della Turku University pubblicato sull’ European Journal of Preventive Cardiology ha dimostrato che il matrimonio riduce le patologie cardiache tra cui l’infarto.

Dallo studio emerge che il cuore delle persone sposate e’ meno a rischio rispetto quello dei single. Questo vale sia per le donne sia per gli uomini, e in particolare tra le coppie di mezza eta’. Per ottenere benefici sul cuore non sono necessarie però le nozze ma basta anche la sola convivenza. La ricerca si e’ basata sui dati del Finami myocardial infarction register nel periodo 1993-2002 che ha coinvolto un gruppo di persone di eta’ superiore ai trentacinque anni della Finlandia, analizzate per la manifestazione di eventi cardiaci fatali e non racchiusi nella sigla “sindromi acute cardiache”.

Dei 15.330 casi considerati in dieci anni, si è rilevato che la correlazione tra l’eta’ avanzata e l’insorgenza delle malattie era piu’ alta tra le donne e gli uomini non sposati.  I tassi di mortalita’ annui per le donne sposate tra i 65 e i 74 anni di eta’ erano di 247 su centomila contro le 493 su centomila per le single. Per gli uomini sposati della stessa fascia d’eta’ 866 per centomila e per i non ammogliati 1792 per centomila l’anno.

Dieta mediterranea riduce i rischi dell’infarto

La dieta mediterranea è nota per  proteggere le ossa  e  prevenire molte malattie come l’ictus.Inoltre da una nuova ricerca  aiuterebbe anche il cuore, proteggendolo dall’ infarto.Alimenti come  pasta, pane e l’olio di oliva sono  garanzia disalute e corretta alimentazione.

Lo conferma arriva da uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine.Un lavoro di ricerca lungo, durato circa cinque anni. Sono stati presi a campione 7.500 individui, tutti di età compresa tra i 55 e gli 80 anni.

E i  risultati  hanno parlato chiaro.

Chi sceglie l’ alimentazione mediterranea ha un rischio ridotto almeno del 30% di accusare problemi cardiovascolari.Sono  soprattutto i carboidrati integrali a moderato impatto glicemico a regalarle tanti primati.Con questo regime alimentare i rischi patologie come,l’obesità, il diabete, l’aterosclerosi e l’ipertensione, vengono ridotti.Si dovrebbero assumere quotidianamente il 50-55% delle calorie da alimenti ricchi di carboidrati integrali,  il 30% dai grassi (mono e polinsaturi) e il 15% da proteine suddivise tra legumi, carni bianche, pesce, uova.

Di fondamentale importanza  è inoltre mangiare tanta frutta e verdura fresca

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