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Ciuccio: informazioni preziose

Ciuccio sì o ciuccio no? È uno dei dubbi che assilla la maggior parte delle mamme. Per questo motivo abbiano deciso di presentarvi questo articolo, in modo tale da fare un po’ di chiarezza su un argomento sul quale abbondano le opinioni contrastanti.

  • Materiale: come ben saprete, il ciuccio può essere fatto di materiali diversi. Il silicone risulta più adatto ai primi mesi di vita perché resiste meglio alla sterilizzazione, per cui è più indicato in una fase di vita nella quale l’igiene è di fondamentale importanza. Quando il bimbo inizia a mettere i dentini, invece, sarebbe meglio passare al caucciù, perché più resistente. Può infatti essere mordicchiato senza il rischio che si stacchino pezzetti che potrebbero essere inalati o ingeriti.
  • Forma: il ciuccio a ciliegia, essendo più simile al capezzolo materno, è più adatto ai primi mesi di vita; la forma a goccia schiacciata e la forma anatomica risultano solitamente più graditi ai bambini più grandicelli.
  • Quando: nei bambini nati a termine, è consigliabile iniziare ad usare il ciuccio a partire dalle 4-6 settimane di vita, quando finisce la fase della calibrazione e l’allattamento si è ormai ben avviato. Svariati studi, infatti, hanno dimostrato che l’utilizzo del ciuccio può incidere negativamente sull’allattamento, in quanto può spingere il bambino ad attaccarsi meno alla mammella, con conseguente riduzione della produzione di latte e della durata dell’allattamento; nei bambini pretermine, invece, non ancora capaci di attaccarsi al seno e alimentati con sondino naso-gastrico, l’uso del ciuccio può facilitare lo sviluppo della capacità di succhiare e deglutire, con ripercussioni positive sull’allattamento e sull’assunzione del latte tramite biberon.
  • SIDS: pur non essendo ancora del tutto chiaro la correlazione tra ciuccio e SIDS, è stato dimostrato che l’uso del succhiotto è in grado di ridurre il rischio di SIDS (Sudden Infant Death Syndrome o Sindrome della Morte Improvvisa del Lattante). Si ipotizza che il ciuccio abbassi la soglia del risveglio, favorendo così la capacità del bambino di svegliarsi se va in apnea.
  • Vizio: se utilizzato con intelligenza, il ciuccio non diventerà un vizio. Esso è infatti in grado di far rilassare il bambino, ma questo non significa che deve essere impiegato ogni volta che il piccolo piange o si lamenta. È necessario che i genitori capiscano i reali bisogni del piccolo e li soddisfino senza ricorrere sempre al ciuccio.
  • Fine: i pediatri sono concordi sul fatto che non devono essere superati i 10-12 mesi. In caso contrario, potrebbero sopraggiungere inconvenienti, come le otiti.
  • Denti: è stato dimostrato che l’utilizzo del ciuccio non incide negativamente sulla salute dei denti, a patto che, ovviamente, non venga intinto in sostanze zuccherate. Il succhiotto sembra ridurre l’incidenza di alcune malocclusioni e costituire uno stimolo positivo allo sviluppo dell’apparato stomatognatico.
  • Pulizia: dal momento che nel neonato il rischio di infezioni è più elevato, il ciuccio va sterilizzato almeno una volta al giorno (e ogni volta che cade in un luogo sporco), fino al sesto mese di vita; successivamente si può ridurre la frequenza della sterilizzazione, fino a lavarlo con sola acqua.
  • Sostituzione: in media va cambiato ogni due mesi. I ciucci in silicone vanno cambiati se si notano taglietti; quelli in caucciù se diventano più porosi e compare una patina bianca.

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