CONDIVIDI

Nasce a Parma il 26 ottobre 1960 lo ‘scorpionico’ Carlo Lucarelli che ha fatto del mistero e della torbida natura umana una professione appassionata ed appassionante.

Scrittore, regista, sceneggiatore, conduttore televisivo e giornalista, se vi pare poco.

Una carriera poliedrica e costante che lascia emergere un profilo complesso, profondo, accattivante, misterioso, scrupoloso nelle sue ricerche e indagini. Antonio Meucci era un suo bisavolo.

Cosa ha fatto di nuovo Carlo Lucarelli? Esponente di rilievo del noir anni Novanta, ha sfruttato il suo genere preferito per indagare le contraddittorie realtà della società contemporanea.

Da ragazzino iniziò a leggere i romanzi di suo padre, un ematologo: leggendo, in particolare, I ragazzi del massacro, si aprì per lui tutto un mondo e….

 

Carlo Lucarelli scrittore

Nel 1990, esordisce come scrittore con il giallo Carta bianca, il primo che aprirà la strada della carriera noir a sfondo poliziesco di Carlo Lucarelli grazie alla quale ottiene una buona fama anche all’estero.

I suoi due  bestseller restano Almost Blue che ha ispirato un film e Laura di Rimini (2001).

Le sue serie di punta sono Commissario De Luca, Coliandro, Grazia Negro, Capitano Colaprico.

Nel 2008, pubblica per Einaudi L’ottava vibrazione, un romanzo storico.

Tra i tanti romanzi e racconti scritti da Carlo Lucarelli, ricordiamo Indagine non autorizzata, Febbre gialla, Autosole, Il trillo del diavolo, Autostrada, Tenco a tempo di tango.

Ha fondato l’associazione di romanzieri Gruppo 13, è membro dell’Associazione Scrittori Bolognesi e della sezione italiana dell’AIEP fondata a Cuba da Paco Ignatio Taibo II.

Il suo talento di scrittore lo porta anche ad insegnare scrittura creativa alla Scuola Holden di Torino e nel carcere Due Palazzi di Padova: lui stesso ha fondato una scuola di scrittura creativa, Bottega Finzioni.

Numerosi i suoi libri di criminologia ed approfondimento storico: Mistero in blu, Misteri d’Italia. I casi di Blu notte, La mattanza. Dal silenzio sulla mafia al silenzio della mafia, La faccia nascosta della luna: Storie di delitti e misteri tra musica, cinema e dintorni, G8. Cronaca di una battaglia, I veleni del crimine, PPP. Pasolini, un segreto italiano.

In collaborazione con Massimo Picozzi, Lucarelli ha scritto: Serial killer, Storie di ossessione omicida e Tracce criminali. Storie di omicidi imperfetti, Scena del crimine, La nera. Storia fotografica di grandi delitti italiani dal 1946 ad oggi, Il genio criminale, Sex crimes. Storie di passioni morbose e di efferati delitti.

I suoi romanzi sono stati tradotti per la Série Noir della Gallimard in Francia e, in seguito, in Olanda, Spagna, Grecia, Germania e Norvegia.

 

Soggettista e sceneggiatore

Si è impegnato nella sceneggiatura di spettacoli di Feste medievali: La gabbia della dannazione eterna (1996), e Belfagor ovvero la vanità del Diavolo (2002) e Korn lo sfracello di Dio (2006).

Nel 2000, scrive soggetto e sceneggiatura di Lupo mannaro (diretto da Antonio Tibaldi) ed il soggetto di Almost Blue di Alex Infascelli.

Nel 2001, collabora alla sceneggiatura del film Non ho sonno per Dario Argento, nel 2006 scrive il soggetto de L’ispettore Coliandro (2006) e del Commissario De Luca (2008) per la Tv.

Sempre nel 2008, scrive la sceneggiatura di Albakiara diretto da Stefano Salvati.

E’ recentissima La porta rossa, fiction a puntate da lui scritta e trasmessa su Rai 2.

Nel 2005, ha partecipato come interprete al film Il mistero di Lovercraft – Road to L.

In qualità di regista, invece, nel 2011 Carlo Lucarelli firma L’isola dell’angelo caduto, film tratto dal suo romanzo.

 

Autore e conduttore televisivo di genere noir

La sua carriera di conduttore televisivo nonché autore e voce narrante inizia nel 1998 con Mistero in Blu, cui sono seguiti i programmi Blu notte (1999-2000), Blu Notte – Misteri italiani (2001-2009) trasmesso su Rai 3 ed incentrato su fatti di cronaca, disastri, omicidi seriali che hanno segnato la storia italiana negli ultimi 50 anni.

