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BOLLETTE AZZERATE E QUOTE ROSA: IL BINOMIO VINCENTE DI CRISTIANO BILUCAGLIA

L’ideatore del primo social utility network della storia si racconta e svela il segreto di un progetto di successo. Grazie anche alle donne.

Di Marta Sini

Ci sono persone di talento, che da un problema sono in grado di farne un’opportunità strepitosa. Alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, non ha fantasticato un mondo perfetto in cui anche le bollette sono azzerate. Niente più denari da sborsare per accendere la luce o farsi un bagno caldo. Qualcuno ci è riuscito. Non di certo nel mondo dei sogni o della finzione cinematografica o scenica: bensì, in quello reale.

E ha un nome e un cognome ben preciso: Cristiano Bilucaglia, piemontese doc, professione ingegnere biomedico e informatico. Che, per chi ha avuto il piacere di conoscerlo e vederlo all’azione, fa rima con genio. Creatività. Pionierismo puro d’impresa.

Un imprenditore avanguardista e illuminato, pluristimato dalle associazioni dei consumatori e più volte a ragion veduta definito, dalla stampa economica, ‘un visionario competente’ per la portata rivoluzionaria delle sue idee e progetti di business.

Di cui l’ultimo, ‘ZERO’ nato in capo alla milionaria Multiutilities Company torinese ‘uBroker Srl’ (www.ubroker.it) – deve anche parte del suo successo alla preziosa componente femminile che ha contributo a farlo esplodere costantemente, in maniera esponenziale, in tutta Italia. Vediamo come.

Buongiorno, Presidente Bilucaglia. Azzerare le bollette, oggi. È possibile. Come ci è riuscito?

Le crisi economiche schiudono sempre nuovi orizzonti all’uomo che sa guardare lontano con fiducia. Da imprenditore, ho sempre pensato che il passaparola sia la miglior forma di pubblicità per chi ha qualche cosa di buono, innovativo e valido da proporre. Del resto, solo chi sperimenta con successo un beneficio può credibilmente testimoniarne di persona i vantaggi ai terzi cari della propria cerchia di contatti. E’ stato questo, il primo passo.

Il secondo, invece?

Abbinare il concetto di fiducia alla tecnologia: e, da essa, alle forniture primarie di base per vivere bene quotidianamente, alle utilities. Nasce così ‘ZERO’, il primo social utility network della storia che – come dice anche il nome stesso – dispensa gratuitamente luce e gas ai clienti più virtuosi, anziché inutili pettegolezzi, com‘è nella natura propria di ogni social.

Quale, dunque, il ruolo delle donne, in quest’orizzonte di successo?

Fondamentale. Quando scelgono di vincere una sfida, sono inarrestabili. Pure macchine da guerra. Cito un caso su tutti. Un tempo hair stylist, ora Manager Commerciale. E’ il caso di Sara Scimone, lombarda di Sondrio, vivace quarantenne: una naturale attitudine alle pubbliche relazioni, e altrettanto, innato talento nel centrare e superare gli obiettivi. Da quando ha conosciuto ‘ZERO’, ha cambiato vita: lei, come tante altre. Dal parrucchiere c’è sempre: ma in qualità di Top Client – non più, dunque, come dipendente -, sempre impeccabile per dirigere al meglio un team di oltre 50 persone che quotidianamente la affiancano nella costante moltiplicazione del nostro portafoglio clienti.

Guardando in rete, Alessandro Meluzzi, psichiatra e studioso di fama, ha definito ‘ZERO’ un “esempio di tecnologia finalizzata ai bisogni dell’umano”. Davvero un bel complimento.

Certamente, è un fatto che mi lusinga molto. Il Professore ha rilevato, come sempre nelle sue attente e approfondite analisi, il cuore del problema: sfruttare la dirompente forza di massa dei moderni new media per dispensare benessere a un crescente numero di utenti. E’ quello che facciamo ogni giorno, sul campo, rispettando le esigenze e il potere di spesa degli italiani. Risparmiando sulle bollette cifre annue consistenti, è possibile altresì tornare a far spendere la gente in settori commerciali e merceologici dimenticati per via degli effetti della crisi, muovendo così, di fatto, l’economia del Paese.

In che modo, Ingegner Bilucaglia?

Come ogni progetto di successo, è naturale che altre aziende imparino questo nuovo modello di business, cercando per propria parte di replicarlo. ‘ZERO’ è un fidelity program frutto di una complessa proprietà intellettuale unica nel suo genere che consente, grazie a un collaudato fattore moltiplicatore, di poter azzerare la propria bolletta: Canone Rai e accise comprese.

