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Come distinguere una cotta dal vero amore

Come si fa a riconoscere se quello che si sta vivendo e provando è una cotta o vero amore? Esistono dei segnali che ci possono aiutare a individuare la differenza tra questi due sentimenti? Capita spesso, infatti, di ingigantire una cotta, considerare l’uomo della vita colui che, in realtà, ti ha solo fatto perdere la testa durante le vacanze estive, oppure ridurre a una semplice cotta quello che porta invece tutte le peculiarità di un amore destinato a durare nel tempo. Dove sta la linea di demarcazione?

Cos’è la cotta?

Nel linguaggio comune infatuazione e cotta tendono ad essere utilizzati spesso come sinonimi; gli esperti, invece, attribuiscono a questi due termini significati diversi.

L’infatuazione

L’infatuazione è un sentimento tipico dell’adolescenza, anche se questo non esclude che si verifichi in età adulta; è solitamente mossa da un bisogno di affetto, ma anche dalla voglia di sentirsi grandi, indipendenti; di provare qualcosa di diverso dall’amore familiare; di condividere con qualcuno l’eccitazione della fisicità; di sentirsi importanti per un’altra persona. L’infatuazione porta spesso a deformare la realtà: l’altro viene visto non com’è veramente ma come si vorrebbe che fosse.

La cotta

Nella cotta, al contrario, non avviene una simile deformazione. Chi colpisce l’altro è una persona reale, con precise caratteristiche fisiche e comportamentali, interessi, modi di fare. Ciò non esclude comunque che l’individuo per cui ci si prende la cotta possa essere idealizzato. Gli esperti ci raccontano che molti matrimoni sono basati sulla cotta, su questa tendenza all’idealizzazione del partner. Si tratta ovviamente di legami instabili e destinati a spegnersi con il passare degli anni, a meno che non si verifichi una maturazione del rapporto.

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Hai una cotta se: ti batte il cuore ogni volta che pensi a lui/lei; ogni volta che squilla il telefono speri che sia lui/lei; ammiri il suo aspetto e i lati del suo carattere; non vedi l’ora di stare con lei/lui.

Amore

Le relazioni non restano sempre uguali, si evolvono: alla fase iniziale, quella dell’innamoramento, ne segue un’altra in cui il sentimento si fa più solido e profondo. Per l’organismo sarebbe infatti impossibile sopportare a lungo un tale scompenso chimico e ormonale. Varie ricerche dimostrano che dopo al massimo tre anni di “febbre d’amore” il cervello torna lucido, ed è a questo punto che le relazioni progrediscono passando alla fase più matura e razionale o si estinguono. Mentre risulta possibile innamorarsi di più persone nell’arco della vita, l’amore vero è un sentimento più difficile da provare.

Sintomi dell’innamoramento

Questa condizione è solitamente accompagnata da una sintomatologia ben individuabile. Sei innamorato se: alterni momenti in cui ti senti particolarmente felice e altri in cui provi tristezza; pensi continuamente a quella persona e ti sembra di vederla ovunque; tendi a idealizzarla; vorresti approfondire la conoscenza e saperne di più anche del suo passato; ti piace raccontarle aspetti della tua vita e condividere i vostri interessi; senti che ti manca quando non state insieme; ti piace metterla al corrente di ciò che accade nelle tue giornate.

Sintomi dell’amore

La relazione passa a un livello più alto, più maturo. È vero amore se: il partner è quella persona con cui condividere gioie e dispiaceri; riesci a sopportare i suoi difetti; lo senti con te anche quando non c’è; non riesci a immaginare il tuo futuro senza di lui; vedi in lui un porto in cui trovare amore, comprensione e sicurezza; ti fidi di lui; la vostra relazione ti rende felice e in armonia con te stessa e con il mondo.

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