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26CrossFit: caratteristiche e benefici

Il CrossFit è un programma di allenamento creato negli anni ’70 da Greg Glassman, ma è solo negli ultimi tempi che ha iniziato a riscuotere un enorme successo in tutto il mondo. Fama dovuta alla tipologia di allenamento: il CrossFit consente di rinforzare tutto il corpo.

“Gli allentamenti permettono di bruciare anche mille calorie in 20 minuti, naturalmente partendo con un riscaldamento. È prevista una mescolanza tra sbarre, manubri e pesi. In America ci sono circa 6 mila centri ma anche da noi la crescita è esponenziale”, spiega il trainer Stefano Puccianti.

Ci si esercita con corsa, vogatore, salto della corda, arrampicata, spostamento di carichi pesanti e si utilizzano manubri, anelli da ginnastica, sbarre per trazioni, kettbell (un peso a forma sferica con la maniglia).

Si tratta di un mix di sollevamento pesi, esercizi a corpo libero e allenamento cardiovascolare, il tutto unito in una combinazione ogni volta diversa.

L’atleta del CrossFit deve essere in grado di padroneggiare i punti cardine del fitness: resistenza cardiorespiratoria e muscolare, forza, flessibilità, potenza, equilibrio, velocità, coordinazione, agilità, precisione. L’allenamento mira ad aumentare le capacità in tutti questi ambiti.

I risultati sono visibili già dopo pochi mesi di attività, con l’aumento della massa muscolare a discapito di quella grassa. Questo tipo di allenamento permette infatti di bruciare dalle 400 alle 700 calorie in un’ora e dà un’accelerata al metabolismo, aiutando l’organismo a smaltire più in fretta quanto si assimila con l’alimentazione.

I benefici sul fisico sono numerosi, ma è necessario prestare la massima attenzione: il fai da te è bandito.

“Bisogna essere atleticamente preparati e andare in strutture professionali altrimenti si rischia di farsi male – avverte Carlo De Biase, chirurgo specialista in ortopedia e traumatologia – Bisogna lavorare per passi, lo spirito di gruppo è molto importante perché insegna a rispettare le regole e trasmette la carica del vicino ma, nello sforzo estremo, bisogna ricordarsi che non siamo tutti uguali e molti si fanno male perché sbagliano tecnicamente una posizione.”

È adatto a tutti, ma non può essere praticato da chi è affetto da cardiopatie gravi, artrosi, traumi articolari o scheletrici.

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