CONDIVIDI

E’ attesa per oggi, lunedì 17 luglio, la sentenza a chiusura del secondo atto del processo relativo all’omicidio di Yara Gambirasio. 

Oggi la sentenza a Brescia

Al termine del processo di primo grado, Massimo Bossetti, unico imputato per l’omicidio, era stato condannato all’ergastolo. Ora il procuratore generale ha chiesto che venga riconfermata la pena e che Bossetti sia anche riconosciuto colpevole del reato di calunnia per il quale, invece, era stato assolto in precedenza.

Le opinioni dei legali di Bossetti

I legali dell’uomo, gli avvocati Camporino e Salvagni, hanno incentrato tutta loro difesa sulla prova principale a carico di Bossetti e cioè il dna nucleare presente sui leggins e sugli slip della giovane. Agli atti è stata messa anche una foto, datata 24 gennaio 2011 e quindi precedente al giorno del ritrovamento del corpo della piccola Yara. Dalla foto non risulterebbe  identificabile il corpo della vittima. Contraria a questa ipotesi è l’accusa, secondo cui, il cadavere di Yara Gambirasio è stato lasciato nel campo di Chignolo d’Isola per tre mesi: “non ci sono elementi che dimostrerebbero che Yara è stata uccisa in un altro luogo e poi portata in quel campo. Non ci sono segni di lacci ai polsi o alle caviglie, nessuna violenza sessuale e non è mai stato chiesto un riscatto”.

La prova regina: il dna

Il dna ha avuto un ruolo centrale sia durante le indagini sia durante tutto il processo. La difesa di Bossetti ritiene poco affidabile questa prova: “ma si può condannare un uomo perché su 101 amplificazioni 71 sono riconducibili a lui? Si può condannare un uomo con queste incertezze sul dna mitocondriale? Ritengo che si possa arrivare a una condanna solo dopo aver tentato in tutto e per tutto di toglierci questi dubbi”. Contrariamente a ciò il procuratore generale ritiene che si assolutamente grottesco pensare che il dna trovato sugli slip e sui leggins di Yara sia stato ricostruito appositamente con l’obbiettivo di incastrare qualcuno. Oggi i giudici della Corte di Appello di Brescia emetteranno la loro sentenza.

 

 

 

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO