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Chi soffre di cistite

La cistite è un problema che affligge soprattutto le donne. Infatti, almeno il 50% ne ha sofferto almeno una volta nella vita. Anche gli uomini non sono immuni a questa infezione della vescica, ma soltanto il 2% di loro ne viene colpito.

Questo perché anatomicamente parlando l‘uretra delle donne è più corta rispetto a quella degli uomini e questo significa che il batterio che dà origine all’infezione riesce ad espandersi più facilmente.

Come e perché viene la cistite

Come già anticipato pocanzi, la cistite è di fatto un’infezione della vescica causata da alcuni batteri. L’infezione può avere origine in diversi modi. Può diffondersi per via ematogena, che vuol dire che i batteri raggiungono la vescica attraverso il sangue.

L’infezione si può diramare anche per via linfatica, e ciò avviene quando i batteri arrivano alla vescica grazie al sistema linfatico. L’ultimo modo in cui può nascere la cistite è per via ascendente; in questo caso i batteri arrivano alla vescica proprio attraverso l’uretra. 

La forma più comune in cui si può contrarre la cistite è quella ascendete; la forma ematogena e quella linfatica sono invece molto più rare, mentre quella ascendente è soprattutto una forma tipicamente femminile. Cerchiamo di capirne di più al riguardo. 

Non tutti sanno che i reni, la vescica e le vie urinarie sono parti del nostro corpo “sterili” ovvero senza la presenza di microrganismi. L’uretra al contrario è dotata di una flora batterica neutra. Vale a dire che i batteri che la creano non vanno a procurare nessun tipo d’infezione. 

Per questo motivo la cistite nella maggior parte dei casi viene causata da batteri esterni che occupano questi organi sterili. 

Ma da dove arrivano questi batteri nocivi? Soprattutto dall’intestino, perché sono principalmente batteri fecali.

 La causa più comune della cistite, viene chiamata ascendente proprio perché i batteri che si trovano nell’intestino, invece di rimanere nella zona delimitata dell’ultimo tratto del retto, invadono il perineo che è il tratto tra la vagina e l’ano e arrivano all’uretra. 

Da li poi cominciano a salire fino alla vescica attaccandone la mucosa interna. Il risultato di questo attacco è un’infiammazione del basso tratto urinario.  

Chi soffre di cistite infatti, sente dei forti bruciori ogni volta che prova ad urinare. Si perché chi soffre di cistite di fatti prova ad urinare perché ne sente spessissimo il bisogno; ma quando poi va in bagno riesce a liberarsi soltanto di poche gocce d’urina. Poche gocce che comunque causano moltissimo dolore. 

Perché cistite dopo rapporti sessuali

Molte sono le donne che soffrono di cistite dopo aver avuto dei rapporti sessuali, e ciò avviene fondamentalmente per due motivi: Il primo è legato al fatto che l‘uretra, a causa dell’atto sessuale si può irritare notevolmente. Questo può accadere soprattutto se la donna non ha avuto rapporti sessuali per molto tempo, o la sua vagina non è lubrificata abbastanza.

I movimenti tipici di un rapporto sessuale, nel 90% dei casi aiutano i batteri del retto a spostarsi sia nell’uretra che nella vescica. Questo passaggio è agevolato soprattutto se si adottano alcune posizioni sessuali come ad esempio quella da dietro. 

Per evitare d’incorrere nella cistite dopo un rapporto sessuale, potete seguire questi utilissimi consigli, che vi aiuteranno ad evitare una possibile e sgradevole infezione delle vie urinarie.

Per prima cosa, prima del rapporto sessuale bisognerebbe lavarsi accuratamente sia mani che genitali, senza però utilizzare nessun tipo di prodotto profumato. 

Dopo il rapporto sessuale, invece, assicuratevi di svuotare la vescica il più presto possibile, perché questo vi aiuterà a eliminare possibili batteri che sono riusciti a farsi strada verso l’uretra durante il rapporto.

Per le donne che soffrono di secchezza vaginale, è poi consigliato utilizzare prima del rapporto un lubrificante, in modo tale che durante i movimenti sessuali l’uretra non diventi livida o infiammata. Se soffrite di cistite sono sconsigliati anche gli spermicidi e il diaframma per la contraccezione. 

