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Gyno Canesten è un prodotto che troviamo in commercio al supermercato ed in farmacia e serve a curare la candida e altre infezioni delle vie urinarie. Si tratta di una crema antimicotica a base di clotrimazolo utilizzata per il trattamento della candida vaginale ma anche di funghi e micosi in generale. E’ un ottima crema che non necessita di prescrizione medica ma , come tutti i farmaci, ha delle controindicazioni.

Chiedi al tuo medico se puoi usarla se presenti questi sintomi:

  • Hai delle recidive da micosi;
  • Hai febbre sopra i 38°;
  • Hai nausea, dolore addominale, alla schiena o alle spalle;
  • Hai perdite vaginali maleodoranti;
  • Sei in allattamento o gravidanza

Gyno Canesten funziona davvero?

Gyno Canesten, come molte creme antimicotiche ,cura bene le infezioni vaginali, almeno quelle fresche e lievi.

Come si applica:

  • Inserisci il contenuto di un applicatore (5 g) in vagina, cercando di andare in profondità il più possibile. Questo va eseguito una volta al giorno , in particolare la sera prima di addormentarsi, per 3 giorni consecutivi.
  • In caso di risultato non soddisfacente potete ripetere il trattamento per altri 3 giorni.
  • In caso di balanite da candida o vulvite: protrarre il trattamento per 1-2 settimane.

Gyno Canesten lo si può comprare come cema o in compresse, dette anche ovuli

Perdite vaginali: sintomi e cause

Le perdite vaginali possono essere provocate da fattori fisiologici o da cause patologiche. Entro certi limiti possono quindi essere considerate un normale comportamento del nostro organismo, ma in alcuni casi necessitano di esami e cure specifiche. Per questo motivo è importante capire quando le perdite non devono destare preoccupazioni e quando, al contrario, sarebbe opportuno chiedere il parere di un medico. Le caratteristiche delle perdite vaginali variano in base al colore, all’odore e alla consistenza.

Perdite vaginali fisiologiche

All’interno del canale della vagina avviene la formazione di un fluido che ha la funzione principale di lubrificare le pareti vaginali, onde evitare la comparsa di infiammazioni che potrebbero verificarsi anche in conseguenza del normale sfregamento. Esistono svariate condizioni non patologiche che determinano la fuoriuscita di questo liquido. Si parla di perdite vaginali fisiologiche quando esse si presentano: bianche, trasparenti e filamentose, di odore non sgradevole e non accompagnate da bruciore, prurito e irritazioni. Vediamo i casi in cui si possono verificare.

Adolescenza: non è raro che le ragazze in età puberale abbiano a che fare con questo tipo di perdite vaginali. Ciò è dovuto all’instabilità ormonale tipica della loro età. Solitamente, le perdite tendono a scomparire quando la situazione si stabilizza.

Ovulazione: alcune donne notano la comparsa di perdite in coincidenza dell’inizio dell’ovulazione. In questo caso, oltre a farsi più abbondanti, diventano più alcaline, acquose e diminuiscono la loro viscosità. Si parla di leucorrea ovulatoria.

Ciclo mestruale: possono verificarsi perdite vaginali anche dopo la fine del  ciclo mestruale. Durano solitamente qualche giorno e sono dovute a un ritardo nella ricostruzione del tessuto dell’endometrio. Se il fenomeno diventa fastidioso, è possibile risolverlo ricorrendo a una terapia estrogenica di blanda entità.

Menopausa: anche le donne anziane possono avere perdite vaginali. Il fenomeno è dovuto alla carenza di estrogeni, condizione che causa l’assottigliamento della mucosa vaginale, con conseguente maggiore perdita di liquidi.

Altri casi: alcune donne osservano la comparsa di perdite vaginali legate all’uso di contraccettivi orali, assorbenti interni, deodoranti intimi, prodotti con azione spermicida.

Rimedi 

Esistono alcuni semplici accorgimenti che aiutano a gestire al meglio il fenomeno delle perdite vaginali non patologiche. È importante tenere pulita e asciutta la zona interessata, senza esagerare con i lavaggi. Può essere utile consumare yogurt o assumere integratori di prebiotici e probiotici. È inoltre sconsigliato: l’utilizzo di spray per l’igiene femminile, profumi o polveri nella zona genitale; indossare pantaloni o indumenti troppo attillati che possono causare irritazioni; portare biancheria di seta o di materiali sintetici perché aumentano la sudorazione nella zona genitale e limitano il passaggio dell’aria. Meglio optare per mutande di cotone.

Perdite vaginali patologiche

Il segnale che permette una prima distinzione tra perdite fisiologiche e patologiche è riconducibile alla presenza o all’assenza di sintomi. Le perdite vaginali patologiche, a differenza di quelle fisiologiche, sono generalmente associate a bruciore, irritazione vaginale, cattivo odore, dolore prima o dopo un rapporto sessuale. Inoltre, mentre le perdite fisiologiche sono semitrasparenti, quelle patologiche possono assumere colorazioni diverse a seconda della patologia che le ha provocate. Sono molte le malattie che possono causare l’alterazione delle perdite vaginali: atrofia vaginale, cancro vaginale, cancro cervicale, candidosi, cervicite, clamidia, fibroma, gonorrea, herpes genitale, infezione da HPV (papilloma virus umano), verruche genitali, malattia infiammatoria pelvica, vaginite

Aspetto e patologie

Perdite giallo-grigiastre: possono essere provocate da clamidia. Bianche-grigiatre maleodoranti e schiumose: potrebbero essere provocate da vaginosi batterica o da Gardnerella vaginalis. Muco-purulente e associate a dolori durante i rapporti sessuali: potrebbero essere causate da clamidia o da Ureaplasma urealyticum. Grumose e di consistenza simile alla ricotta, associate a bruciori, forte prurito, dolori nell’atto di urinare e nei rapporti sessuali: sono dovute alla Candida. Schiumose, giallo-verdastre e maleodoranti: la causa potrebbe essere la trichomonas vaginalis, un’infezione sessualmente trasmissibile. Gialle e cremose: potrebbero essere ricondotte a un’infezione chiamata gonorrea. Perdite ematiche: potrebbero essere provocate da fibromi, polipi o malattie infiammatorie pelviche.

Cura perdite vaginali patologiche

Necessitano di cure specifiche e differenti a seconda dei casi, è quindi di fondamentale importanza rivolgersi a un medico.

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