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Quando si parla di dipendenza affettivasi fa riferimento ad una vera e propria debolezza che ci fa sentire inutili e insicure. Vediamo quindi di capirne di più. Partiamo con il dire che solitamente, in una normale relazione di coppia, nella fase di innamoramento, è presente un certo grado di dipendenza dall’altro, ovvero si cerca di “fondersi” con l’altro/a.
Man mano che la relazione diventa stabile, il desiderio funzionale tende a diminuire anche perchè si stabilizzano certi equilibri e si hanno più certezze.
Nella dipendenza affettiva, invece, questo desiderio di fondersi con l’altro perdura inalterato nel tempo, per molto tempo.

Dipendenza affettiva come si manifesta

Chi sono quindi coloro che dipendono dagli affetti? Spesso sono donne che si dedicano completamente al compagno senza pensare al proprio benessere, vedendo il partner come il proprio “salvatore”.
Si pensa che questo stato abbia origine da vuoti affettivi infantili, si tratta di donne che hanno una bassa autostima perché cresciute in un ambiente familiare spesso svalutante o problematico.

Da adulte, inconsapevolmente, spesso costruiscono relazioni con persone altrettanto problematiche, anche per un desiderio di aiutarle a migliorare, pretendono di cambiare l’altro, visto che non sono riuscite a farlo con i propri familiari.

Purtroppo per paura di fallire ancora, le donne affette da dipendenza affettiva si convincono di essere innamorate del loro compagno, di non poter fare a meno di lui e col tempo annulleranno le proprie vite in nome di un rapporto dannoso e di un amore inesistente.

Dipendenza affettiva caratteristiche

A differenza di quello che si pensa, una relazione non è l’incontro tra due metà ma tra due unità. Solo se entrambi possiedono piena consapevolezza di se stessi si riuscirà a costruire una storia sana ed equilibrata, dove il rapporto tra dare e ricevere risulta bilanciato, senza eccessi né da una parte né dall’altra. Ma non sempre la realtà è questa.

 Ci sono infatti situazioni in cui la storia d’amore non è fonte di crescita e arricchimento ma arriva ad assumere le sembianze di una gabbia, ed è in questi casi che si parla di dipendenza affettiva. Si tratta di una forma patologica di amore caratterizzata da assenza cronica di reciprocità nella vita di coppia, condizione in cui il soggetto colpito vede nel partner e nella relazione l’unico motivo della sua esistenza.

È un amore morboso e malato, caratterizzato dalla paura di essere abbandonati, delle separazione, della solitudine, sentimenti che generano una costante sensazione di angoscia e portano l’individuo all’annullamento.

L’amore non viene vissuto nella sua profondità e intimità, non è più una scelta ma una questione di vita o di morte. La propria individualità non esiste più, i propri bisogni e desideri vengono svuotati d’importanza: c’è solo il partner.

Tale disturbo può dipendere da vari fattori. A volte il partner del dipendente affettivo è un soggetto problematico, e ciò diventa il pretesto per giustificare un’esistenza volta alla totale assistenza all’altro bisognoso di cure, privandosi della propria.

In altri casi, invece, le ragioni vanno ricercate in una relazione complicata, caratterizzata da un atteggiamento scostante dell’altro o da un rifiuto: il desiderio di essere amati diventa una lotta e sfocia della dipendenza affettiva.

I sintomi di tale dipendenza sono gli stessi di quelli legati alle droghe:

  • Ebbrezza: il soggetto colpito sta bene solo con il partner, e solo lui riesce a donargli questa sensazione di piacere.
  • Astinenza: non riesce a immaginare una vita senza il partner.


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