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Cos’è il Decreto Dignità

In questi ultimi giorni abbiamo sentito parlare molto spesso del decreto di dignità: il primo provvedimento dal nuovo governo Lega- Movimento 5 Stelle. Esso potrebbe essere approvato a breve, infatti di lui si discuterà nel prossimo Consiglio dei Ministri, dove si valuteranno tutti i punti contenuti nel testo.

Questo provvedimento è stato fortemente voluto da Luigi Di Maio, Ministro del lavoro e dello Sviluppo economico. Ma sappiamo proprio tutto sul decreto? Scopriamo insieme cos’è e cosa prevede.

Il Decreto dignità si rivolgerà soprattutto ai lavoratori, e sarà composto da 4 punti fondamentali:

  1. Abolizione dello spesometro, redditometro e studi di settore;
  2. Disincentivazione delle delocalizzazioni;
  3. Lotta alla precarietà con la modifica del Jobs Act
  4. Stop alla pubblicità del gioco d’azzardo.

Inoltre sarà prevista anche una proroga fattura elettronica carburante. Andiamo dunque a vedere nel dettaglio i punti cardine del Decreto Dignità.

Lotta alla precarietà

Per quanto riguarda la lotta alla precarietà, il decreto intende modificare la disciplina dei contratti a termine, riducendo il numero massimo di proroghe da 5 a 4. Il limite massimo di durata che è di 36 mesi rimane invece invariato, però viene reintrodotta la causale che non deve essere indicata per il primo contratto, ma per il primo rinnovo o quello oltre i 12 mesi.

Le causali per giustificare il ricorso a contratti a termine saranno di tre tipi: esigenze temporanee ed oggettive, connesse ad incrementi temporanei, significativi e non programmabili, e relative a picchi di attività stagionali.

Questo vale anche per i contratti di somministrazione, invece la somministrazione a tempo indeterminato verrà abolita.

No alla delocalizzazione delle imprese

Per quanto riguarda questo punto, il governo ha come obbiettivo quello di disincentivare le imprese anche se hanno ricevuto degli aiuti da parte dello Stato.

Saranno previste multe e sanzioni che vanno da due a quattro volte l’agevolazione di cui si è beneficiato. A questo proposito Di Maio ha infatti dichiarato: ““non esiste che te ne vai all’estero se prendi soldi dall’Italia”.

Contrastare la pubblicità del gioco d’azzardo

Il decreto di dignità conterrà anche una norma volta a contrastare la ludopatia, che come afferma Di Maio “sta distruggendo tante famiglie”. Arriva dunque lo stop per gli spot che pubblicizzano sia gioco d’azzardo che scommesse.

Questo divieto dovrà assolutamente essere rispettato altrimenti la pena sarà una sanzione che va da un minimo di 50 mila euro ad un massimo di 500 mila. Questo se lo spot dovesse essere mandato in onda durante programmi dedicati ai minori.

Aboliti spesometro, redditometro e studi di settore

Il decreto di dignità prevede anche una semplificazione fiscale davvero molto grande. Verranno aboliti infatti spesometro, redditometro e studi di settore. Questi sono tre adempimenti fiscali che avevano come obbiettivo la prevenzione dell’evasione fiscale in Italia. Ma dai più essi erano ritenuti alquanto ingiusti.

Ancora non è chiaro se al loro posto ci saranno altri strumenti, ma è molto probabile che sarà semplicemente capovolto il meccanismo di funzionamento di questi tre adempimenti fiscali. Esso oggi si basa sull’accertamento dei redditi degli imprenditori, esercenti e professionisti. L’accertamento parte dai dati presuntivi, cioè su quanto spendono gli imprenditori per le forniture e per le attività. L’abolizione dello spesometro partirà dal 1° gennaio 2019.

 

 

 

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