Il primo caso al mondo in cui detto numero equivalga invece, di fatto, a qualche cosa di sostanzioso e importante.

Se a questo si aggiunge che, promuovendo ‘ZERO’, oltre a garantirsi elettricità e gas gratuiti è altresì possibile incrementare le proprie entrate migliorando al contempo il proprio tenore di vita, la realtà supera la fantasia.

Un risultato eccezionale: come dire, risparmio e ricavo insieme in un’unica voce di bilancio…il sogno di ogni economista. Qualche dato?

‘uBroker Srl’, la Multiutilities Company torinese da me fondata nel 2015, cresce al ritmo del 300% annuo: in soli tre anni, il nostro giro complessivo di affari ha superato quota 25 milioni di euro. Siamo la start-up italiana del settore ad aver sfondato simili traguardi. A oggi, in Italia, sono più di 20 mila le bollette azzerate. E crescono continuamente. Clienti virtuosi che, portando i benefici reali di ‘ZERO’ a conoscenza di un numero sempre più ampio di persone, godono del valore aggiunto di ben più di 2 milioni di euro di sconti in bolletta. Il premio vivo che l’Azienda destina felicemente agli utenti fidelizzati e fedeli, secondo quel principio a me profondamente caro della redistribuzione sociale della ricchezza che applico in ogni mia attività imprenditoriale.

Lei è considerato, in Italia, uno dei massimi esperti di sharing economy, la nuova ‘economia della condivisione’.

Moltiplicare per condividere e condividere per moltiplicare è, nel mercato e nel mondo attuale, sinonimo di successo. E, anche in epoche ben più distanti, la moltiplicazione dei pani e dei pesci consacrò alla storia il carisma del buon Gesù, che da un niente riusciva a sfamare migliaia di persone. Trasformando, per l’appunto, un ostacolo in un’occasione migliore e migliorativa insieme.

Cristiano: di nome, e anche di fatto?

Sono un imprenditore cattolico, ben felice di esserlo: è dovere di chi riceve tanto dare altrettanto. Sempre. A chi più merita, ovviamente.

In Italia, Lei è noto e apprezzato anche per essere stato autore di singolari opere di mecenatismo culturale e sociale. Ce ne ricorda qualcuna, Presidente?

Nel 2013 abbiamo donato centinaia di uova pasquali all’oratorio salesiano ‘San Luigi’, il secondo fondato personalmente a Torino nel 1847 da San Giovanni Bosco. Abbiamo altresì finanziato nel medesimo anno il Monumento Nazionale alla Memoria del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa a Collegno, esposto all’ingresso del famoso parco ove aveva sede lo storico nosocomio psichiatrico, e regalato un intero tour del bravo cantautore Andrea Mingardi & The RossoBlues Brothers Band ai comuni italiani più in difficoltà con i bilanci nonché colpiti dal sisma del 2012. Tutte operazioni realizzate in baratto fra imprese grazie all’EuroCredito, la prima moneta complementare italiana da me tenuta a battesimo nel 2009, per la quale sono stato anche chiamato a parlare, in qualità di relatore, all’Auletta dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati.

Sul web abbiamo appreso che, grazie a Lei, azzerando le bollette, si può persino produrre cibo per i poveri.

E’ quel che abbiamo fatto il 31 Gennaio scorso, nella ricorrenza tradizionalmente dedicata alla memoria di Don Bosco, donando una quantità di pasta atta a sfamare 1.000 indigenti abituali frequentatori della ‘Mensa dei Poveri’ istituita nel 2008 nel cuore della Torino difficile da Don Adriano Gennari, sacerdote cottolenghino ispirato, molto gradito a Dio per il servizio caritatevole che svolge giornalmente, uomo e religioso dal cuore grande. Abbiamo reinvestito parte degli utili derivanti dai ricavi ottenuti con le bollette azzerate, affidando la produzione del cibo in oggetto a uno storico pastificio marchigiano, vittima del terremoto devastante abbattutosi nel 2016 nel Centro Italia. Un segno di attenzione alle fasce sociali più deboli, ma anche di fratellanza e condivisione alle PMI in difficoltà che, in quell’area problematica del Paese, necessitano di un segnale concreto e sincero per rinascere a nuova vita, più forti e fiorenti di prima.

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