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Maltrattamenti Asilo. Due anni a testa di condanna per le quattro suore, un’italiana che è anche la madre superiora e tre straniere, condannate da Nicola Paone (gup del tribunale di Napoli Nord) con rito abbreviato per maltrattamenti su minori in una scuola materna di San Marcellino, paese in provincia Caserta, oltre che intralcio alla giustizia.

L’accusa in realtà aveva chiesto il doppio della pena, ma in ogni caso la tesi è stata accolta anche se il giudice ha scelto una via di mezzo anche perché le suore sin dallo scorso giugno risultavano sospese dal loro servizio. Sul banco degli imputati la madre superiora dell’istituto, che oggi ha 76 anni, e tre sue consorelle di origine indiana e filippina di 54, 47 e 34 anni.
Il processo ha dimostrato che i maltrattamenti sono stati compiuti dalle tre suore, ma la loro responsabile ha cercati di coprire le loro azioni provando anche a corrompere una delle mamme coinvolte con una somma di denaro e per questo è stata condannata per intralcio alla giustizia.
I fatti erano venuti alla luce nel 2008 quando diversi bambini che frequentavano l‘Istituto paritario Santa Teresa del Bambin Gesù avevano confessato di essere stato vittime di violenze da parte delle loro insegnanti.

Telecamere nascoste nell’asilo

Le telecamere nascoste all’interno dell’asilo oltre alle intercettazioni ambientali avevano poi confermato tutto.
In particolare sono stati accertati dagli inquirenti i casi di almeno cinque bambini, tre i 3 e i 5 anni, maltrattati nei mesi di aprile e maggio 2018. Schiaffi sulla testa, strattonate e tirate di capelli mostrati anche dalle telecamere, ma alcuni bambini avrebbero anche raccontato di aver ricevuto schiaffi nelle parti intime, tanto da avere i genitali arrossati. In più i bimbi che venivano etichettati come più indisciplinati erano rinchiusi in una stanza buia,mentre chi si rifiutava di mangiare, veniva costretto ad ingoiare il cibo caduto per terra.

Una sentenza che le quattro suore hanno scelto di non commentare, così come la direzione centrale del loro Istituto a Napoli. É stato così fin da quando sono emersi i primi particolari sulla vicenda e difficilmente cambierà qualcosa prossimamente.

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