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Perché i genitori e figli litigano? Ecco i motivi più diffusi

Quasi nessuna famiglia è immune ai litigi tra genitori e figli, a volte anche piuttosto pesanti. I motivi possono essere vari ma alla base c’è spesso una mancanza di dialogo. I ritmi della società moderna non aiutano a instaurare un buon rapporto tra genitori e figli e più passa il tempo più la distanza che si pone tra le due parti rende difficili e tesi i rapporti. Capire cosa si cela dietro ai litigi è il primo passo per riportare un clima sereno in famiglia, ignorare che ci sia un problema di fondo, invece, contribuirà solo a complicare maggiormente le cose. Quali sono i litigi più comuni?

Mancanza di dialogo

È uno dei motivi principali per cui i genitori e i figli non fanno altro che litigare. I genitori non sempre hanno il tempo di parlare con i loro figli e questo fa sì che eventuali problemi, invece di essere risolti subito, si trascinino nel tempo trasformandosi in rancori difficili da eliminare, risentimenti che portano il ragazzo ad essere rabbioso e sgarbato. A volte un figlio ha solo bisogno di essere ascoltato, l’indifferenza e l’assenza dei genitori causa in lui una forte delusione, che lo portano ad avere un atteggiamento conflittuale. Per questo motivo, il genitore dovrebbe cercare di accompagnare il figlio nella sua crescita, avere il tempo di parlare con lui, senza risultare però invadente. Instaurare un buon rapporto tra genitori e figli è un aspetto importante per limitare i litigi.

Opinioni differenti

La mancanza di dialogo si verifica anche quando i genitori pensano di essere sempre dalla parte della ragione e non danno la possibilità al proprio figlio di esprimere le sue opinioni. “Ma cosa ne vuoi sapere tu”, “Tu non sai niente”, “Sono cose da grandi”: sono alcune delle frasi più diffuse tra i genitori. Espressioni che creano nel figlio un sentimento di forte risentimento: non accetta (giustamente) che la sua opinione debba essere considerata sbagliata o di poco conto solo perché è più piccolo. I genitori farebbero bene ad ascoltare ciò che i figli hanno da dire riguardo a un determinato argomento, il problema è che spesso non sopportano di essere contraddetti e considerano l’opinione contrastante del figlio come la volontà di andare contro di loro a priori: ma dove sta scritto che un figlio debba per forza avere le stesse opinioni dei genitori? Non ha forse un suo cervello con cui pensare? Non è forse in grado di farsi una sua idea su ciò che accade del mondo? E soprattutto, perché mai l’idea di uno più giovane non deve essere considerata degna di attenzione? Avere un’opinione diversa e cercare di esprimerla non è mancanza di rispetto né una costante dichiarazione di guerra. Contrariamente a ciò che si pensa, dietro le opinioni differenti si cela una possibilità di confronto molto utile e interessante: un’opportunità di crescita sia per i figli che per i genitori.

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Scuola

Il profitto scolastico è da sempre motivo di discussioni. Anche qui riveste un ruolo importante il dialogo. Aggredire verbalmente il figlio, fargli le ramanzine lunghe ore, punirlo, quasi mai si rivelano scelte vincenti. Dietro i brutti voti potrebbero celarsi problemi di vario tipo (contrasti con gli insegnanti o con i compagni di classe, difficoltà di apprendimento…), per conoscerli non servono le urla ma l’ascolto e il dialogo. I rimproveri e i consigli vanno a buon fine se spiegati con calma e in maniera chiara. Potrebbe essere utile anche andare a parlare con gli insegnanti.

Uscite

“Questa casa non è un albergo! Non puoi uscire e rientrare quando ti pare e piace!” Ecco un altro motivo di costanti discussioni: le uscite. Stabilire delle regole è importante, ma quando i figli crescono è necessario tener conto del fatto che le abitudini cambiano. Stabilire insieme l’orario di rientro è un modo per evitare inutili litigi. A questo si deve poi aggiungere la buona abitudine di avvisare se si rischia di fare tardi.

Attività sportive

Le regole per evitare litigi sono molto semplici: non sminuire il figlio se decide di dedicarsi a un determinato sport (o altra attività), supportarlo in questa sua scelta e seguirlo con costanza, fargli capire che prima viene lo studio. Inoltre, dal momento che nella maggior parte dei casi praticare uno sport significa spendere soldi, è importante che il figlio capisca che, una volta iscritto, deve praticare l’attività in maniera regolare, in rispetto dei sacrifici che i genitori stanno facendo per lui.

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