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E’ stato molto lungo il processo che ha portato, soltanto nel secolo scorso, al trionfo di questo alimento.

Un successo che dall‘Italia  si è esteso a tutto il mondo.

Nell‘Ottocento si avvia la produzione di massa della pasta e , la passione  dilaga così tanto al punto che i maccheroni venivano cotti all’aperto dagli ambulanti (i maccaronai) e mangiati per strada.

Ma come si è arrivati alla vera esplosione del made in Italy?

I Greci e i Romani già ricavavano dai cereali polente, focacce e schiacciate.

Queste ultime,  una volta asciugate venivano tostate, tagliate a strisce e condite con vari intingoli.

Dunque la forma e il modo di consumarle possono far pensare a un preannuncio della pasta.

Ma passeranno secoli prima di utilizzare i grani meno teneri, selezionare le farine più adatte e che, per la cottura, si usi l’acqua bollente.

Continuiamo il nostro viaggio nel tempo.

Siamo in Sicilia, intorno all’anno Mille. Qui,  dal fecondo e continuo scambio con la cultura araba e con tutta l’area mediterranea, nasce la tecnica di produzione della pasta.

Anche se  ci vorrà  ancora del tempo prima che  da prodotto di élite diventi di consumo universale.

Ma veniamo all’incontro tra la pasta e il pomodoro.

Questo ortaggio è giunto da molto lontano, dall’America, dopo i viaggi di Colombo. E per qualche tempo i botanici tedeschi lo ritennero addirittura una pianta tossica.

Ma nell’Ottocento, secolo cruciale per il nostro destino alimentare,  ecco il colpo di genio dei napoletani, che cominciano a condire gli spaghetti con la salsa di pomodoro.

E’ la svolta di un sapore ed un colore che conquisteranno  il mondo.

pasta

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