Cistite, quando prendere antibiotico

Anche se il più delle volte la cistite è una patologia che si risolve da sola, in alcuni casi è necessario l’utilizzo di antibiotici specifici per prevenire eventuali complicante all’apparato urinario. 

Se riscontrate i sintomi della cistite per la prima volta, allora è bene rivolgersi subito al medico che dopo aver confermato la presenza dell’infezione, potrà consigliarvi la terapia antibiotica più adatta a voi. 

Ricordate che la scelta del principio attivo e la modalità di somministrazione dell’antibiotico, spetta sempre e solo al vostro medico. Nella maggior parte dei casi, comunque se abbiamo a che fare con una forma sintomatica non complicata, sarà sufficiente seguire la terapia antibiotica per uno o tre giorni, dipendentemente dal tipo di farmaco e dalla dose prescritta.

Anche se la terapia che prevede un solo giorno di antibiotico abbia successo nel 90% dei casi, quella consigliata resta comunque la terapia dei tre giorni. 

Cistite, cosa mangiare

Il primo consiglio che solitamente si da a chi soffre di cistite, è quello di bere molta acqua. Ma questo non basta, e si deve necessariamente stare attenti all’alimentazione evitando di mangiare cibi che possono acutizzare i sintomi. 

Non appena la cistite si manifesta, vi consigliamo caldamente di non consumare alimenti come caffè, tè alcol, cioccolato, carni lavorate, insaccati, fritti e cibi piccanti.

Questi alimenti, infatti possono aiutare ad irritare la vescica e quindi peggiorare notevolmente i sintomi dell’infezione. 

È meglio anche ridurre il consumo di zuccheri e carboidrati semplici perché i batteri causa della cistite, si vanno a cibare proprio di questi particolari nutrienti. 

Eliminarli quindi dalla vostra dieta significherebbe privare questi microrganismi del loro nutrimento e quindi contribuire ad eliminarli. Preferite invece i carboidrati complessi, come quelli che si trovano nel pane, farina e riso integrali, quinoa, fagioli e patate.

Per quanto riguarda invece gli alimenti consigliati, in primo luogo troviamo le verdure a foglia verde come per esempio spinaci, broccoli e cavoli. Esse oltre ad essere una ricca fonte di preziosi nutrienti, fanno anche da supporto al sistema immunitario. Un’azione di fondamentale importanza quando si tratta di combattere un’infezione batterica. 

Anche il succo di mirtillo è un ottimo alleato contro la cistite. Esso infatti impedisce ai batteri di insediarsi sulle pareti della vescica, impedendo così all’infezione di svilupparsi e crescere. 

Se volete trarre il massimo vantaggio da questo alimento, dovrete acquistare il succo di mirtillo fresco, e non quello concentrato. Oppure potete preparare la vostra bevanda direttamente a casa. 

Infine le fibre ed i probiotici, sono essenziali per mantenere il corretto equilibro della flora intestinale. Questi alimenti supportano anche l’azione dei batteri buoni su quelli cattivi, riducendo così le possibilità di infezione del tratto urinario. 

Vi consigliamo dunque di consumare alimenti contenenti molte fibre, come per esempio i cereali, i legumi o le prugne secche. i probiotici sono invece contenuti nello yogurt o assimilabili grazie ad integratori specifici. 

Cistite, cosa prendere senza ricetta

Per combattere la cistite si possono anche utilizzare farmaci che non hanno bisogno della ricetta medica.Ci sono infatti molti integratori alimentari che vi possono aiutare sconfiggere questa fastidiosissima patologia.

Gli integratori sono soluzioni del tutto naturali, ma comunque davvero molto efficaci. Essi sono composti da erbe come appunto il mirtillo rosso che abbiamo già citato, o da fermenti lattici vivi.

In commercio troverete una vasta gamma di integratori diversi, e molti sono utilissimi per per ristabilire e mantenere l’equilibrio della flora batterica vaginale. 

Per contrastare i sintomi spesso molto dolorosi, potrete fare ricorso anche ad antidolorifici o antispastici. Ottimi anche i farmaci a base di ibuprofene come ad esempio Brufen o Moment, o quelli a base di Paracetamolo o acetaminofene come la Tachipirina, il Buscopan o il Composium. 

 

 

 

 

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