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La voce femminile senza volto Cleò rende omaggio a Mango e Laura Valente reinterpretando “Il Dicembre degli Aranci” (appena diffuso su YouTube). Per celebrare degnamente questa speciale coppia di artisti, sceglie di diffondere online questo brano da lei interpretato il primo giorno di  primavera.

La voce misteriosa del web che canta e incanta senza mostrarsi (nulla ancora si sa di lei) dedica, stavolta, il suo magico volo canoro a due speciali Maestri del Belcanto: il raffinato cantautore e poeta lucano Pino Mango e sua moglie Laura Valente, voce dei Matia Bazar che ha sostituito Antonella Ruggiero.

 

L’abilità timbrica di Cleò

La voce magica e più che versatile di Cleò riesce a spiazzare, all’inizio del brano. Sfidiamo chiunque a non scambiare le sue corde vocali con quelle di un androgino: si lancia nell’intenso e commovente brano “Il Dicembre degli Aranci” (capolavoro scritto da Mango contenuto nell’album Ti amo così) eseguendo simultaneamente in tonalità originale entrambe le parti del duetto interpretate nel 2005 da questi due grandi artisti della musica italiana.

Con estrema abilità timbrica, la cantante misteriosa impiega in modo del tutto naturale il registro vocale maschile e femminile contemporaneamente: il risultato è suggestivo, sorprendente.

Ad accompagnare Cleò in questo suo specialissimo omaggio sono il Maestro Daniel Bestonzo al pianoforte (ex tastierista di Red Canzian dei Pooh), Annalisa Scarrone e la cantautrice Andrea Mirò (compagna di Enrico Ruggeri).

 

Cleò celebra a modo suo il grande artista di Lagonegro

La misteriosa Cleò definisce l’artista lucano Pino Mango “il Demetrio Stratos della canzone d’autore italiana, in grado di eseguire in un’unica emissione vocale un bicordo di canto e controcanto”.

Restano uniche ed inimitabili le sue movenze vocali, la magia della sua voce.

Mango è per Cleò un punto fermo della musica italiana, uno sperimentatore dell’arte canora che è stato capace di fondere folk e melodia, rock e Mediterraneo: per Mango, l’artista è colui che deve “far riscoprire la bellezza del mondo a più gente possibile”.

Se Pino Mango è il punto fermo, Laura Valente è, per la voce misteriosa del web, l’artista il cui stile è stato determinante per la sua formazione vocale.

Il Dicembre degli Aranci è un’intensa dichiarazione d’amore a due voci, di quelle che durano per sempre, fatte di complicità, fusione dell’anima e dei sensi che trascende in una dimensione superiore.

Tutto questo ha legato i due Maestri del Belcanto, Pino e Laura, nella vita e nell’arte e li legherà sempre.

L’arancio fiorisce in primavera, è il simbolo assoluto delle nozze e questo brano di Mango rappresenta l’inno dei grandi amori.

 

La voce lontana dalle apparenze

Cleò è un nome che deriva dal greco, femminile, significa ‘rendo famoso’: si adatta al ruolo della conquistatrice, l’ammaliatrice consapevole del proprio fascino ed ascendente sugli altri.

Per Cleò “conta il canto al di là di chi canta”; la faccia nell’arte viene dopo e non ha nessuna fretta di mostrarsi.

E’ scoppiata come un fulmine a ciel sereno lo scorso 14 febbraio con il brano “Senza Confini” famosa hit di Bungaro augurando Buon San Valentino a tutte le belle coppie della musica italiana.

Successivamente, con “Brava” di Mina, ha subito attirato l’attenzione per la sua singolare capacità d’impiegare tanto il registro vocale maschile quanto quello femminile.

In occasione della Festa della Donna, Cleò ha reinterpretato Il passo silenzioso della neve, successo all’edizione di Sanremo 2002 di Valentina Giovagnini, artista scomparsa prematuramente nel 2009 a causa di un incidente stradale: anche in questo brano, Cleò si muove con grande abilità tra vocalità femminile e maschile.

Con Il Dicembre degli Aranci ci perdiamo, una volta di più, nel suono caldo e sottile, profondo e avvolgente della sua voce misteriosa che non si limiterà mai a fare cover.

Sa cogliere la magia di capolavori autentici, questo sì, e sa farli suoi, catturandoli.

Restiamo in attesa dell’uscita del suo primo singolo inedito, che sarà pubblicato a maggio di quest’anno dall’etichetta indipendente Capogiro Records/Gianni Rodo Edizioni.

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