In seguito, presenta Milonga Station (2006), Le chiavi del mistero (2006), Almost true (2010-2012), Lucarelli racconta (2010-2012), Italia in 4D (2013-2014), La tredicesima ora (2014), Le muse inquietanti (2014-2015) e Profondo nero (2015-2016). 

Sono suoi i testi della trasmissione condotta da Adriano Celentano 125 milioni di caz…te ( 2001).

Si è concesso un breve periodo di pausa per poi tornare in Tv, nel 2006, firmando la fiction L’ispettore Coliandro mentre, nel 2008, i romanzi del Commissario De Luca hanno ispirato una serie di 4 film Tv.

 

Teatro, fumetti, musica e radio

E’ suo il soggetto di Dylan Dog n. 153 intitolato La strada verso il nulla.

Lucarelli diventa protagonista (come personaggio fumettistico) della serie Cornelio (Delitti d’autore) pubblicato da Star Comics (2008) e fa la sua comparsa nel n. 15 del fumetto Lilith della Bonelli.

Nel 2008 firma, in tandem con Paola De Martiis, uno spettacolo teatrale che verrà rappresentato a Cracovia e che su Rai 3, nel 2008, si trasformerà in un documentario, Un treno per Auschwitz, di cui Lucarelli è autore, conduttore e voce narrante. Sempre per il teatro scrive Tenco a tempo di tango (2006).

Da ragazzo Carlo Lucarelli cantava in un gruppo post punk (Progetto K) e, nel 2012, ha partecipato al disco Noi siamo il club dei Club Dogo, precisamente collaborando per il brano Meno felici ma più furbi.

Partecipa anche ad alcune puntate di Radio Bellablù (radiogiallo di Rai Radio3) nelle vesti dell’uomo del corridoio ed alla trasmissione radiofonica Dee Giallo su Radio Deejay (2007-2016).

 

Premi letterari e riconoscimenti

Quale delle sue tante attività prevale? E’ difficile rispondere.

Per Carlo Lucarelli, ideare, scrivere, presentare e rappresentare ciò che crea sembra un tutt’uno.

Scrittore, soggettista, sceneggiatore, creativo nel mondo del teatro, dei fumetti, della musica e della radio, conosciuto soprattutto come autore e conduttore televisivo.

E’ anche giornalista: firma articoli per diversi giornali e riviste (il Manifesto, il Messaggero, L’Europeo, l’Unità, xL) e cura la rivista Incubatoio 16.

Ha ricevuto numerosi premi letterari: Premio Alberto Tedeschi (1993), Premio Scerbanenco (1996), Premio Franco Fedeli (2000), Premio Gold Dagger-Silver Dagger Award (2003), Premio Mario Francese (2004), Premio Lama e trama alla carriera (2006), Premio nazionale Giuseppe Fava (2009), Premio Associazione Ilaria Alpi (2010).

 

Lucarelli racconta Lucarelli

 

“Ho un risveglio lungo, la mia mattina si perde, è cortissima. Di notte, non scrivo mai. La penso come Sandro Veronesi: la notte entra in quello che scrivi. Influenza e falsifica l’umore”.

 

“Scrivere un noir è come osservare qualcosa stando a mezz’aria”.

 

“Sul giallo c’è questo tormentone ciclico per cui non sarebbe letteratura. In questi casi, mi coglie una stanchezza tremenda, mi viene da rispondere: sì, giusto, il giallo non è letteratura, è genere. E non ci sono più le mezze stagioni”.
“La storia finisce come piace al libro. Il libro ti prende la mano. Io non so mai che cosa succede alla fine. All’inizio, ignoro perfino chi sia l’assassino. Lo scopro mentre scrivo. Molte volte sono in disaccordo con la storia, quando prende una piega che non mi piace molto“.

 

“Scrivo il finale dei miei libri e poi rimango male. Mi commuovo e, nello stesso tempo, sono angosciato. Ho nostalgia. Provo quello che provano i lettori dopo un libro che hanno amato. Stavo bene lì dentro”.

 

“Ci sono ancora alcune categorie di personaggi in cui è più facile nascondere l’assassino. La migliore è quella delle donne e delle giovinette fragili. Molte assassine, nei romanzi e nei film gialli, sono fanciulle tenere che alla fine si rivelano iene“.

 

“In Italia, esistono almeno quattro verità. La verità giudiziaria, l’unica che si può raccontare senza venire querelato, ma mica è detto che sia la verità. Poi, c’è la verità storica, ma viene revisionata. Poi, c’è la verità del buon senso tipo Pasolini che diceva che lui sapeva anche se non aveva le prove. Infine, la verità politica. Un bel macello. Come si fa a dire che c’è una storia di cui si sa tutto? Se pensi che non ci si può mai fidare di nessuno, nemmeno degli organi preposti all’accertamento della verità”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here