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Sono sempre più le famiglie che decidono di conservare le cellule staminali presenti nel sangue del cordone ombelicale e nel tessuto del tratto anatomico del cordone. Al giorno d’oggi, circa il 90-95% del sangue del cordone ombelicale viene gettato subito dopo la nascita del bambino, ma sono in molti a sostenere l’importanza della conservazione del sangue cordonale, ricca fonte di cellule staminali. Questo è utilizzato in particolare nella cura di molte malattie, di origine maligna e non, che possono essere trattate con il trapianto del midollo osseo.

Le cellule staminali conservate subito dopo la nascita sono considerate di miglior qualità e più “giovani” rispetto a quelle raccolte e conservate negli anni successivi. Tra i fattori positivi c’è anche il fatto che i fratelli potrebbero beneficiare dello stesso campione dato che tra fratelli c’è una percentuale di compatibilità pari al 25%. I campioni conservati restano di proprietà del bambino sotto la tutela dei genitori

La conservazione delle cellule staminali può avvenire presso una banca di cellule staminali privata o pubblica. In alternativa le cellule staminali possono essere messe a disposizione della ricerca scientifica. Oggigiorno è proprio la comunità scientifica internazionale che sottolinea l’importanza di conservare le cellule staminali non solo per un uso esclusivo dato che queste cellule sono maggiormente utili per i soggetti compatibili che per i donatori stessi. Per fare un esempio pratico a sostegno di ciò si può ricordare che nella cura della leucemia è sconsigliato il trapianto di cellule proprie, conservate al momento della nascita, poiché potrebbero già contenere quei difetti che hanno poi portato alla malattia.

Attualmente in Italia non è ammessa la conservazione delle cellule staminali per uso esclusivamente privato seguendo la letteratura internazionale in base alla quale prevale il concetto per cui il sangue è un bene pubblico. Alcune banche commerciali straniere offrono però questo servizio a un costo che oscilla tra i mille e i duemila euro, mentre la conservazione presso le banche pubbliche è totalmente gratuita e a carico del servizio sanitario nazionale.

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