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Rischio d’infarto : si vede dal viso


Secondo Yolande Esquirol e i colleghi del Centro ospedaliero universitario di Tolosa in Francia , i problemi cardiocircolatori si desumerebbero dal viso. La tesi degli autori di questo studio ,presentato al Congresso della Società europea di cardiologia Esc, sostengono dunque che bisognerebbe guardarsi allo specchio e concentrarsi in particolare sulla fronte. In sostanza: più rughe ci sono e più sono profonde, più è il caso di preoccuparsi . Si sa che i solchi orizzontali fra le sopracciglia e l’attaccatura dei capelli sono una certa impronta dell’età che avanza ma sono anche la firma che vi è maggior rischio di infarto he di morte cardiovascolare.

Gli stessi studiosi spiegano che :“non puoi vedere o sentire fattori di rischio cardiovascolare come il colesterolo alto o l’ipertensione”“Le rughe della fronte rappresentano una ‘red flag'”, una bandierina rossa che dovrebbe far scattare l’allarme e accertamenti più approfonditi su pressione arteriosa, grassi nel sangue, glicemia. Nonché cambiamenti nello stile di vita.”

Il tutto si spiegherebbe perchè le rughe sulla fronte sono legate all’aterosclerosi prima responsabile di infarto e altri eventi cardiovascolari. Da un lato vi sono i cambiamenti nel collagene e lo stress ossidativo sembrano giocare un ruolo sia nell’aterosclerosi sia nella formazione delle rughe.

Come accorgersi dell’infarto

Purtroppo ognuno di noi si trova a fare i conti con le proprie malattie e chi non ne ha, comunque dalla vita si aspetta a volte il peggio.

L’infarto è una di quelle paure che sono più comuni fra gli uomini, ma anche tra le donne.

Secondo voi cos’è che fa in modo che lo si tema così tanto? Azzardo un po’ nel dire che probabilmente il fatto che possa colpire da un momento all’altro e che possa lasciarci senza alcuno scampo è uno dei motivi per il quale ci fa così paura. Alle volte, però, dei sintomi ci sono, anche molto evidenti.Questi sintomi non devono essere trascurati né tanto meno presi sottogamba. Iniziamo però col dire che non è sempre detto che quando abbiamo delle fitte vicino al cuore o ci fa male il braccio sinistro si tratti sicuramente di un infarto. Spesso sono semplici dolori intercostali, un colpo di freddo, oppure possiamo aver semplicemente dormito male a tal punto che ci si è indolenzito un braccio. Questo, soprattutto se parliamo di giovani.

Per maggiore sicurezza e per approfondire l’argomento, andiamo a spiegare bene i sintomi che precedono gli attacchi al cuore o delle patologie al cuore abbastanza gravi.

  • Il dolore tipico e che tutti conosciamo di chi sta per avere un infarto viene chiamato angina pectoris (o angor) ed è quel dolore localizzato al centro del petto e dietro allo sterno, che occupa una zona grande quanto una o due mani aperte. La sensazione è quella di costrizione, come una morsa che mi stringe.Oppure può irradiarsi dalla mascella, come un forte dolore ai denti. La durata è varia, può durare un minuto o più e si può accompagnare ad una sensazione di forte affaticamento, nause e sudorazione fredda. Bene, se sentite questo dolore, non esitate a chiedere aiuto in tutti i modi in cui vi è possibile.
  • Ci sono anche dolori più localizzati, ma meno simili a quelli appena descritti, che si presentano come una ferita o un bruciore.
  • Può anche esserci in alcuni pazienti con un infarto in atto una perdita di coscienza.

Purtroppo alcuni di questi sintomi a volte possono coincidere anche con altre patologie. Altri però sono inconfondibili e l’unico modo per salvare la vita a voi stessi o a persone che stanno avendo un infarto è quello di chiamare i soccorsi nel più breve tempo possibile, loro sapranno cosa fare.

Vi ricordiamo però una cosa: non è possibile, per chi ha o per chi non ha problemi cardiaci, vivere con la costante paura di avere un infarto, perché questo significherebbe non vivere ed è un peccato, perché la vita va vissuta senza paure e con la consapevolezza che non si vive in eterno e gli attimi che ci appartengono al presente sono l’unica certezza che abbiamo.

Per prevenire patologie di questo genere la cura migliore è mangiare bene, per il resto cercate di vivere con tranquillità e consapevolezza.

Abbassare colesterolo e pressione

Per evitare che aumenti il rischio di infarto, ictus o microcardio è necessario seguire un’alimentazione povera di grassi. L’attività fisica è assolutamente necessaria per abbassare il colesterolo cattivo ed alzare quello buono! Evitate poi di mangiare salato per tenere la pressione al di sotto di 120/80. In fine, ma non meno importante, non fumate: il fumo aumenta il rischio d’infarto in maniera vertiginosa oltre ad umentare quello di tumore.

Ictus

’ictus uccide milioni di persone ed è una delle prime causa di morte nel mondo.

Molte di queste morti potrebbero essere evitate se ci si astenesse dall’uso di tabacco e si preferissero alimentazione corretta e attività fisica.

L’ictus colpisce in egual misura uomini e donne e consiste nel mancato apporto di sangue al cervello, determinato dal deposito di grassi sui vasi che diventano stretti.

E’ importante saper riconoscere i sintomi perché fondamentale è la rapidità d’intervento.

I sintomi più comuni sono l’improvviso  indolenzimento di un arto, confusione mentale e perdita di parola ed equilibrio, accompagnati da perdita dei sensi.

In presenza di questi sintomi è necessario recarsi al pronto soccorso.

Potrebbero, infatti, rappresentare un segno premonitore di ictus.

C’è da dire che a volte l’ictus si manifesta senza alcun segno premonitore ad esempio quando si verifica un Attacco Ischemico Transitorio (TIA).

 Il TIA è per l’ictus quello che l’angina rappresenta per l’infarto, ovvero un calo temporaneo nell’afflusso di sangue al cervello, sufficiente a determinare qualche sintomo ma non tanto prolungato da indurre la morte dei neuroni. Per cui al termine dell’episodio ischemico, la persona torna perfettamente normale

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