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Un assegno di invalidità per chi soffre di cefalea cronica? Presto potrebbe diventare realtà se verrà approvata la proposta di legge firmata dalla deputata leghista Arianna Lazzarini e da Giuditta Pini (Partito Democratico), quindi bipartisan, che da martedì 16 aprile è in discussione alla Camera e presto dovrebbe ricevere il primo parere positivo visto che ha già raccolto molti consensi da parte dei nostri parlamentari e l’approvazione definitiva passando anche dal Senato è attesa entro la fine del mese.

Ma quanti sono gli italiani che soffrono di emicranie in maniera permanente? Parliamo di mal di testa ricorrente, non quello che ogni tanto colpisce quando si è influenzati o troppo stanchi. Ebbene, quella che l’Organizzazione mondiale della Sanità mette come terza causa al mondo per le malattie invalidanti sul lavoro, in Italia secondo le ultime stime interessa al momento circa 7 milioni di persone adulte.
Ovviamente perché la cefalea sia considerata cronica, come per tutte le altre malattie, va certificata da un centro accreditato e deve essere una costante negli ultimi dodici mesi. Ma soprattutto è una malattia che non colpisce soltanto le persone anziane. In base ai numeri forniti dalla Lazzarini, forniti dalla relatrice, colpisce il 10,6 per cento delle persone tra i 25 e i 44 anni e nelle donne compare tre volte più di frequente che negli uomini.

Essami per Cefalea



I costi per affrontarla, che gravano anche in parte sulle casse dello Stato, sono elevati: ci sono quelli per gli esami che portano alla diagnosi e poi il trattamento, ma anche quelli della mutua per chi ne viene colpito che incide sul lavoro e sulla produttività. Quello del riconoscimenti di un assegno come persone invalide è il primo passo. Il secondo dovrebbe essere l’inserimento anche di questa malattia nei LEA (i Livelli Essenziali di Assistenza), quelli che sono garantiti per legge dal Servizio Sanitario Nazionale.
La proposta di legge, che si intitola “Disposizioni per il riconoscimento della cefalea primaria cronica come malattia sociale”, ha un testo molto snello. Stabilisce in maniera chiara che la cefalea primaria cronica sia riconosciuta come malattia invalidante ma anche che un decreto del ministero della Salute individui i progetti finalizzati a sperimentare metodi innovativi di presa in carico delle persone che ne vengono colpite.
In particolare le forme che dovrebbero essere riconosciute sono emicrania cronica e ad alta frequenza, emicrania continua, emicrania parossistica cronica, cefalea a grappolo cronica, cefalea cronica quotidiana con o senza uso eccessivo di farmaci analgesici e cefalea nevralgiforme unilaterale di breve durata con arrossamento oculare e lacrimazione. E ora la palla passa al Parlamento.

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