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CONSIGLI IN DIRETTA WEB DAGLI ESPERTI DEI CENTRI PER LA FERTILITÀ

Milano, 7 aprile 2017 – Tante domande, tanti dubbi, Parlare di fertilità agli adolescenti può apparire una contraddizione in termini; invece è nel periodo della vita nel quale meno si pensa ad avere un figlio che si rischia di tenere comportamenti che possono ridurre le possibilità future di diventare genitori.

“Bisognerebbe riuscire a trovare il canale giusto per stimolare i ragazzi ad affrontare la sessualità e il rapporto con il loro sistema riproduttivo in maniera consapevole. A scuola non si parla di fertilità, praticamente mai; così gli anni passano e le giovani coppie, spesso, anche se con alcune differenze tra lato femminile e maschile, scoprono di avere problemi solo quando cominciano a cercare un figlio. Il che accade sempre più tardi” afferma Andrea Borini, responsabile medico scientifico di 9.baby, il network presente in tutta Italia, che aiuta le coppie a diventare genitori. “Negli anni, nel nostro paese e non solo, l’età media nella quale si arriva al primo, e spesso unico, parto è sempre cresciuta fino a superare stabilmente i 30 anni; si ritarda in parallelo e in modo ancora più evidente il momento in cui ci si rivolge a specialisti della cura dell’infertilità quando si incontrano ostacoli sulla strada della genitorialità: oggi in Italia siamo attorno ai 37 anni. Di fatto, questo significa ridurre anche le possibilità di successo di un percorso di procreazione medicalmente assistita (PMA), che sono strettamente connesse all’età di chi lo intraprende.”

“La rete – sostiene la dottoressa Mara Campitiello, del Centro di Fecondazione Assistita della Casa di Cura Tortorella di Salerno – può essere un luogo virtuale importante in cui cercare di stabilire un primo contatto con le coppie, specialmente con quelle giovani. Per favorire il confronto con le coppie che cercano informazioni e aiuto abbiamo scelto di realizzare una diretta online, usando la rete, il canale più appropriato per comunicare con i giovani, augurandoci che siano proprio le coppie più giovani a seguirci in il 10 aprile. Un momento di confronto tra coppie ed esperti, un’occasione per poter porre le proprie domande e i propri dubbi nella quiete di casa propria, in piena privacy. Tra i temi che tratteremo, ci sarà sicuramente la fecondazione eterologa, un tema molto caldo in questo periodo visto l’inserimento dei trattamenti di questo tipo nei cosiddetti Nuovi LEA.”

Dopo 15 anni infatti sono stati modificati ed aggiornati i Livelli Essenziali di Assistenza, nei quali si specificano le prestazioni che devono essere erogate obbligatoriamente a tutti i cittadini. Il provvedimento è appena stato pubblicato in Gazzetta ufficiale ed è in corso l’iter che dovrebbe portare alla loro applicabilità.

“Infatti – precisa il dottor Fulvio Cappiello, del Centro di Fecondazione Assistita Mediterraea di Napoli – stiamo aspettando che vengano stilate le norme applicative dei nuovi Lea che permetteranno di definire le condizioni di rimborsabilità delle prestazioni, l’età massima della donna, il numero di tentativi possibili, oltre che ovviamente le tariffe applicate a ciascuna tipologia di trattamento. Si tratta potenzialmente di una vera rivoluzione soprattutto per chi, come i nostri corregionali, è sempre stato obbligato a fare turismo procreativo per poter realizzare i propri desideri”.

Per queste coppie, che si trovano ad affrontare tutte le difficoltà emotive oltre che fisiche del percorso di ricerca di un bimbo che non arriva, sarebbe davvero importante arrivare presto a contenere i costi economici diretti e indiretti che questo cammino porta con sé.

“In attesa della effettiva entrata in vigore dei nuovi LEA, spiega il dott. Borini, il 10 aprile alle 19.30, il webinar sarà l’occasione per approfondire le continue evoluzioni della medicina della riproduzione; nuove tecnologie e progressi della ricerca in materia ci permettono di migliorare ogni giorno quello che l’ampia casistica affrontata negli anni di attività già ci consente: stare al fianco delle coppie per aiutarli a realizzare il loro sogno, senza farsi intimorire dalle difficoltà, per stringere tra le braccia il loro bimbo.”

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