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Arrivano le prime accuse di corruzione e legame con gli scafisti e sono accuse pesanti. Oltre a quella di corruzione si parla anche di collusione con i trafficanti di esseri umani.

Nuovi gendarmi ma anche corrotti, sono gli uomini della Guarda Costiera libica, dipendenti da un governo senza potere ma allo stesso tempo riconosciuto dall’Onu. Le autorità italiane definiscono gli uomini della Guarda Costiera libica come i “Gendarmi” del Mediterraneo, ma il termine è tutt’altro che positivo.

I fatti che hanno coinvolto i guardiacoste libici

L’ultima vicenda che ha fatto notizia è quella che ha coinvolto una delle navi della ong ProActiva Open Arms contro la quale era stato aperto il fuoco ed erano state inviate diverse comunicazioni via radio invitanti l’allontanamento. Dalla denuncia effettuata dalla organizzazione non governativa il fatto è avvenuto mercoledì mattina in acque internazionali, quando l’imbarcazione Golfo Azzurro, inviata dalle autorità italiane a recuperare tre uomini libici a 100 miglia dalle coste africane. Successivamente però l’imbarcazione era stata indirizzata prima verso Malta e poi verso Lampedusa, dove in entrambi in casi era stato rifiutato l’attracco.

Gli spagnoli hanno firmato il Codice di condotta

Gli spagnoli della ProActiva sono tra i firmatari del Codice voluto con tenacia dal Governo italiano e la loro firma è arrivata lunedì. Queste le parole del capovoce Oscar Camps: “i guardiacoste libici che vengono finanziati dall’Italia e dall’Europa ci hanno minacciato in maniera aggressiva e hanno sparato in aria all’altezza delle nostre teste. Eravamo a 13 miglia dalla costa, fuori dalle acque libiche. Chiunque era all’esterno si è rifugiato sotto coperta. E’ stato un atto deplorevole. Siamo in una situazione estrema nel Mediterraneo. Siamo passati dall’immobilismo dell’Unione Europea a una scelta precisa: fermare le organizzazioni non governative”. Camps ha poi puntato il dito sia contro l’Italia sia contro Malta poiché nessuno ha autorizzato il salvataggio della nave alla deriva.

 

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