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Colichette durante i primi mesi del bimbo

Nei primi mesi, durante i quali l’organismo continua ad assestarsi ed a cercare una maggiore stabità, può accadere che il bambino nel tardo pomeriggio o di sera abbia periodi di pianto piuttosto disperato ; Contrae le gambe e braccia e sembra avere dolori di pancia.

Li ha davvero? Può darsi che abbia inghiottito molta aria (le chiamano anche’coliche gassose’), che abbia bisogno di farla uscire dalla bocca o dall’ano. Può darsi che i dolori vengano da cibi che la madre ha mangiato.

Tuttavia, definire coliche’ ad ogni pianto del neonato che non riusciamo a decifrare, non aiuta certo a scoprire la molteplicità dei tuoi bisogni, così come dargli farmaci anticoliche serve solo a “coprire’ i veri problemi e non a risolverli.

Spesso tutto passa con un massaggio quotidiano. La tecnica della micropressione addominale si può eseguire tutti i giorni volendo.

Con il bambino a pancia in su, visualizzate un ferro di cavallo aperto verso il basso con l’ombellico al centro. Cominciando dal punto in basso a destra, esercitate una leggera pressione con la punta delle dita in direzione della colonna vertebrale. Aspettate che il corpo del bambino vi inviti a farlo, poi aumentate leggermente la pressione. Se in un punto qualsiasi incontrate resistenza, non forzate mai, ma piuttosto tenete una pressione più leggera finché la tensione non sparisce.

Muovetevi lentamente lungo la forma del ferro di cavallo, da destra a sinistra, sentendo le zone tese che si rilassano man mano che procedete. Ogni volta il percorso dovrbbe durare circa tre minuti.

Colichette e pianto

Spesso le mamme sanno distinguere i vari pianti del neonato: fame, sonno, dolore ecc.

Ricordatevi che il piccoletto non piarge mai senza motivo, non vuole fare capricci eertamente non vi vuole far diventare delle tiranne. Se la vostra presenza è costante, ben presto riconoscerete sempre meglio le sue necessità .

Sapete che può anche piangere per noia? Questo disagio passa se vi è la presenza ed il contatto fisico della persona che sioccupa di lui.

II suo mondo è ciò che vede e sente ; per  lui non ci sono ancora momenti da ricordare e altri da aspettare.

Quando gli adulti si allontanano dalla sua culla è come se scomparissero per sempre! Anche la certezza che queste persone ritorneranno deve essere acquisita!

Il pianto ovviamente può segnalare sofferenze fisiche più serie, ma in questo caso è acuto, insistente, lacerante.

Colichette e Cibi  da evitare durante l’allattaamento

Alcuni bambini sono disturbati da flatulenze o da piccoli dolori o sapore del latte per qualcosa che la madre ha ingerito.

Se, per esempio, una donna mangia abitualmente aglio e cipolla, il latte si sarà cambia sapore ed il bambino può non gradirlo.

Possono dare cattivo sapore al latte alcune verdure quali: aglio, cipolla, fagioli, lenticchie, ceci, piselli.

La fermentazione intestinale può essere provocata da tante cose quindi ed è meglio conosolare il piccino , carezzarlo, cullarlo molto, tenerselo stretti.

La posizione prona sul braccio dell’adulto lo tranquillizza molto, specie se si cammina. Provate anche con il tepore di un baule, o ,se il bambino ha superato il primo mese, con un massaggio circolare sul ventre e sui piedini. La mamma resta spesso spaventata e disorientata davanti a certi pianti prolungati e quasi inconsolabili.

Tranquille: è tutto normale ed è una fase della vita. La conoscenza reciproca tra madre e figlio renderà la comunicazione più chiara.

Colichette e ciuccio

Spesso i bambini che usano il ciccio presentano problemi di aria. Questo è evidente dato che la suzione può far inegerire al neonato l’aria che provoca dolore al pancino. Spesso le mamme usano dare il ciucco al bimbo per “tenerlo buono” ed evitare che pianga ,ma non è sempre corretto questo atteggiamento.

State attente a non creare l’abitudine perchè dei problemi potrebbero insorgere successivamente: Oltre al danno alla formazione dei denti (ancora più grave se dolcifichiamo il ciucciotto con miele o zucchero) un bimbo che ha sempre il ciuccio in bocca sarà meno invogliato ad esplorare oggetti nuovi.

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