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LA CURCUMA COINVOLTA NELLA REGOLAZIONE DEL SISTEMA IMMUNITARIO

La curcuma è una spezia utilizzata spesso in cucina sotto forma di curry e contiene un prezioso pigmento di colore giallo-arancio chiamato curcumina; questa appartiene alla classe dei curcuminoidi, polifenoli che hanno un’azione antiossidante, antitumorale ed antiinfiammatoria.

Diverse sono i pareri sull’uso della curcumina per quanto riguarda le malattie autoimmuni, finora tutti discordanti, ma uno studio pubblicato quest’anno sulla rivista scientifica International Immunopharmacology, ha chiarito i dubbi sul meccanismo d’azione.

Sembra che la curcumina sia in grado di inibire la differenziazione e la proliferazione del fenotipo Th17 dei linfociti T CD4+, un tipo di linfociti coinvolti nella patogenesi delle malattie autoimmuni; inoltre, la stessa diminuisce drasticamente i livelli di citochine infiammatorie liberate in seguito all’attivazione del sistema immunitario.

Ma tutti possono assumere curcumina oppure esistono degli effetti collaterali? Un altro studio ha dimostrato come 20 mg di curcumina siano in grado di contrarre la cistifellea, per permettere lo svuotamento della bile ed evitarne il ristagno, quindi non altera l’azione fisiologica dell’organo; mentre, per chi soffre di calcoli alla cistifellea l’uso di curcumina non è consigliato, in quanto la contrazione della stessa provoca dolori forti nel soggetto in questione.

Queste differenze ci dimostrano come anche nel caso dell’integrazione alimentare vada considerata l’individualità: non tutti potrebbero avere dei benefici dall’uso della curcumina, perciò è consigliabile non assumere integratori, anche se naturali, senza dapprima consultare un medico.

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